sab, 10 gennaio 2026

Vetrina Appuntamenti:

Seminario
Dal  19/10/2024  al  31/08/2026
Crescita personale
Mestre (VE)
Veneto
Corso
Dal  04/10/2025  al  06/06/2026
Meditazione
Vicenza (VI)
Veneto
Corso
Dal  04/10/2025  al  06/06/2026
Tarocchi
Vicenza (VI)
Veneto
Corso
Dal  05/10/2025  al  07/06/2026
Tarocchi
Vicenza (VI)
Veneto

Notizie in evidenza:

Pubblicazioni e Saggi
Spiritual News
Nei primi giorni del 2026 sta emergendo un dato interessante, osservabile trasversalmente in ambiti diversi – dalla psicologia del benessere alla spiritualità contemporanea, fino alle analisi socioculturali: un numero crescente di persone riferisce una trasformazione interiore che non coincide con l’idea classica di miglioramento personale, né con una crisi improvvisa. È qualcosa di più sottile e, proprio per questo, più difficile da raccontare. Non riguarda ciò che si aggiunge alla vita, ma ciò che smette di avere presa. Secondo diverse analisi pubblicate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il cambiamento non si manifesta come entusiasmo o euforia, ma come disallineamento. Molte persone descrivono la sensazione di non riconoscersi più in obiettivi, ruoli, relazioni e narrazioni che fino a poco tempo prima sembravano naturali. Non si tratta di rifiuto ideologico né di ribellione consapevole: è una perdita di risonanza interna. Ciò che prima motivava, ora appare vuoto; ciò che prima spaventava, ora sembra semplicemente irrilevante. Questo fenomeno viene spesso interpretato, nei contesti spirituali, come un segnale di “evoluzione dell’anima”. Tuttavia, osservato con maggiore lucidità, può essere letto come un cambiamento nella struttura dell’identità. Nei primi giorni del 2026 si sta parlando sempre più di una fase in cui l’io narrativo – l’immagine che una persona ha costruito di sé nel tempo – inizia a mostrare crepe non drammatiche ma definitive. Non c’è crollo, c’è disincanto. E il disincanto, a differenza della crisi, non chiede soluzioni rapide. Uno degli elementi più ricorrenti è l’aumento della fiducia in una forma di intuizione meno emotiva e più silenziosa. Non è l’istinto impulsivo, né la “pancia” reattiva. È una chiarezza calma, che porta molte persone a fare scelte meno spiegabili ma più coerenti. Decisioni prese senza bisogno di convincere nessuno, talvolta nemmeno sé stessi. Questo spostamento riduce drasticamente il bisogno di conferme esterne, approvazione sociale o validazione continua, che per anni sono stati considerati carburanti normali della vita adulta. Parallelamente, si osserva una naturale selezione relazionale. Rapporti che si reggevano su abitudini, ruoli o dipendenze emotive iniziano a sciogliersi senza conflitti evidenti. Non perché “qualcosa sia andato storto”, ma perché viene meno la funzione che quei legami svolgevano nell’identità precedente. Questo processo è spesso frainteso come freddezza o distacco emotivo, ma in realtà indica una maggiore precisione interna: meno dispersione, meno compromessi inutili, meno rumore. Un altro segnale interessante, emerso proprio a cavallo dell’anno nuovo, riguarda il rapporto con il tempo. Molte persone riferiscono una minore ansia verso il futuro e una riduzione della nostalgia per il passato. Il presente non viene idealizzato, ma abitato con maggiore sobrietà. Questo non significa serenità costante, bensì una riduzione dell’attrito mentale. Come se la mente smettesse di correre non perché obbligata, ma perché non ne vede più l’utilità. In questo quadro, la spiritualità del 2026 – almeno nella sua forma più matura – sembra spostarsi da pratiche di accumulo (tecniche, rituali, contenuti, esperienze) a un lavoro di sottrazione. Non “diventare qualcosa”, ma smettere di sostenere ciò che non è più vero. Questo spiega perché molte persone, pur non definendosi spirituali in senso tradizionale, parlano di un cambiamento profondo e irreversibile nel modo di percepire sé stesse e gli altri. È importante però mettere in discussione una convinzione implicita: non ogni disagio è evoluzione, e non ogni distacco è maturità. Nei primi giorni del 2026 il rischio maggiore è romanticizzare il disallineamento, scambiando confusione per risveglio. Un osservatore onesto deve riconoscere che questo processo richiede discernimento, altrimenti può degenerare in isolamento, cinismo o spiritualizzazione dell’ego. Il punto centrale non è se l’anima stia “evolvendo più velocemente”, ma se le persone stanno diventando più capaci di tollerare la verità su sé stesse senza costruire nuove maschere. In questo senso, il 2026 non si apre come un anno di risposte, ma come un anno di domande più precise. E questo, per chi sa osservare, è spesso il segnale più affidabile di un cambiamento reale.
Pubblicazioni e Saggi
Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana
L‘indecisione deve tramutarsi in coraggio con un cambio di abitudini e allontanamento sulla sudditanza al sistema. Si chiama “sopravvivenza bruta”. Cioè bisogna essere pronti a rinunciare ad appoggiarsi a questa società consumista. All’inizio sarà una ribellione di “cantina” ovvero basata solo sul non incremento della nostra adesione al sistema… poi pian piano sarà necessario uno scollamento definitivo e non so se questo potrà avvenire a livello globale, ed in condizioni pacifiche, ma sicuramente deve avvenire a livello personale. Intanto si può partire da piccole cose, interrompendo gli acquisti di qualsiasi bene innecessario, oggetti, macchine, vizi, etc. e limitarsi agli alimenti e generi di sopravvivenza. Nel frattempo tentando di incrementare l’indipendenza alimentare attraverso piccoli orti, raccolta erbe selvatiche, scelta vegetariana, etc. Non so ancora per quanto avremo modo di continuare ad usare internet, forse bisognerà tornare alla posta cartacea oppure alla telepatia… E in verità la telepatia esiste già… perché il pensiero ha la stessa matrice per tutti. Ne ebbi esperienza in momenti di totale apertura… e so che è vero! Occorre da subito e con la massima serietà e determinazione fermare la caduta, preservando le risorse residue e quel che rimane della vita selvatica, non solo per il mantenimento della bellezza naturalistica ma soprattutto perché l’armonia complessiva, cioè la reale sopravvivenza della comunità dei viventi (e dell’uomo stesso) dipende da quelle componenti. Il futuro dell’umanità, infatti, sta nella sua abilità di conservare la vita sul pianeta Terra. Sopravvivere è già una bella scommessa! Paolo D’Arpini
Pubblicazioni e Saggi
Vincenzo Primitivo, Monica Vadi
La colonna vertebrale rivela moltissime informazioni su un individuo e sulla sua salute. Essa riveste un ruolo centrale nel sostegno del corpo e può essere paragonata alla struttura portante di una casa. Dal midollo spinale fuoriescono dei nervi che trasportano informazioni agli organi di periferia, ricevendone altrettante in cambio. Un dolore, come qualsiasi altra problematica specifica, può avere la sua origine in una determinata vertebra e viceversa e può essere letto in chiave simbolica. Le articolazioni, invece, mettono in connessione le ossa del nostro corpo, facendo da ponti all'interno del sistema scheletrico, per permetterne i movimenti funzionali. Come ogni altra parte del corpo, anche le articolazioni hanno una storia e informazioni intrinseche da raccontare. Conoscere il significato simbolico di vertebre e articolazioni aiuta a risalire ai blocchi profondi che stanno alla base di un dolore, permette di individuare la natura del conflitto biologico che sta affliggendo un individuo e di intervenire con una terapia quanto più mirata possibile. L'input di regolazione biofisica inviato con la Cromopuntura non solo aiuta a liberare dal dolore: permette anche di integrare i significati simbolici che si celano dietro al sintomo, sciogliendo i blocchi associati e riportando l'individuo sul suo percorso di vita.

Vetrina Profili Pubblici:

Profilo Pubblico
Medium, sensitivi
Sin da bambina ho sempre avuto intuizioni, presentimenti, ma soprattutto ho sempre avuto contatti con persone trapassate,inoltre, durante i…
Appuntamenti e corsi:0
Siti web:1
Video:0
Pubblicazioni:0
Profilo Pubblico
Vibrazionali - Energetiche, Tecniche
Terapista e docente in Cromopuntura secondo Peter Mandel. Diploma conseguito presso l'Internationales Institut fur Esogetische Medizin.…
Appuntamenti e corsi:1
Siti web:1
Video:0
Pubblicazioni:1
Profilo Pubblico
Varie, Argomenti diversi
Luca Militello è nato a Mestre (VE) nel 1972. E' laureato in Informatica e Psicologia magistrale. Da molti anni conduce una intensa attività…
Appuntamenti e corsi:2
Siti web:1
Video:2
Pubblicazioni:1
Profilo Pubblico
Meditazione
Il mio nome completo in sanscrito è Swami Bodhi Vipal che significa “Momento di consapevolezza”. Mi è stato donato da OSHO, Maestro di…
Appuntamenti e corsi:2
Siti web:1
Video:5
Pubblicazioni:4
Profilo Pubblico
Shamanesimo
Nirava Dainotto, esploratrice e guida nel mondo dell’energia e della salute naturale. All’anagrafe Tiziana Dainotto. L’altro nome sacro è…
Appuntamenti e corsi:6
Siti web:0
Video:0
Pubblicazioni:0
Profilo Pubblico
Vibrazionali - Energetiche, Tecniche
Tiziano Bussolotto ideatore della tecnica Athos Operatore Olistico Trainer SIAF ITALIA n. LO791T-OP Professionista disciplinato ai sensi…
Appuntamenti e corsi:1
Siti web:0
Video:0
Pubblicazioni:0
Profilo Pubblico
Tantra
Scuola Professionale di Tantra e Discipline Indiane. La International Academy of Tantric Arts è una scuola che da molti anni dedica la…
Appuntamenti e corsi:1
Siti web:1
Video:0
Pubblicazioni:0
Profilo Pubblico
Fiori di Bach, Aroma e Fitoterapia
Nel mio Studio troverete Professionalità, Competenza ma anche Sensibilità che è indispensabile nel contatto umano con le persone. Sono…
Appuntamenti e corsi:2
Siti web:1
Video:2
Pubblicazioni:0

Categorie Siti Web:

Mappa Categorie

Informazione:

Notizie

Natale, il tempo in cui la mente torna a cercare…

Spiritual News
Dicembre non è solo il mese delle feste. È il periodo dell’anno in cui la mente, più che in altri momenti, torna a interrogarsi su ciò che chiamiamo “casa”: non solo un luogo fisico, ma una sensazione di appartenenza, sicurezza e riconoscimento. Le più recenti analisi in ambito psicologico e neuroscientifico confermano che il Natale agisce come un potente attivatore di memoria emotiva, capace di riportare alla superficie vissuti profondi legati all’infanzia, alle relazioni primarie e al senso di identità personale. Secondo studi recenti citati da centri di ricerca clinica europei e nordamericani, durante il periodo natalizio si registra un aumento significativo dell’attività nelle aree cerebrali legate alla memoria autobiografica e all’elaborazione emotiva, in particolare nell’ippocampo e nell’amigdala. Non si tratta di un fenomeno casuale: rituali, luci, odori, musiche e simboli ripetuti nel tempo funzionano come “chiavi neurologiche” che aprono archivi interiori spesso trascurati nel resto dell’anno. Questo meccanismo spiega perché il Natale venga vissuto in modo così polarizzato. Per alcuni è un tempo di calore e connessione, per altri diventa un periodo di inquietudine, malinconia o senso di vuoto. La differenza non risiede negli eventi esterni, ma nella qualità dei ricordi e delle esperienze affettive che vengono riattivate. La mente, in questo periodo, non cerca intrattenimento: cerca coerenza. I neuroscienziati parlano di regressione emotiva funzionale: un ritorno temporaneo a stati interiori più antichi, non come segno di debolezza, ma come tentativo naturale del sistema nervoso di riorganizzare il senso di sé. È un processo che può risultare destabilizzante se non viene compreso, ma che rappresenta anche un’opportunità rara di crescita personale. Quando la mente rievoca ciò che è stato, non lo fa per nostalgia fine a sé stessa, ma per verificare se ciò che siamo oggi è allineato con ciò di cui avevamo bisogno allora. In questo senso, il Natale diventa uno specchio. Non riflette ciò che mostriamo all’esterno, ma ciò che resta irrisolto all’interno. Le dinamiche familiari, le aspettative, i ruoli mai davvero superati riemergono non per essere giudicati, ma per essere riconosciuti. La difficoltà nasce quando cerchiamo di anestetizzare questo processo con un eccesso di attività, consumo o socialità forzata. Ma i dati clinici mostrano che evitare il confronto con queste riattivazioni interiori aumenta, anziché ridurre, il disagio emotivo. Gli psicologi sottolineano che una delle risposte più sane a questo richiamo interiore è la capacità di stare nell’esperienza senza interpretarla immediatamente come un problema. Sentirsi fragili, nostalgici o inquieti durante le feste non è un’anomalia: è un segnale di profondità. È il linguaggio con cui la psiche comunica che qualcosa chiede ascolto. Sempre più professionisti della salute mentale suggeriscono di considerare il periodo natalizio come una soglia simbolica, più che come una celebrazione obbligatoria. Una soglia tra ciò che è stato e ciò che sta diventando. In questa prospettiva, piccoli gesti di consapevolezza – come ridurre gli stimoli superflui, concedersi momenti di silenzio, osservare le proprie reazioni emotive senza giudizio – diventano strumenti concreti di crescita interiore. Il punto chiave non è “sentirsi meglio”, ma sentirsi veri. Il Natale amplifica ciò che già esiste: se c’è disallineamento tra vita esterna e mondo interiore, lo rende evidente. Se invece c’è autenticità, la rafforza. Per questo molte persone riferiscono che le feste non cambiano ciò che sono, ma lo rendono impossibile da ignorare. In un’epoca che spinge costantemente verso la distrazione e la performance emotiva, il valore più radicale del Natale potrebbe essere proprio questo: costringerci, con gentilezza o con disagio, a tornare a casa dentro di noi. Non per idealizzare il passato, ma per integrare ciò che siamo stati in ciò che scegliamo di diventare.
Pubblicazioni e Saggi

Regalo di Natale anticipato. L'io e la sofferenza

Giulia Jordan
Un estratto del capitolo 20 del libro: Attraverso lei Storia di Yashodara la moglie di Siddharta … Poi ho cominciato a cercare chi è che soffre. E quando l’ho fatto, ho scoperto qualcosa di sorprendente: la sofferenza appartiene all’Io, quella parte di noi che crede di essere il soggetto di tutte le esperienze, compresa la sofferenza. Così ho cercato questo Io. E cosa ho trovato? L’Io è solo un pensiero, magari più durevole degli altri, ma sempre e solo un pensiero associato a una sensazione di tensione nel corpo. I pensieri, ho compreso, arrivano già formulati - siamo pensati, così come siamo respirati - come le emozioni e le sensazioni appaiono, ma il pensiero Io se ne appropria come fosse lui il creatore e proprietario di ciò che appare nella percezione. L’Io, l’ego, crede di essere il soggetto, mentre di fatto, è un oggetto, uno strumento. È un esecutore, insieme con il corpo. Perciò, l’Io che credevo di essere, non esiste come entità. Esiste il pensiero della sofferenza, esistono le sensazioni connesse. C’è la sofferenza, sì, non si può negare — ma non qualcuno che soffre. Poi ho osservato: i pensieri, le sensazioni, le immagini, i suoni… Appaiono, restano un po’ e poi scompaiono. Non sono permanenti, anche se si ripresentano spesso. E allora: che cosa c’è di permanente? Qualcosa che permette a tutto questo di apparire. Qualcosa che osserva. Che testimonia. Che conosce. E che non è mai influenzato dai pensieri di sofferenza o da altri. È quel centro, quella Presenza è consapevole. Non sceglie nulla. Non rifiuta nulla. Non cambia nulla. Abbraccia tutto. La sofferenza, come ogni esperienza, è come una nuvola. Appare nel cielo, resta un poco, poi si dissolve. Ma il cielo è sempre lì. È grazie al cielo che possiamo vedere le nuvole. E il sole. E la luna E le stelle. Questo cielo è per noi la sensazione di esistere. È la Consapevolezza stessa. È la Vita che siamo. E allora, se noi siamo questa Vita sempre presente… che cosa c’è da raggiungere? Che cosa c’è da ritrovare? L’abbiamo mai veramente persa? Di quanto tempo abbiamo bisogno per riottenerla? Abbiamo bisogno di fare sforzi? Di pratiche? Abbiamo bisogno di tempo o di spazio, di eventi particolari… per essere Ciò che siamo già?»


Spiritual è il primo motore di ricerca spirituale e olistica in Italia e discipline olistiche, punto di riferimento per lo studio, la ricerca e il confronto interiore e spirituale, propone notizie, recensioni su nuovi libri e pubblicazioni olistiche, appuntamenti e corsi.


Corsi yoga, corsi reiki, corsi meditazione, meditazione trascendentale, meditazione vipassana, Corsi di Hatha Yoga, Tantra, Cinque Tibetani, Yoga Nidra, Vinyasa, Corsi Shiatsu, corsi per massaggi, corsi per respirazione, corsi per Osteopatia, corsi per Chiropratica, corsi per Cranio Sacrale, corsi riflessologia, Corso Chakra Balancing, appuntamenti, convegni, conferenze.

Alimentazione Naturale  Spiritualità e New Age  Medicina e Discipline Bio Naturali  Buddismo  Ambiente e Natura  Cristianesimo  Pratiche Spirituali  Ebraismo  Psicologia, Educazione e Formazione  Induismo  Libri, Librerie  Islam  Astrologia  Altre religioni  Divinazione e Numerologia  Maestri Occidentali, Gruppi  Sensitivi, Spiriti-Guida, Medium  Maestri Orientali, Comunità  Oggettistica e Prodotti  Esoterismo  Cultura, Storia, Documenti  Informazione, TV e Radio  Arte e spiritualità  Viaggi, Vacanze, Ospitalità  Miscellanea  No Profit Volontariato Etico 
.

© 1998-2026 Spiritual - Tutti i diritti sono riservati. Spiritual® e Spiritual Search® sono marchi registrati. La riproduzione anche parziale dei contenuti di Spiritual è vietata. Spiritual non è in alcun modo responsabile dei contenuti inseriti dagli utenti, né del contenuto dei siti ad essi collegati.
Società editrice: Gruppo 4 s.r.l. Codice Fiscale, Partita IVA, Reg. Imp. PD 02709800284 - IT - E.U.
E-mail: informa@spiritual.it

Engineered by Gruppo 4 s.r.l.