Pubblicazioni e Saggi
Paolo D'Arpini
Il Cavallo di Fuoco (che inizia il 17 febbraio 2026 e termina il 5 febbraio 2027) è un archetipo dell'oroscopo cinese famoso per la sua energia impetuosa e lo spirito indipendente. Simbolo di libertà e passione, questo ciclo porta cambiamenti rapidi, creatività e necessità di azione, richiedendo coraggio e gestione dell'impulsività per trasformare le sfide in opportunità. L’archetipo del Cavallo (che si associa all’esagramma “Kien”), conferisce forza, ma soprattutto indica che per mantenere l’armonia e ottenere riuscita è necessario essere lucidi e chiari, in autonomia di pensiero ed in piena libertà. Ecco i punti chiave del segno del Cavallo di Fuoco: Caratteristiche del Segno: I nati sotto il Cavallo di Fuoco (es. 1966) sono descritti come persone carismatiche, determinate, talvolta indomabili e testarde, ma dotate di grande vitalità. Durante quest'anno tutti i segni zodiacali ne saranno influenzati con la sensazione di essere circondati da un indomabile incendio. Ne soffriranno soprattutto i nativi della Tigre, della Lepre e del Drago che hanno il Legno come elemento costituente. "È il momento di ripulire il fegato, per ristabilire l’equilibrio dei liquidi e far fluire l’energia che si avvicina". L'Elemento Fuoco rappresenta la Luce, lo Yang (l'attività), ed è collegato alla vista. Le cose sono viste per quel che sono, senza infingimenti. I bugiardi e gli ipocriti saranno smascherati, non ci sarà spazio per gli ignavi. La verità sarà talmente evidente da non poter essere negata. Il Cavallo di Fuoco era il più temuto dai cinesi per la sua tendenza ad uscire fuori dai canoni per affermare la propria personalità in tutta libertà. In Cina, nei tempi antichi, le femmine che nascevano nell'anno del Cavallo di Fuoco, con queste caratteristiche in evidenza, talvolta venivano uccise alla nascita dai loro stessi genitori, perché non sarebbero state figlie remissive e difficilmente avrebbero trovato marito. Per fortuna i tempi son cambiati ed ora nascere nell'anno del Cavallo di Fuoco è considerata una grande fortuna! Energie del 2026. È un anno di forte accelerazione, definito da passione, movimento e svolte inaspettate. Richiede un equilibrio tra il desiderio di libertà e la necessità di cooperazione, poiché il fuoco può causare anche conflitti rapidi e intensi. Questo è il momento del passaggio, dell’attraversamento della frontiera, dall’inconscio collettivo al pragmatismo personale, si percepisce il tempo sulla base della condizione spazio temporale vissuta. Questo significa che in questo momento spontaneamente il nostro organismo si predispone ad affrontare e rispondere alle condizioni che si manifestano intorno a noi. Certo, è sempre così in ogni periodo dell’anno, ma soprattutto in prossimità del solstizio estivo (la stagione del Cavallo) subentra una speciale “apertura”, il caldo e la maturazione dei frutti ci aiutano, recuperiamo il gap dell’autodifesa dal freddo e ritroviamo lo spontaneo aggiustamento alle condizioni a noi congeniali, l’uomo è nato all’equatore… I Ching, l'esagramma relativo al Cavallo: Chien (Kien) Sotto vi è il trigramma Kien e sopra il trigramma Kien, tutte le linee sono intere. Kien significa il Creativo, ed ha come simbolo il Cielo. Rappresenta l’energia Yang nel massimo della sua espressione. Corrisponde alla forza primordiale luminosa, spirituale, salda, attiva. Applicato al mondo umano l’esagramma designa l’azione creativa del santo e saggio, del sovrano degli uomini, il quale desta in essi, mediante la sua forza, la natura superiore intrinseca. La Sentenza. Il Creativo opera sublime riuscita, propizio per perseveranza. Significato. L’inizio di tutte le cose sta, per così dire, in forma di idee che debbono realizzarsi, ma nel Creativo è insito il potere di conferire una forma a questi archetipi delle idee, ciò è espresso con la parola “riuscita”. Questo processo è rappresentato con un’immagine presa dalla natura: “le nubi vanno, e la pioggia opera, ed ogni singolo essere fluisce verso la propria forma”. (Genesi, 2 e 5 agg. dove il rigoglio dei singoli esseri è pure ricondotto al cadere della pioggia). Nella Sentenza dopo aver espresso con i due termini “sublime” e “riuscita” l’atto di creazione, si ricorre alle due espressioni “propizio” (letteralmente creante ciò che corrisponde alla natura) e “perseverante” (ovvero giusto e solido). L’Immagine. Il moto del Cielo è vigoroso. Così il nobile rende se stesso forte ed instancabile. Significato. Nel raddoppiamento del trigramma Kien è insito il concetto del tempo e quindi il movimento che perdura con forza instancabile, come ad un giorno segue un altro giorno. Questa durata nel tempo è l’immagine della forza inerente al Creativo. Il saggio ne trae modello da seguire per acquisire durevole efficacia nel suo operato. Il saggio si rende forte eliminando da sé tutto ciò che abbassa ed è volgare. Commento di Confucio alla quinta linea: “Ciò che concorda nel tono vibra assieme. Ciò che è affine nella sua intima essenza si ricerca. L’acqua scorre verso l’umido, il fuoco si volge verso l’asciutto. Le nubi, che sono il respiro del cielo, seguono il drago, il vento, che è il respiro della terra, segue la tigre. Così il saggio si eleva, e tutti gli altri fissano lo sguardo su di lui. Quello che è generato dal cielo si sente affine a ciò che sta in alto. Quello che è generato dalla terra si sente affine a ciò che sta in basso. Ognuno segue ciò che gli è simile”. Afferma il Cavallo: “… Non sono inceppato da vincoli mondani, né oppresso da mete vincolanti…” Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
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Anonima Anima
Sacro. Il termine Sacro nella pratica pre indoeuropea (termine comunque di tale derivazione) si traduce con agire la sacralità, rendere sacro e sacralizzare. Era un Vissuto Rituale e un modo di percepire la Vita, la Morte e la Rigenerazione. Tale modalità di agire, pensare e intendere è precedente al termine che la annovera come "sacro" ed è qualcosa che attiene agli Animismi e allo Sciamanesimo Femminile, si ricollega quindi alla preistoria e alla prima storia dell'umanità. Un termine che ha iniziato ad esserci distante da quando il Sacer-dozio è passato in mani maschili, un tempo vi erano le Sacerdotesse, ma anche prima di ciò il Sacro è stato descritto, narrato e imposto come veicolo (e grimaldello) utile per cementare una cultura, quella maschile e patriarcale. Il concetto di Sacro è stato rimaneggiato in più occasioni nel corso della storia, era ed è un concetto che assume una certa rilevanza nella perpetrazione di una cultura. Le caste sacerdotali si intersecano con lo stato (anche quest'ultimo nasce coi patriarcati) dai kurgan in poi, e assumono la valenza di potere che con le sue sfumature (non nei fini) conosciamo anche oggi. Ma Sacra è la Pianta. Sacra è la Vita in germinazione. Sacra è la vita in sviluppo. Sacra è la Creatività. Sacro è il Femmineo che Genera in un azione partenogenetica il Mondo e quindi se stesso. Sacra è la Fase di Muitamento, ogni Umore della Terra è Sacro. Il Femminile Sacralizzava l'Esistente, il maschile idoli e potere, il fare Sacro da principio rendeva degno di rispetto ogni aspetto della Vita e ogni aspetto della Morte così come quelli di Rinascita. Occorre ricordarsi chi fummo e che tale Via non esclude il maschile, ma la cultura maschilista si. La definizione che l'etimo (indoeuropeo) fornisce del termine Sacro è la seguente: "L'etimologia della parola sacro è da ricondursi al latino sacer (forma arcaica sakros), la cui radice si ritrova all’accadico (lingua o insieme di lingue dell'area semitica, ormai estinte) saqāru (“invocare la divinità”), sakāru (“sbarrare, interdire”) e saqru (elevato). Simili radici come sac-, sak-, sag- troviamo nell'indoeuropeo col significato di aderire, attaccarsi (alla divinità). D'altro canto, nel sanscrito il verbo sac-ate significa seguire, accompagnare ed, in senso più ampio, adorare. Pertanto, il termine sacro rappresenta al contempo, da un lato, l'unione con l'ambito del divino, normalmente interdetto a quello del profano, dall'altro la separazione (appunto la "santità", in senso etimologico) del sacro dal profano." La definizione è appunto indoeuropea e pone in essere su gradi Sacro e Pro-fano, (pro (davanti) al Fanum (Tempio) ovvero inclusi ed esclusi, dualismi fondanti ulteriori dualismi che eliminano il numero differenziante... il Tre, ma la Terra (Sacra) non fa questo, nasciamo con una Coscienza Cosmica, siamo Cucciole della Madre, curiose esploratrici, potenzialmente espansive nell'Essere e nell'immanenza della Vita. La Scintilla Sacra è dell'Alma Mater, è di quel Senso che l'Animismo in ambito antropologico ha studiato, ma non solo l'antropologia si è presa la briga di concentrarsi su questa tematica. La stessa definizione di Animismo lo è stata almeno fin quando nell'ambito antropologico il Femminino con la sua Sacralità è emerso con delle voci scardinanti, voci Femminee consapevoli, voci che non si sono accontentate delle "verità rivelate" e delle narrazioni a conferma di tale verità rivelate che poco dicono e molto meno esplorano. Il tema resta quindi aperto, e riguarda una rubrica che come associazione abbiamo deciso di aprire, dal titolo: "La vera storia dell'umanità". Qui facciamo solo un accenno, rimandando ai successivi interventi e approfondimenti.