ven, 15 maggio 2026

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Spiritual News
Non è più soltanto un’intuizione antica o una suggestione legata alle filosofie orientali: oggi la scienza riconosce con sempre maggiore chiarezza che il modo in cui mangiamo può influenzare profondamente la qualità e la durata della nostra vita. L’alimentazione, da semplice atto quotidiano, si sta rivelando uno dei fattori più potenti nella regolazione dei processi biologici legati all’invecchiamento. Negli ultimi anni, numerosi studi internazionali hanno rafforzato una visione che fino a poco tempo fa veniva considerata marginale: l’invecchiamento non è soltanto il risultato del tempo che passa, ma anche l’espressione di come il nostro organismo reagisce agli stimoli ambientali, tra cui il cibo occupa un ruolo centrale. Il concetto chiave emerso dalla ricerca è quello di infiammazione cronica a bassa intensità, una condizione silenziosa che non produce sintomi evidenti nell’immediato, ma che nel lungo periodo può accelerare il deterioramento dei tessuti, compromettere il sistema cardiovascolare e influenzare negativamente le funzioni cognitive. In questo scenario, l’alimentazione si configura come uno dei principali regolatori di questo stato infiammatorio. Modelli alimentari ricchi di prodotti naturali, vegetali freschi, fibre e grassi di qualità sembrano infatti contribuire a ridurre l’infiammazione sistemica e a migliorare l’equilibrio metabolico. Tra questi, la dieta mediterranea continua a emergere come uno dei riferimenti più solidi, non per ragioni culturali o tradizionali, ma per la sua coerenza con la fisiologia umana. Verdure, legumi, cereali integrali, frutta secca e olio extravergine d’oliva rappresentano un insieme di alimenti che agiscono in modo sinergico, fornendo micronutrienti, antiossidanti e composti bioattivi capaci di sostenere i sistemi di difesa dell’organismo. Non si tratta di singoli elementi miracolosi, ma di un equilibrio complessivo che, mantenuto nel tempo, può incidere sui meccanismi profondi dell’invecchiamento. Un aspetto particolarmente interessante riguarda il ruolo del microbiota intestinale. Questo ecosistema complesso, formato da miliardi di microrganismi, è oggi considerato una vera e propria centrale metabolica capace di influenzare non solo la digestione, ma anche il sistema immunitario e il funzionamento del cervello. Una dieta ricca di fibre e povera di alimenti raffinati favorisce una maggiore biodiversità microbica, associata a migliori indicatori di salute generale e a un più lento declino cognitivo. La relazione tra intestino e cervello, un tempo sottovalutata, è oggi al centro di numerosi studi. Il cosiddetto asse intestino-cervello suggerisce che ciò che accade nel sistema digestivo possa avere effetti diretti sull’umore, sulla memoria e sulla capacità di adattamento allo stress. In questo senso, l’alimentazione diventa anche uno strumento di equilibrio mentale oltre che fisico. Parallelamente, la ricerca sta iniziando a considerare con maggiore attenzione non solo cosa mangiamo, ma anche quando mangiamo. I ritmi biologici dell’organismo, regolati dal ciclo sonno-veglia, sembrano infatti influenzare in modo significativo il metabolismo. Consumare pasti molto abbondanti nelle ore serali o mangiare in modo disordinato durante la giornata può interferire con questi equilibri, contribuendo a un maggiore stress metabolico. Questo porta a una visione più ampia della nutrizione, che non si limita alla composizione degli alimenti ma include anche la regolarità dei pasti, la qualità del sonno e lo stile di vita complessivo. La longevità, in questa prospettiva, non è il risultato di una singola scelta, ma l’esito di una coerenza quotidiana tra diversi fattori. In contrasto con questa visione scientifica, il panorama mediatico continua spesso a proporre soluzioni rapide e semplificate: diete estreme, eliminazioni radicali di intere categorie alimentari, superfood presentati come rimedi universali. Tuttavia, la fisiologia umana difficilmente si presta a queste logiche di eccesso. Gli esperti sottolineano come approcci troppo rigidi o sbilanciati possano, nel lungo periodo, risultare controproducenti. Il corpo umano è un sistema complesso che tende a funzionare meglio in condizioni di equilibrio e adattamento, piuttosto che sotto stimoli estremi e continui. Un elemento spesso trascurato riguarda anche il contesto culturale e sociale del cibo. Le popolazioni tradizionalmente più longeve condividono non solo alcune abitudini alimentari, ma anche un rapporto diverso con il pasto: tempi più lenti, maggiore attenzione alla qualità degli alimenti, convivialità e minore esposizione allo stress. Questi fattori, difficili da quantificare ma profondamente radicati nello stile di vita, contribuiscono a creare un ambiente favorevole al benessere. La nutrizione, quindi, non può essere ridotta a una semplice somma di nutrienti o a un elenco di regole. È un sistema dinamico che interagisce con la biologia, la psicologia e l’ambiente in cui viviamo. Ed è proprio questa complessità a rendere evidente un punto: non esistono scorciatoie reali verso la longevità. Ciò che emerge con maggiore chiarezza dalla ricerca è che il rallentamento dei processi di invecchiamento non dipende da interventi straordinari, ma dalla continuità di scelte quotidiane coerenti con il funzionamento naturale dell’organismo. Un’alimentazione equilibrata, ricca di alimenti semplici e poco trasformati, inserita in uno stile di vita regolare, sembra rappresentare una delle strategie più efficaci e sostenibili. In un’epoca in cui tutto spinge verso la velocità e l’immediatezza, la biologia umana continua a premiare la costanza, la moderazione e il rispetto dei ritmi naturali. È una lezione che arriva dalla scienza, ma che riecheggia conoscenze antiche: il corpo non chiede perfezione, ma equilibrio.
Pubblicazioni e Saggi
Alex Peverada
Mandala della Saggezza del Cuore: Simboli, Archetipi e Trasformazione Interiore Negli ultimi anni sempre più persone si sono avvicinate a strumenti legati alla crescita personale, alla meditazione e all’esplorazione interiore. Tra questi, il Mandala continua ad affascinare per la sua capacità di unire simbolo, immagine, concentrazione ed esperienza emotiva in una forma semplice ma profonda. Molto spesso, però, il Mandala viene percepito soltanto come un disegno decorativo o una pratica rilassante. In realtà, nel corso della storia, il Mandala è stato utilizzato in molte tradizioni come rappresentazione simbolica di un ordine interiore, di un processo di trasformazione o di una mappa dell’esperienza umana. Da questa riflessione nasce il Mandala della Saggezza del Cuore, un progetto di Lux Nova(www.lux-nova.it) che utilizza Mandala, archetipi, simboli e pratiche interiori come strumenti di osservazione, consapevolezza e trasformazione personale. Il Mandala come spazio di osservazione interiore La parola “Mandala” viene spesso tradotta come “cerchio”, ma il suo significato simbolico è molto più ampio. Il Mandala rappresenta infatti uno spazio ordinato in cui elementi differenti trovano una relazione reciproca. In molte pratiche contemporanee, osservare o colorare un Mandala può aiutare la persona a rallentare, focalizzarsi e creare uno spazio mentale più stabile. Nel Mandala della Saggezza del Cuore, il Mandala non viene però utilizzato soltanto come supporto meditativo o creativo, ma come struttura simbolica attraverso cui osservare emozioni, conflitti interiori, dinamiche relazionali, fasi di cambiamento e processi trasformativi. L’obiettivo non è “credere” nel Mandala come oggetto magico, ma utilizzare il simbolo come linguaggio capace di aiutare la persona a comprendere meglio sé stessa. Un approccio tra simbolo, introspezione e trasformazione Uno degli aspetti centrali del progetto è la possibilità di vivere l’esperienza su più livelli interpretativi. Per alcune persone il lavoro con il Mandala assume una dimensione spirituale o energetica. Per altre rappresenta soprattutto un percorso simbolico e introspettivo. Il metodo non impone una lettura unica dell’esperienza. Il focus si concentra piuttosto sul valore trasformativo di immagini, simboli e pratiche interiori. In questo senso, il Mandala della Saggezza del Cuore si avvicina a un approccio archetipico contemporaneo, più vicino alla sensibilità dell’uomo occidentale moderno, che spesso ricerca strumenti di crescita personale senza necessariamente aderire a sistemi religiosi o dogmatici. Le tre colonne del Mandala della Saggezza del Cuore Questo progetto di Lux Nova si sviluppa attraverso tre aree principali, pensate come modalità differenti ma integrabili di lavoro interiore. Costellazioni del Mandala Utilizzano il Mandala come spazio di osservazione simbolica e sistemica. Il lavoro si concentra su dinamiche interiori, relazioni, emozioni e schemi ricorrenti. Rituali del Mandala Lavorano attraverso gesto simbolico, intenzione, visualizzazione e strumenti rituali come candele, incensi, campane tibetane e Mandala archetipici collegati a differenti qualità simboliche. Sciamanesimo del Mandala Utilizza stati meditativi, immagini interiori, ritmo del tamburo e archetipi collegati al mondo simbolico sciamanico come elementi, animali guida e viaggio interiore. Questi tre approcci non si escludono tra loro, ma possono dialogare e integrarsi all’interno dello stesso percorso personale. Il valore dell’integrazione Uno degli elementi più importanti del Mandala della Saggezza del Cuore è l’idea che il lavoro trasformativo non termini nel momento della sessione o dell’esperienza. Per questo motivo, vengono utilizzati anche strumenti di integrazione come Mandala trasformativi da colorare, frasi simboliche, pratiche di osservazione, visualizzazioni e meditazioni guidate. L’obiettivo è aiutare la persona a mantenere un rapporto attivo con il proprio percorso interiore anche nella quotidianità. Arte, simbolo e sensibilità contemporanea Nel mondo moderno molte persone si sentono attratte da simboli, pratiche meditative e percorsi interiori, ma allo stesso tempo faticano a riconoscersi in linguaggi troppo rigidi o dogmatici. Il Mandala della Saggezza del Cuore nasce proprio come tentativo di creare un ponte tra simbolismo, crescita personale, immaginazione, introspezione, spiritualità contemporanea e arte trasformativa. Un approccio in cui il simbolo non viene vissuto come evasione dalla realtà, ma come strumento per osservarla con maggiore profondità e consapevolezza. Conclusione In un’epoca caratterizzata da velocità, frammentazione e sovraccarico mentale, molte persone sentono il bisogno di ritrovare spazi di ascolto, centratura e trasformazione interiore. Il Mandala, con la sua struttura simbolica e la sua capacità di parlare attraverso immagini e archetipi, continua ancora oggi a rappresentare uno strumento potente di osservazione e consapevolezza. Il Mandala della Saggezza del Cuore, progetto sviluppato da Lux Nova, nasce proprio da questa intuizione: utilizzare simboli, pratiche interiori e strutture archetipiche non per allontanarsi dalla realtà, ma per entrare in relazione più profonda con sé stessi e con il proprio percorso di vita. https://lux-nova.it/il-mandala-della-saggezza-del-cuore-il-progetto
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Spiritual News
E se l’invecchiamento non fosse un destino ineluttabile, ma un processo biochimico parzialmente reversibile? Per decenni abbiamo guardato al calendario come all’unico giudice della nostra età, rassegnandoci allo scorrere dei secondi. Tuttavia, una ricerca dirompente condotta dai laboratori della University of Southern California (USC) e pubblicata sulla prestigiosa testata Nature Communications sta scardinando questa certezza. Il team guidato dal professor Valter Longo ha dimostrato che è possibile "resettare" le nostre cellule e ringiovanire il sistema immunitario attraverso un protocollo nutrizionale specifico, capace di ridurre l’età biologica di oltre due anni in un arco di tempo sorprendentemente breve. Non si tratta dell'ennesima dieta dell'ultimo minuto, ma di una vera e propria operazione di "manutenzione straordinaria" del tempio biologico che abitiamo. Per comprendere la portata di questa scoperta, occorre distinguere tra età cronologica — gli anni che dichiariamo all'anagrafe — ed età biologica, ovvero lo stato di usura reale dei nostri tessuti, organi e sistemi. Utilizzando i cosiddetti "orologi epigenetici", strumenti sofisticatissimi che analizzano i marcatori del DNA, i ricercatori hanno osservato come un protocollo di Dieta che Mima il Digiuno (FMD) sia in grado di agire sulla profondità della nostra struttura cellulare. I partecipanti allo studio che hanno seguito questo ciclo per soli cinque giorni al mese, ripetuto per tre mesi, hanno mostrato una riduzione media dell'età biologica di 2,5 anni. È la prova scientifica che il corpo possiede una capacità innata di autoguarigione, a patto di fornirgli le istruzioni biochimiche corrette. Il meccanismo che permette questo "miracolo" laico risiede in un processo chiamato autofagia. Quando sottoponiamo l'organismo a una restrizione calorica controllata e scientificamente bilanciata, le cellule entrano in una modalità di sopravvivenza attiva. In assenza di un eccesso di nutrienti, il corpo smette di investire energia nella crescita costante e inizia a fare "pulizia interna". Le cellule identificano i componenti danneggiati, le proteine mal ripiegate e gli organelli obsoleti, distruggendoli per riciclare energia. È un processo di purificazione profonda che, in una prospettiva di spiritualità laica, trasforma l'astinenza temporanea dal cibo in un rito di rigenerazione della materia. Non è privazione, ma spazio concesso alla vita per rinnovarsi. I dati emersi dallo studio clinico certificato non lasciano spazio a dubbi: oltre al ringiovanimento epigenetico, il protocollo ha indotto una drastica riduzione del grasso addominale (il più pericoloso per la salute cardiovascolare) e un calo significativo dei livelli di IGF-1, un fattore di crescita strettamente legato all'invecchiamento accelerato e al rischio di patologie oncologiche. Ma l'aspetto forse più affascinante riguarda il sistema immunitario. La ricerca ha evidenziato che, durante la fase di restrizione, il corpo elimina i globuli bianchi vecchi o inefficienti, spingendo le cellule staminali a produrne di nuovi e più performanti una volta ripresa l'alimentazione normale. È un vero e proprio "reboot" di sistema che potenzia la nostra resilienza di fronte alle aggressioni esterne. Dal punto di vista della crescita personale e della consapevolezza, questa scoperta sposta il baricentro del nostro rapporto con il cibo. In una società che ci spinge al consumo ininterrotto, la scienza della longevità ci invita a riscoprire il valore del "vuoto". Mangiare consapevolmente significa capire che il cibo non è solo carburante, ma un pacchetto di informazioni che inviamo ai nostri geni. Quando scegliamo di seguire cicli di restrizione controllata, stiamo comunicando al nostro DNA che è il momento di ripararsi, non di accumulare. È una forma di disciplina interiore che onora la complessità del nostro organismo, trattandolo non come un pozzo senza fondo, ma come un ecosistema delicato che necessita di pause per fiorire. Inoltre, lo studio della USC sottolinea un aspetto fondamentale per la vita moderna: l'accessibilità. A differenza del digiuno idrico estremo, che può risultare pericoloso e difficile da gestire senza supervisione clinica costante, la Dieta che Mima il Digiuno è progettata per ingannare l'organismo. Il corpo "crede" di essere a digiuno a causa della specifica composizione dei macronutrienti, ma riceve comunque i micronutrienti necessari per mantenere le funzioni vitali. Questo la rende una pratica integrabile nel percorso di chi cerca un benessere profondo senza rinunciare alla propria operatività quotidiana. È la scienza che si mette al servizio della qualità della vita, fornendo strumenti pratici per una spiritualità incarnata.

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Reiki e Sciamanismo presso Centro di Luce Fabiano Reiki Originale secondo il metodo del dr. Mikao Usui, Metodo Avanzato Karuna® Reiki,…
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Il mio nome completo in sanscrito è Swami Bodhi Vipal che significa “Momento di consapevolezza”. Mi è stato donato da OSHO, Maestro di…
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Ciao, ho incontrato il Sentiero della Dolce Medicina della Danza del Sole nel 1986, e l'ho scelto come Sentiero del Cuore diventando un…
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Robert Forte Counselor professionista ad orientamento umanistico - integrato. Svolge colloqui individuali, di coppia e di gruppo. Conduce…
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Yogasophia è un progetto didattico e culturale nato per la promozione dello yoga, della meditazione e del dialogo tra il pensiero filosofico…
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La spiritualità è un fatto personale...

Paolo D'Arpini
“Quando sono venuta in questo mondo le uniche cose che sapevo erano amare, ridere e far splendere la mia luce. Poi, crescendo, mi hanno detto di smettere di ridere. "Prendi la vita sul serio" dicevano, "se vuoi farti strada." Così smisi di ridere. La gente mi diceva: "Stai attenta a chi ami, se non vuoi che il tuo cuore venga spezzato." Così smisi di amare. Mi dicevano: "Non far splendere la tua luce perché attiri troppo l'attenzione." Così smisi di splendere e diventai piccola e appassii e morii solo per apprendere, appena morta, che tutto ciò che conta nella vita è amare, ridere e far splendere la nostra luce.” (A. Moorjani)Non nego il valore dell' ”io sono”, poiché è l’aspetto che consente al mondo di assumere una parvenza di realtà… è il potere della Coscienza, la Matrice Divina che crea il mondo. Se partiamo dalla comprensione di ciò che viene osservato – esterno o interno – non possiamo far a meno di riscontrare che ogni “percezione” avviene per tramite della mente. La mente non può esser definita fisica, anche se utilizza la struttura psicosomatica come base esperienziale, la natura della mente è sottile, è lo stesso pensiero, ed ogni pensiero ha la sua radice nell’io. Quindi l’unica realtà soggettiva ed oggettiva attraverso la quale possiamo dire di essere presenti è questo “io”. Chiamarlo “spirito” è un modo per distinguerlo dalla tendenza identificativa con il corpo, ed è un modo per ricordarci che la “coscienza” è la nostra vera natura. Quell’io – o spirito- che è la sola certezza che abbiamo, è l’unica cosa che vale la pena di conoscere e realizzare. Malgrado la capacità proiettiva della mente, che può dividersi in varie forme, mai può scindersi quell’io radice da noi stessi. L’io è assoluto in ognuno. Allora la spiritualità è il perseguire coscientemente la propria natura, il proprio Sé. “Spiritualità senza etichette” è il riconoscere questo processo in qualsiasi forma si manifesti. C’è equanimità e distacco, non proselitismo sul metodo praticato (appendice marginale della ricerca). Questa visione laica ha in sé una capacità sincretica ma anche la consapevolezza dell’insignificanza della specificità della forma in cui l’indagine si manifesta. Si comprende che ogni “modo” è solo un’espressione dello stesso processo in fasi diverse. Il percorso cambia con le necessità del momento e con le pulsioni individuali. E’ la sincerità, onestà, perseveranza, che importano. Non ci sono pensieri, gesti, riti, dottrine da privilegiare. I flussi passano la sorgente è perenne. Sii ciò che sei, diceva un saggio dell’India ed uno dell’occidente rispose: Conosci te stesso. Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica Commento di Caterina Regazzi: “Tu scrivi: Lo scopo dello scritto è quello di mettere in chiaro alcuni concetti base su ciò che io chiamo “Spiritualità Laica” , meno male che lo scopo è questo! Tutte queste parole secondo me sono semplicemente inutili e dici che vuoi chiarire qualcosa a qualcuno! Questi scritti mi fanno arrabbiare. Lo spirito è lo spirito, che bisogno c'è di cercare di spiegarlo, di descriverlo? Se uno lo percepisce eccolo, altrimenti non saranno certo delle parole che glielo faranno individuare!” Mia rispostina: “Sì, è vero, ma ogni discorso "spirituale" è rivolto alla mente che ha bisogno di parole e di concetti. Poi ognuno scopre in se stesso ciò che è aldilà delle parole e dei concetti. Come? questo è un grande mistero...“ (P.D'A.)
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Alchimia del Talento Umano

Stefano Petrucci
Alchimia del Talento Umano il codice segreto del nuovo mondo “C'è un fuoco dentro di te che il mondo ha fatto di tutto per spegnere: il tuo vero Talento! Comprendere la natura multidimensionale del Talento animico è un passo strategico fondamentale per chiunque desideri intraprendere un percorso di piena realizzazione. Il processo di scoperta e manifestazione del Talento è ciò che io chiamo Alchimia del Talento Umano. È un processo trasformativo in cui liberiamo l'Anima dalle sue sovrastrutture per rivelarne il nucleo sorgente, preparandola al grande gioco creativo della vita.” Stefano Petrucci Questo libro non è solo l’unico vero manuale disponibile sul talento umano, ma è uno spazio eterico di iniziazione al vero Talento umano — un percorso ispirante e pratico per chi sente che noi siamo qualcosa di molto più grande di ciò che ci è stato insegnato, e soprattutto per chi vuole agire nel pieno del proprio potere personale. Il tuo Talento non è ciò che fai. È ciò che sei. Nessuno ha mai inquadrato il Talento come potrai scoprirlo qui. Non troverai niente di più completo ed utile. Stefano Petrucci — primo facilitatore del Talento Animico — condensa in quest'opera gli insegnamenti e le pratiche di tutta una vita, sciogliendo le infinite deviazioni e credenze appiccicate ad una idea completamente errata del talento. Attraverso una sintesi inedita di scienze d'avanguardia, psicologia quantistica, alchimia interiore e oltre trent'anni di esperienza sul campo, rivela il concetto di Talento Animico: una forza multidimensionale che, una volta risvegliata, trasforma la paura in visione, il vuoto in abbondanza, l'inerzia in creazione, l'isolamento in comunità felici. Comprendere e agire il proprio talento significa smettere di essere vittime del sistema socio-economico imposto e abitare il centro immobile dell'uragano, trasformando la pressione contraria degli eventi nella forza ascensionale necessaria per il proprio volo. Vengono esplorate tematiche cruciali come l'arte di sognare, il superamento dei condizionamenti sociali e la cooperazione evolutiva — fino all'appello a valorizzare il talento collettivo del genio mediterraneo, contrapponendo a scenari globalisti un'agenda personale basata sulla libertà e sulla consapevolezza spirituale. In un'epoca di crisi globale e manipolazione delle coscienze, riconoscere e manifestare il proprio talento non è un lusso — è un atto rivoluzionario. Ma la visione non basta. Per questo il libro mette nelle mani del lettore un vero e proprio kit di indipendenza spirituale e materiale: nuove forme pensiero evolutive, pratiche alchemiche, protocolli operativi e sigilli creati dall'autore — tecnologie interiori inedite per trasmutare il piombo dei traumi nell'oro del potere personale, e rendere il lettore pienamente autonomo nel proprio processo di risveglio, di potenziamento del talento e di generazione di ricchezza reale. Non dipenderai da nessun guru. Non aspetterai nessun salvatore. Avrai in mano le chiavi. Sei pronto a risvegliare il Dono che è in te? https://www.stefanopetrucci.com/prodotto/alchimia-del-talento-umano-il-codice-segreto-del-nuovo-mondo/ ? Inizia ora il tuo percorso di manifestazione.


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