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Spiritual News
C’è un processo silenzioso e sacro che avviene dentro di noi ogni volta che concediamo al nostro corpo il lusso del vuoto: una forma di alchimia biologica che trasforma i detriti in vita nuova. Questo fenomeno, noto alla scienza come autofagia, rappresenta oggi la nuova frontiera della medicina della longevità e della crescita interiore. Sebbene il termine derivi dal greco e significhi letteralmente "mangiare se stessi", la realtà che descrive è tutt’altro che distruttiva. Si tratta, al contrario, del più sofisticato sistema di riciclaggio e rigenerazione che l’evoluzione abbia mai progettato, un meccanismo che tra il 2025 e il 2026 è stato confermato come il pilastro fondamentale per mantenere non solo un corpo sano, ma una mente lucida e uno spirito vibrante. Immaginate il vostro organismo come una cattedrale millenaria. Con il passare del tempo, tra le navate si accumulano polvere, detriti e materiali usurati: proteine malformate, mitocondri inefficienti e componenti cellulari che non svolgono più la loro funzione. Se questi "rifiuti" non vengono rimossi, la struttura inizia a decadere, portando a quella stanchezza cronica e a quell'opacità cognitiva che troppo spesso accettiamo come inevitabili segni dell'età. L'autofagia è la squadra di restauro che entra in azione nel silenzio del digiuno. Quando smettiamo di introdurre nutrienti per un periodo sufficientemente lungo, le nostre cellule non vanno in sofferenza, ma attivano un protocollo di sopravvivenza intelligente: iniziano a identificare tutto ciò che è vecchio, danneggiato o tossico all'interno della cellula, lo scompongono e lo riutilizzano per produrre energia e nuove strutture sane. Questo processo non è solo una curiosità biologica, ma una necessità evolutiva. Le ricerche più recenti hanno dimostrato che l'incapacità del corpo di attivare regolarmente l'autofagia è strettamente legata all'insorgenza di malattie neurodegenerative e all'invecchiamento precoce. Al contrario, favorire questa "pulizia di primavera" cellulare agisce come un potente scudo protettivo. Per il lettore consapevole, l'autofagia diventa così una pratica di ecologia interiore: imparare a fare spazio affinché la vita possa rinnovarsi. È la dimostrazione scientifica di un principio spirituale universale: per accogliere il nuovo, bisogna avere il coraggio di lasciare andare e trasformare il vecchio. Ma come si attiva questa straordinaria finestra di rigenerazione nella vita quotidiana? La scienza della crononutrizione ci suggerisce che il segreto risiede nel ritmo. Non serve un digiuno estremo o punitivo; è sufficiente rispettare i tempi naturali del corpo. Pratiche come il digiuno intermittente o il Time-Restricted Feeding — concentrare i pasti in una finestra di 8-10 ore — sono i trigger più efficaci. Dopo circa 12-14 ore dall'ultimo pasto, i livelli di insulina scendono e il corpo, non essendo più impegnato nel complesso compito della digestione, può finalmente rivolgere le sue risorse all'interno. È in questo spazio di sospensione che avviene il miracolo: le cellule si riparano, l'infiammazione diminuisce e il sistema immunitario viene "resettato". Oltre al tempo, esistono dei preziosi alleati botanici che possono potenziare questo processo. Sostanze naturali come la spermidina (contenuta nei germogli di grano e nei legumi), il resveratrolo dell'uva e i polifenoli del tè verde agiscono come "mimetici del digiuno", inviando segnali biochimici che incoraggiano le cellule a ripulirsi. Tuttavia, l'ingrediente fondamentale rimane la consapevolezza del vuoto. In una società che ci spinge al consumo continuo, riscoprire il valore della pausa alimentare significa riappropriarsi del proprio benessere sovrano. Abbracciare l'autofagia come filosofia di vita significa riconoscere che il nostro corpo possiede una saggezza innata capace di guarire e rinnovarsi costantemente, se solo gliene diamo l'opportunità. Non si tratta solo di vivere più a lungo, ma di vivere con una qualità di presenza superiore. Una cellula pulita è una cellula che comunica meglio, che produce più energia e che sostiene una coscienza più radiosa. In questo senso, la biologia incontra la spiritualità: la rigenerazione cellulare diventa il riflesso fisico di una continua rinascita interiore, un invito a splendere ogni giorno di una luce nuova, libera dal peso del passato.
Pubblicazioni e Saggi
Paolo D'Arpini
“La coesistenza pacifica, se interpretata attraverso la lente della comune appartenenza alla vita, trasforma il concetto politico tradizionale in un approccio ecologico…”Alcune considerazioni sui fini: Nell’ambito del movimento ecologista profondo e bioregionale siamo ancora impelagati in diatribe interne su alcuni temi divisivi. Magari si parte da argomenti fantasiosi, come lo svolgimento dell’attentato alle Torri Gemelle o sul presunto allunaggio americano, per poi scendere a modi di vita concreti. Vivere in campagna o vivere in città? Diventare vegani o adattarsi ad una dieta frugivora? Ritirarsi in eremitaggio o restare in una comunità? Utilizzare la tecnologia moderna per comunicare o limitarsi ai pizzini? Auspicare un ritorno alla sopravvivenza primitivista o cercare un equilibrio nella società attuale? Ecc. ecc. Ma -secondo me- questi dubbi sulle alternative di vita sono solo un corollario delle diverse esperienze e tendenze da ognuno di noi vissute. Nel bioregionalismo, come pure nell’ecologia profonda o nella spiritualità laica, non ci sono libri sacri nè dogmi ai quali far riferimento, il nostro viaggio procede senza mappe, navighiamo a vista (si dice in gergo marinaro), l’importante è la discriminazione ed il distacco basati sul riconoscimento della comune appartenenza. C’è un vecchio adagio che dice “Fra moglie e marito non mettere il dito”, ma questo non è un caso di lite in famiglia, è molto peggio eppure molto meglio. Tutto dipende dalle circostanze. Perché sono queste che qualificano l’esistenza sulla base di una “scelta” che non può comunque mai essere definitiva. Ad esempio non possiamo considerare a priori indispensabile l’adesione ad uno specifico movimento politico “pacifista” che, nominalmente, sta cercando con poche forze di contrastare un meccanismo potentissimo com’è quello del guadagno e degli interessi bellici (che tutti sappiamo preponderanti e condizionanti ogni politica). Allo stesso tempo, se ci lasciamo trascinare dall’ideologia, restiamo impigliati in una diatriba basata su congetture e opinioni relative a fatti sui quali non possiamo comunque intervenire o stabilire. Non vorrei che anche i “reati di opinione” entrassero nel nostro consesso. Spesso succede, in piccoli gruppi, che quando non si può intervenire direttamente per cambiare il corso drammatico delle cose e delle situazioni, in cui oggettivamente ci si trova, allora si litighi sulle “possibili soluzioni o situazioni pregresse”, in alternative comunque non attuabili o appurabili. Bisogna essere saldi nel pensiero e nella determinazione a perseguire la causa comune ma leggeri nel sostenere il proprio punto di vista su argomenti sui quali non abbiamo un reale controllo o dei quali non possiamo effettivamente stabilire la veridicità o la giustizia. Se la nostra “battaglia” per la sopravvivenza e coesistenza pacifica può avere qualche speranza di riuscita è soprattutto nell’adesione indiscussa al “bene comune” e nella prosecuzione del percorso assieme proseguito. L’alchimia riesce quando pur essendoci elementi che non collimano fra loro in modo diretto si riesce a farli collimare in modo indiretto e cinetico. Per questo gli elementi alchemici sono sempre tre… per una ricerca di equilibrio fra le componenti, per evitare che l’opposizione fra i due conduca alla deflagrazione di quel che è appena aggregato. Vi ringrazio per la pazienza sin qui dimostrata… e buona continuazione di proficuo “lavoro” a noi tutti… Paolo D’arpini – Rete Bioregionale Italiana
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Spiritual News
C’è un’antica saggezza scritta nel nostro DNA che la scienza moderna, tra il 2025 e il 2026, sta riscoprendo con precisione chirurgica: il potere del ritmo. La Crononutrizione ci insegna che il segreto della vitalità e della chiarezza mentale non risiede più solo nel "cosa" mangiamo, ma soprattutto nel "quando". Ogni nostra cellula ospita infatti un orologio molecolare che orchestra una sinfonia di ormoni e processi di riparazione non attivi con la stessa intensità durante le 24 ore. Ignorare questi cicli naturali crea un "jet lag metabolico" che accelera l’invecchiamento e spegne la nostra scintilla interiore. Ricerche d'avanguardia del Salk Institute confermano che la nostra sensibilità all'insulina è massima nelle ore di luce. Al mattino, le cellule sono spalancate, pronte a trasformare i nutrienti in energia pura; dopo il tramonto, questa capacità cala drasticamente. Consumare pasti abbondanti a tarda sera costringe l'organismo a gestire un'emergenza biochimica proprio quando dovrebbe dedicarsi alla rigenerazione, alimentando un'infiammazione silente che opacizza la presenza mentale e appesantisce lo spirito. Il cuore di questa rivoluzione risiede nell'autofagia, il sacro processo di "pulizia cellulare". Durante le ore di digiuno, il corpo attiva un protocollo di riciclo delle proteine danneggiate, trasformando i detriti in materia prima per la vita nuova. Adottare il Time-Restricted Feeding (TRF) — ovvero concentrare l'alimentazione in una finestra di 8-10 ore — permette a questa alchimia biologica di compiersi pienamente. Non si tratta di una dieta restrittiva, ma di un atto di profondo rispetto verso il nostro tempio biologico. Allinearsi al sole significa anche onorare la luce del mattino, che resetta l’ipotalamo e coordina l’intera biologia. Una colazione nutriente e un "coprifuoco metabolico" almeno tre ore prima di dormire permettono alla melatonina di agire non solo come ormone del sonno, ma come potente custode della nostra giovinezza genetica. I benefici sono immediati: scompare la nebbia cognitiva, l'umore si stabilizza e si sperimenta una leggerezza che trascende il semplice dato ponderale. Per chi cerca un'ecologia interiore, la Crononutrizione è un invito a smettere di lottare contro la propria natura per iniziare a fluire con essa. Onorare i cicli naturali del nutrimento e del riposo ci permette di abitare il corpo con una consapevolezza nuova, scoprendo che la vera salute è un ritmo armonioso, un passo alla volta, in perfetta sincronia con il battito dell'universo.

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Il mio nome completo in sanscrito è Swami Bodhi Vipal che significa “Momento di consapevolezza”. Mi è stato donato da OSHO, Maestro di…
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Nirava Dainotto, esploratrice e guida nel mondo dell’energia e della salute naturale. All’anagrafe Tiziana Dainotto. L’altro nome sacro è…
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Solo l’auto-consapevolezza ecologica è vera…

Paolo D'Arpini
“Non esiste cosa nascosta che non sia manifesta”. (Detto Popolare) Scriveva Bernardino del Boca: “Il messaggio divino d’amore e di fratellanza di Gesù Cristo, la filosofia del Buddha, la saggezza di Socrate, l’umiltà di Leonardo da Vinci, l’esempio dei santi, dei saggi e dei pensatori di tutte le epoche, non rappresentano la cultura. Sono come le stelle in cielo, luminose e lontane, spesso dimenticate. L’uomo dimentica di contemplare il cielo come dimentica di ascoltare la voce della saggezza”. Il cristianesimo è nato come filosofia pacifista e “porgi l’altra guancia” ed “ama il prossimo tuo come te stesso” sono i detti principali del Vangelo di Gesù. La nonviolenza di Gandhi nasce egualmente da una profonda fede verso la considerazione che tutti siamo parte della stessa esistenza, uomini piante ed animali. Contemporaneamente, nel rispetto dei vari elementi del creato, permane la coscienza che la terra, l’acqua, l’aria, etc. sono beni comuni che non debbono essere alienati all’uomo ed agli altri animali. Forse come non mai oggi sento che la attuazione di una proposizione ecologista profonda, disgiunta dal credo religioso, sarebbe oltremodo necessaria per garantire la continuità della civiltà umana.. per non parlare della sua sopravvivenza “bruta” (anche in considerazione dell’alienazione sempre più forte con i cicli naturali e l’avvelenamento dell’habitat). La specie umana è in continua evoluzione e così dovremmo poter prendere coscienza che il nostro vivere si svolge in un contesto inscindibile. Di fatto è così… solo che dobbiamo capirlo e viverlo, prima a livello personale e poi a livello di comunità. Ognuno può e deve “comprendere” la necessità di riequilibrare il suo stile di vita non sentendosi però obbligato da una ideologia o da una spinta etica, la maturazione deve avvenire per auto-consapevolezza ecologica e fisiologica. Capisco che questa condizione esistenziale richiede una maturazione individuale ed un riavvicinamento alla propria natura originale che non può essere il risultato di una “scelta” o di un “credo” … La vita al momento opportuno e con i modi che gli sono consoni condurrà l’uomo verso la sua natura originale.. Questo ritorno, questa coscienza di Sé nell’Esistenza universale, non è una esperienza particolare, non ha bisogno di nomi o di attributi, è semplice riconoscersi in Ciò che è… Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana
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Neuro-Longevità: come il respiro e la mente…

Spiritual News
Negli ultimi anni, la ricerca genetica ha iniziato a svelare un legame affascinante e misurabile tra il nostro stile di vita e l'integrità del nostro DNA. Al centro di questa rivoluzione scientifica ci sono i telomeri, piccole porzioni di DNA poste alle estremità dei nostri cromosomi. Per capire meglio la loro funzione, possiamo immaginarli come i cappucci di plastica alla fine delle stringhe delle scarpe: il loro compito è impedire che il "laccio" (ovvero il nostro codice genetico) si sfilacci e si rovini. Ogni volta che una cellula si divide, i telomeri si accorciano leggermente, finché diventano così corti che la cellula smette di funzionare correttamente. Questo processo è uno dei meccanismi biologici fondamentali dell'invecchiamento. La scoperta rivoluzionaria, che ha portato al Premio Nobel la ricercatrice Elizabeth Blackburn, è che la velocità con cui questi "cappucci" si consumano non è fissa. Lo stress cronico agisce come un acceleratore biologico, accorciando prematuramente i telomeri e invecchiando le nostre cellule dall'interno. Tuttavia, la ricerca ha anche individuato un enzima chiamato telomerasi, capace di riparare e mantenere la lunghezza di queste estremità protettive. La buona notizia è che specifiche pratiche di gestione mentale e respiratoria sembrano stimolare positivamente l'attività di questo enzima. Uno degli strumenti più studiati dai laboratori di neuroscienze, come quelli dell'Università di Stanford, è la coerenza cardiaca. Si tratta di una tecnica di respirazione ritmica molto semplice: inspirare ed espirare per circa 5,5 secondi ciascuno (per un totale di circa 5,5 respiri al minuto). Questa frequenza è definita "di risonanza" perché sincronizza il battito del cuore con i ritmi del cervello e del sistema nervoso. Quando respiriamo in questo modo, attiviamo il nervo vago, il principale componente del nostro sistema nervoso parasimpatico, responsabile del riposo e della rigenerazione. La stimolazione del nervo vago invia un segnale biochimico di "sicurezza" a tutto il corpo, riducendo drasticamente la produzione di cortisolo (l'ormone dello stress) e favorendo la riparazione cellulare. Non si tratta di un processo magico, ma di una risposta fisiologica precisa: meno stress significa meno infiammazione e, di conseguenza, una protezione più efficace dei nostri telomeri. Anche la pratica della presenza mentale, o mindfulness, gioca un ruolo chiave. Monitorare consapevolmente le sensazioni corporee e i propri pensieri aiuta a ridurre la "dispersione energetica" causata dalle preoccupazioni costanti. Alcuni studi suggeriscono che chi pratica regolarmente queste tecniche possa mostrare un'età cerebrale e cellulare più giovane rispetto alla media. In sintesi, la scienza della neuro-longevità ci dice che abbiamo una forma di controllo biologico sulla nostra salute. Mantenere uno stato di calma interiore attraverso il respiro e la meditazione non è solo un modo per sentirsi meglio psicologicamente, ma è una vera e propria strategia di manutenzione cellulare. Proteggere i propri telomeri oggi significa investire nella qualità della nostra vita futura, trasformando la gestione dello stress in una tecnologia di ringiovanimento quotidiana.


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