ven, 09 ottobre 2026

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Paolo D'Arpini
Una cosa che sempre mi ha fatto riflettere è la scoperta, fatta dai genetisti analizzando il genoma mitocondriale, che le popolazioni europee discendono da 12 donne, presumibilmente emigrate dall’Africa (le loro tracce comunque partono dal Medio Oriente). Dodici apostole di vita e madri di tutti noi. Se poi consideriamo che nei secoli l’Italia è stata abitata da centinaia di popolazioni diverse in continuo mescolamento fra loro, comprendiamo che l’identità bioregionale non può certamente essere basata sull’appartenenza genetica di una certa comunità che vive nel luogo, bensì sulla capacità di vivere in sintonia con il luogo e con tutti i suoi abitanti, animali compresi. Il pensiero e l’ideologia e le religioni alienano l’uomo dall’uomo e l’uomo dalla natura mentre il senso di comunità che sorge dal condividere l’esistenza nello stesso luogo è qualcosa di sano e di concreto. Questo è l’approccio bioregionale e questo è anche il modo in cui cerco di rapportarmi con gli altri e con l’ambiente da quando mi sono trasferito qui nelle Marche. Avevo scritto di Treia che è “il centro del mondo” come d’altronde qualsiasi altro luogo in cui si vive lo è, poiché il centro del mondo è ove si manifesta la presenza. Nel sentirsi parte del luogo c’è da considerare anche l’aspetto emozionale e “biologico” del pensiero, il pensiero non è solo speculativo o proiettivo, o perlomeno lo è solo nella sua forma visibile allorché si concretizza in una scelta abbinata ad un interesse precipuo (che sia quello di un io di una nazione o di una comunità in cui ci si riconosce). Siamo però consapevoli che la matrice del pensiero è “biologica”? Ed essa non tiene conto dei risvolti e delle conseguenze, se non in funzione di un “progetto” globale evolutivo (tentativi ed errori, causa ed effetto, chiamatelo come vi pare). La mente è un ricetrasmettitore, è una radio od un televisore od un computer, ma l’operatore che immette dati e fa sì che i diversi programmi vengano sviluppati (sulla base di norme prestabilite e connaturate nelle capacità “tecniche” del mezzo stesso) è incontrollabile dal mezzo, essendo vero l’esatto contrario. Bios è la “Forza” l’aggregazione che presume di incarnarla è solo il braccio che si muove… La decisione non è del braccio ma appare come tale. La Vita nella sua totalità inscindibile spinge e genera “creature” atte a manifestare il suo “gioco”. Un esempio pratico.. quando sorge un pensiero nella nostra mente ed in conseguenza a ciò prendiamo una “decisione”.. ci siamo mai chiesti da dove sorge quel pensiero? Quale è la “Forza” che lo rende visibile alla nostra mente? Così è per tutto il resto: yin e yang, luce e tenebra, chiaroscuri necessari per il sogno! Ciò non ostante… è “corretto” e “consono” che ci si muova e si agisca nel mondo secondo il proprio sentire (qualsiasi esso sia). Paolo D’Arpini – Rete Bioregionale Italiana
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Francesca C.
"Spirito che alberghi in questo arbusto. Rivolgo a te la mia fiducia. Custode delle memorie del mondo. Rivolgo a te gli intenti. Madre della foresta interna con le tue radici rac cordando cicli ricordi la caducità. Rivolgo a te anima." ------------------------------------------- L’albero della vita Comune a molte religioni l’albero della vita è un retaggio di Antiche Vestigia anch’esso e assieme un archetipo, parla infatti di quell’incubatore della storia umana chiamato inconscio da Jung. Un albero unisce più dimensioni, se vengono divise in un immagine, ne unisce tre: ° bassa o di base (radici) ° mediana, il tronco (nel quadro esposto con un fiore centrale) ° alta (rami e fogliame) in ciò rappresenta un archetipo, ma non solo per tale aspetto simbolico. Quando la spiritualità era indissolubilmente legata alla natura (la madre coppa che li contiene gli archetipi) i popoli erano animisti e riconoscevano ogni vita sulla terra come dotata di intelligenza ed emozioni-sentimenti, gli alberi non facevano eccezione a tale immagine. Oggi questo riconoscimento è confermato anche dalla scienza, un tempo era percepito con il cuore e l’anima e veniva creativamente tradotto su un piano materiale nel rispetto e nel saper stare sulla terra. In molte cosmogonie figura un albero, varia l’arbusto di luogo in luogo e di cosmogonia in cosmogonia, ma spesso simboleggia l’unione tra radici nel sottosuolo e supporto a sostegno del cielo. Questa è l’immagine per alcuni popoli nativi dell’America. Per ogni albero uno spirito Si narra in taluni miti che a seconda dell’età di un albero questo venga scelto dagli spiriti che decidono di albergare l’arbusto. Hathor era la signora del sicomoro nell’antica religione egiziana, quella pre dinastica, ed il sicomoro era la dimora dei defunti, citato come albero nel Libro dei Morti egiziano, Hathor essendo anche lei una grande madre, traghettava le anime verso il luogo del riposo. In Grecia a popolare gli alberi vi erano Driadi e Amadriadi. In Thailandia sono i fantasmi femminili ad abitare gli alberi, Nang Ta-khian e Nang Tani. Il culto degli alberi era presenmte anche presso le Druidesse ed i Druidi che mantennero molto delle spiritualità sciamaniche. Tale culto non è da considerarsi a parte ed isolato dalla religione a cui rimanda ma gode di una specifica comunque. Elementali e spiriti della natura sono stati riconosciuti e onorati in tante religioni poi ne venne vietato il culto, ciò avvenne solo in tempi recenti della storia umana. Onorare lo spirito di un albero ha sempre avuto molteplici funzioni rituali e fattive. Ci si rivolgeva alla parte che anima l’arbusto, ovvero alla sua energia per dirla in termini scientifici. Quella parte non visibile che genera la materia, attualmente la fisica quantistica conferma l’esistenza di questa energia e ha fornito un “nuovo volto” a quello che chiamiamo vuoto da cui appunto viene generata la materia, ma un tempo si percepiva e riconosceva che un albero ospitasse lo spirito ovvero l’intelligenza della terra di cui era figlio, e nel contempo era associato anche ai vari culti dei morti divenendo ricettacolo dell’anima dei defunti. L’albero ha affascinato sin dalla notte dei tempi, i suoi rami, le foglie, i frutti e coloro che abitavano i luoghi adiacenti a questo o a questi, ma anche coloro che transitavano e realizzano nidi sugli alberi. Tutto questo micro cosmo ha contribuito alle cosmogonie in modo sistemico. Archetipo Il Locus amoenus era il luogo dove si andava tornando a delle selve, ed era un archetipo che attingeva alla propria personale coscienza. In tale luogo vi entravano solo le persone degne, che non si erano macchiate in vita di crimini contro natura gravi, tale aspetto e significante archetipico è un retaggio del culto della grande madre. I boschi vanno riconosciuti, con tutte le loro forme di vita e le loro differenziazioni parte di un tutto in relazione dal quale non siamo mai dissociati, neanche noi. Nel VITRIOLVM si dice di rettificare le terre interiori. L’immagine dell’albero contiene l’archetipo che accompagna la storia della psiche umana secondo i cicli di vita, morte e rinascita. ------------------------------------------- Un quadro dedicato allo spirito dell’albero e al suo archetipo L’albero della conoscenza-sapere deriva dal riconoscimento della terra simboleggiata dall’animale serpente, animale da sempre collegato alle grandi madri. Con gli archetipi che tornano sempre a risvegliare la coscienza del tutto e del nulla. Per millenni abbiamo vissuto in relazione con la terra, con la natura, staccandoci da lei abbiamo staccato l’anima dal cosmo e da noi stesse e stessi, da lì nacque quel mondo percettivo che ancora oggi chiamano realtà. Nelle ancestrali dimore è ancora salvaguardata quella relazione, sta a noi tornare a riabilitarla e riabitarla, anche questo dice il dipinto, non siamo staccati ne dagli alberi, ne dagli elementi, ne da nulla procreato dalla madre che genera anche noi. Archetipi ------------------------------------------- Gli archetipi attingono alla storia dell’umanità rimossa. Freud ebbe a dire (giustamente) che l’essere umano ha operato una potente rimozione. Vero. E cosa avrebbe rimosso? Anima principalmente, ovvero l’istinto incondizionato con il quale nasciamo e che viene ferito, viene deteriorato e modificato dalla socializzazione. Ad onor del vero dovremmo però dire che tale operazione di rimozione riguarda più l’occidente che non i popoli nativi, non è quindi antropocentrica tout court, piuttosto è molto più evidente in determinati popoli anche in virtù della loro storia. Nella rimozione che viene operata come scissione psichica (animica, Psiche era una Dea ed era una Dea associata all’anima in Grecia benché fosse più antica delle divinità olimpiche è stata annoverata in esse in modo postumo) spuntano gli archetipi, ritrovabili percorrendo varie strade: miti favole arte studio delle religioni Per citarne quattro tra altre, qui vengono citati quattro vasi contenenti gli archè per cui l’origine, rimossa e ridescritta. Jung esplorò questi archetipi, partendo da se stesso e da un suo trauma, che tradotto significa foro percettivo. Il trauma essendo un foro, un buco (e in un buco vi è il vuoto) tra il prima dell’esperienza traumatica ed il dopo, apre all’esplorazione dell’inconosciuto/ignoto. Lo stesso Jung parlò di inconscio personale e di inconscio collettivo, e venendo a contatto con il secondo si spaventò per ciò che vide. Pratiche antiche quali: sciamanesimo/animismo (la prima forma spirituale che non era e non è mai stata una religione) alchimia/ermetica teosofia Aiutano nei recuperi ma essi possono essere svolti tramite gli archetipi e questi ultimi li si ritrova ovunque, anche nel quotidiano, i vasi che li contengono sono invece nella storia dell’umanità. E sempre Carl Gustav Jung suggerì che dove risiedeva la paura lì era il lavoro da svolgere e in quel luogo l’archetipo o gli archetipi si mostrano. ------------------------------------------- Archetipi femminili Gli archetipi femminili sono direttamente collegati ai cicli della luna. Luna crescente: archetipo della parthenos Luna piena: archetipo della terra madre Luna calante: archetipo della discendente incantatrice Luna nera/nuova: archetipo della sciamana La parthenos è la donna che genera da se stessa, idee, forme creative, la sua energia va verso la pienezza. La terra madre è la dispensatrice, la fase al rosso, colei che distribuisce i frutti del lavoro interiore svolto. Colei che discende invece percorre il viaggio introspettivo, la rettifica, svolgendo la dissoluzione, disgregazione, in questo ciclo la mente ego lascia spazio all’anima/spirito affinchè emergano le intuizioni e le forme creative. Infine la luna nera è quella della trasmutazione, lì agisce l’istinto recuperato e avviene la concentrazione delle energie creative che derivano dalla vista al buio, tradotto vista al buio significa sia sciamana/o sia strix, ovvero civetta. “Ogni ferita, ogni strappo animico è un portale per giungere alla completezza del se, alla riunificazione di anima. Percorrere questa via significa ricomporre un quadro il cui risultato è una scoperta che deriva dall’ignoto, mai nemico ma esso stesso via.”
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Spiritual News
Le più recenti scoperte nel campo della biochimica nutrizionale stanno ridisegnando la nostra comprensione di cosa significhi "mangiare bene". Non si tratta più solo di contare le calorie o di massimizzare la massa muscolare; la vera frontiera della salute risiede nell'asse intestino-cervello. Nuovi e robusti studi scientifici confermano che il microbioma intestinale, l'universo microbico che ospita il nostro apparato digerente, gioca un ruolo diretto e decisivo nella regolazione del nostro stato d'animo, dell'ansia e persino della funzione cognitiva. Questa ricerca sta convalidando pratiche alimentari antiche, fornendo una base scientifica per comprendere come specifici alimenti e modelli dietetici possano agire come potenti "anti-depressivi naturali" e modulatori della qualità della vita. I ricercatori hanno identificato che la maggior parte dei neurotrasmettitori del cervello, come la serotonina (spesso chiamata "l'ormone della felicità") e la dopamina, sono sintetizzati nell'intestino, non nel cervello stesso. Il microbioma comunica con il cervello attraverso il nervo vago e segnali chimici nel sangue, influenzando l'infiammazione e la produzione di queste molecole vitali. Uno studio di punta, condotto su due gruppi di controllo con sintomi di ansia e depressione, ha confrontato una dieta standard con una dieta ricca di fibre prebiotiche (da fonti vegetali, legumi e cereali integrali), grassi sani e alimenti fermentati. Dopo soli sei mesi, il gruppo che ha seguito la dieta orientata al microbioma ha mostrato una riduzione del 35% nei sintomi depressivi e un miglioramento del 20% nella percezione di benessere psicologico. Queste scoperte stanno convalidando l'uso strategico e intenzionale di "super-cibi" specifici, non come rimedi miracolosi, ma come componenti essenziali di un'alimentazione nutritiva per il cervello. Ad esempio, le fibre solubili e insolubili provenienti da verdure a foglia verde, bacche, asparagi e carciofi alimentano i batteri benefici, che a loro volta producono acidi grassi a catena corta, fondamentali per la salute della barriera intestinale e la regolazione dell'infiammazione sistemica. Allo stesso modo, l'introduzione strategica di alimenti fermentati come il kefir, il kombucha e i crauti non pastorizzati introduce una varietà di ceppi microbici che diversificano e rafforzano l'ecosistema intestinale, un fattore chiave per la resilienza emotiva. Mentre la comunicazione digitale e social spesso promuove mode alimentari effimere basate sull'estetica o sulla perdita di peso, questa nuova prospettiva si concentra sulla salute integrale e sulla qualità della vita a lungo termine. Mangiare per nutrire il microbioma non è un compito da completare, ma uno stile di vita che ci riconnette con i ritmi naturali e con la saggezza dei cibi ancestrali. La vera innovazione risiede nel ritorno a un'alimentazione nutritiva per il cervello, un approccio che fonde la scienza d'avanguardia con la saggezza culinaria, offrendo una via d'uscita tangibile per coltivare la vitalità, l'energia mentale e la stabilità emotiva a portata di forchetta.

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Reiki e Sciamanismo presso Centro di Luce Fabiano Reiki Originale secondo il metodo del dr. Mikao Usui, Metodo Avanzato Karuna® Reiki,…
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Docente di cristalloterapia eterica presso il Centro Studi Pranici fonde la spiritualità con la tecnologia intelligente per rendere l’uomo…
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Il mio nome completo in sanscrito è Swami Bodhi Vipal che significa “Momento di consapevolezza”. Mi è stato donato da OSHO, Maestro di…
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Spiritualità e religione sono cose diverse...

Paolo D'Arpini
C'è una sostanziale differenza fra religione e spiritualità. La religione è l'aderenza alle norme e ai dogmi di una qualsiasi religione, quindi rappresenta un "atto di fede", cioè un "voler credere" e mettere in atto quei dogmi e quelle norme nella propria vita. Perciò essa appartiene al dominio della mente ed è opinabile. All'inverso la Spiritualità naturale è la scintilla cosciente che qualifica ogni essere vivente e che nell'uomo si manifesta in forma di "consapevolezza di sé". Quindi la Spiritualità è la vera natura dell'essere e non è condizionata da alcuna precondizione o adesione ad una etica, morale o dir si voglia. Nella tradizione Taoista questa spiritualità è definita "Tao", nella tradizione buddhista è chiamata "Sunya", nella tradizione nondualistica è denominata "Atma o Assoluto". Da ciò se ne deduce che la "spiritualità naturale", intesa correttamente, è per sua propria natura "laica" ovvero aldilà di ogni contestualizzazione religiosa. Quindi è impensabile che un membro di una religione possa esprimere "laicamente" la spiritualità relativa a quella religione. Vorrei ora chiarire il significato originario e concettuale di "spiritualità laica" che viene malamente indicato come un modo di esprimersi spiritualmente da parte di membri laici di una qualsiasi religione... In verità il termine laico derivante dal greco "laikos" sta a significare l'assoluta non appartenenza ad un modello religioso o filosofico, e persino politico. Perciò, ‘laico’ significa "al di fuori di ogni contesto socialmente strutturato". In verità la Spiritualità Laica sta ad indicare la "spiritualità naturale", la ricerca spontanea dell'uomo verso la sua origine, verso il significato misterioso della vita, tale anelito è indirizzato verso l'auto-conoscenza. Ad esempio la traduzione inglese di "laico" è "laymen" che significa "uomo comune" ed il termine inglese più prossimo ad esprimere il concetto di Spiritualità Laica è "awe" ovvero "meraviglia di Sé". Tanto per cominciare stabiliamo che "spirito" significa "sintesi fra intelligenza e coscienza". E quindi il suo "essere" non richiede alcuna conferma esterna. Ognuno afferma la propria esistenza sulla base della sua diretta esperienza di esistere e di averne coscienza. Non è necessario che alcuno ne dia conferma. Non è necessario "credere” nella propria esistenza per dire "io sono", lo sappiamo senza ombra di dubbio da noi stessi. Mentre per sentenziare l'assunzione di una fede o la mancanza di una fede non possiamo fare a meno di usare il termine "credo" oppure "non credo". Se ne deduce che l'essere ed esserne contemporaneamente coscienti è naturale ed inequivocabilmente vero, mentre sostenere qualcosa che ha il suo fondamento nel pensiero, cioè nella speculazione mentale, è solo un processo, un concettualizzare. Non voglio fare il difficile ma è ovvio che nessuno dirà mai "credo di esistere e di essere consapevole" mentre per qualsiasi altra affermazione (o forma pensiero astratta o concreta) dovrà sempre usare il termine "credo in questo od in quello … nella religione o nell'ateismo" od in qualsiasi altra cosa a cui si presta fede... "Io sono" è perciò la verità pura e semplice ed è qui vano spiegare le possibili ragioni di tale "essere" giacché questo procedimento esplicativo (o interpretazione) rientra solo nella speculazione ed è quindi opinabile. Affermare che la coscienza è il risultato della scintilla divina o il percorso casuale della materia che si trasforma in vita lasciamolo dire ai sofisti. "Io sono" è l'unico fatto incontrovertibile che non abbisogna di prova o discussione alcuna. Ed è su questa base che voglio restare. Non ha senso quindi mettersi a discutere sui "modi".....o sulle "ipotesi". Dico ciò per tacitare ed evitare qualsiasi contrapposizione sulla realtà del fatto contingente da me espresso (e tutti a mente serena possono esserne consapevoli). Questa è laicità dello spirito. La "Spiritualità", nel senso laico, è un semplice e banale "riconoscimento" dello stato spontaneo di ognuno di noi... coscienza o conoscenza di Sé. Non parlo della conoscenza empirica riferita al "piccolo sé" ovvero l'ego, il nome forma che crediamo di essere. Anche se conoscere le caratteristiche incarnate, saper individuare le pulsioni che contraddistinguono la nostra persona, è sicuramente utile per non farci imbrogliare dalla mente, per non cadere nella trappola della falsa identità. Infatti tutto ciò che può essere descritto non può essere “noi”, ma solo la struttura funzionale del corpo/mente (nella quale ci riconosciamo). Questo apparato psico-fisico è il risultato della commistione di forze naturali (od elementi) e di qualità psichiche (che degli elementi sono espressione). Nella multiforme interconnessione di queste energie gli infiniti esseri prendono forma…. Anche se –in verità- non si tratta di “forze” né di “esseri” bensì di una singola forza e di un solo essere che assume vari aspetti durante il suo svolgersi nello spazio-tempo. Ma qui occorre descrivere la “capacità separativa” (maya – yin e yang) che produce l’illusione della diversità. Essa è il primo concetto che si forma nella mente (in effetti è la mente stessa) contemporaneamente all’apparire del pensiero “io”. Attenzione non si tratta dell’Io-Assoluto, l’Essere, ed esserne coscienti aldilà di ogni identificazione, si tratta invece del primo riflesso cosciente (di siffatto Io) nella mente e che consente l’oggettivazione e la percezione dell’esteriorità attraverso i sensi. In tal modo si attua il meccanismo dissociativo di “io sono questo” e quel che viene osservato “è altro”. Così il dualismo assume una sembianza di realtà e viene corroborato dalla causalità consequenziale alle trasformazioni che si srotolano nello spazio/tempo. Il processo formativo duale è di facile individuazione da parte dell’accorto intelletto (nel senso di attento) ma questa considerazione è ancora all’interno del riflesso speculare della mente, per cui dal punto di vista della Conoscenza Assoluta anche questa spiegazione (o comprensione) è futile, forse in necessaria e magari addirittura fuorviante… (a causa della tendenza appropriativa del pensiero speculare) e qui ritorno alla necessità di conoscere la propria mente per non rimanere ingannati dalle sue elucubrazioni empiriche, tese cioè a dimostrare una realtà oggettiva. Qualcuno potrebbe chiedersi a questo punto: “…Allora perché scrivere tutto ciò? Perché leggerlo?” - Ma la risposta è banale, talvolta noi prima di gettare l’immondizia sentiamo il bisogno di esaminarla in ogni particolare, in modo da non aver rimpianti dopo… Purtroppo, in anni ed anni di volo basso, tutti noi abbiamo sviluppato un forte attaccamento alla zavorra…! Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
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Il Vangelo degli Spiriti - Volume I e II

Alex Peverada
**È uscito “Il Vangelo degli Spiriti”, la nuova opera di Alex Peverada** È disponibile *Il Vangelo degli Spiriti*, la nuova opera di Alex Peverada, Gran Maestro della Via degli Spiriti, già Maestro Sciamano e Maestro Esoterista. Pubblicato in due volumi, *Il Vangelo degli Spiriti* nasce da anni di ricerca, pratica e relazione con il mondo spirituale e si propone come un’opera sistematica dedicata alla natura degli Spiriti, alla struttura della realtà invisibile, al rapporto tra Uomo e mondo spirituale e ai fondamenti della Magia. Il progetto nasce dall’esigenza di raccogliere, ordinare e verificare una grande quantità di insegnamenti ricevuti attraverso differenti modalità di comunicazione con gli Spiriti, tra cui viaggio sciamanico, canalizzazione e strumenti divinatori. L’opera affronta temi tradizionalmente appartenenti a Sciamanesimo, Esoterismo, Magia, Medianità, Divinazione e Religione, proponendo una visione organica che distingue ciò che viene confermato delle Tradizioni esistenti da ciò che, secondo le rivelazioni raccolte, necessita invece di essere rettificato o reinterpretato. Il **primo volume** è dedicato a Dio, agli Spiriti, alla Cosmogonia, alla natura dell’Uomo e alla struttura del mondo spirituale. Il **secondo volume** approfondisce invece la Magia, la relazione operativa con gli Spiriti, le differenti forme di ritualità, gli operatori spirituali e i principi che regolano l’interazione tra mondo visibile e invisibile. Tra i temi affrontati vi sono: - la natura degli Spiriti; - il rapporto tra Dio e Creazione; - Angeli, Divinità, Demoni e Gerarchie spirituali; - l’Uomo come Spirito incarnato; - il destino e il libero arbitrio; - il viaggio sciamanico; - Medianità e comunicazione spirituale; - Divinazione; - Magia e Ritualità; - guarigione e trasformazione spirituale; - il ruolo degli operatori degli Spiriti. *Il Vangelo degli Spiriti* non nasce come semplice raccolta di esperienze personali, ma come tentativo di costruire una mappa coerente e sistematica del rapporto tra Uomo e Spiriti. L’opera è diventata anche il testo dottrinale di riferimento della **Via degli Spiriti**, percorso spirituale e formativo fondato da Alex Peverada e nato dall’evoluzione di oltre vent’anni di studio e pratica in ambito olistico, sciamanico, esoterico e magico. Alex Peverada insegna professionalmente da oltre dieci anni e nel corso del proprio percorso ha fondato Lux Nova – Benessere dell’Anima, la Metamagia, la Escuela de Sciamanismo, la Scuola di Magia e Metamagia e, più recentemente, i percorsi della Via degli Spiriti e della Magia Trasformativa. Ha inoltre sviluppato le Costellazioni Metamagiche, successivamente evolute nelle attuali Costellazioni degli Spiriti. Nel corso degli anni ha viaggiato in differenti parti del mondo, approfondendo tradizioni, pratiche spirituali e differenti modalità di relazione con il Sacro. Con *Il Vangelo degli Spiriti* questo percorso confluisce in un’opera che intende offrire una visione complessiva, diretta e talvolta controcorrente del mondo spirituale. Titolo: Il Vangelo degli Spiriti Autore: Alex Peverada Editore: Lux Nova di Alex Peverada Opera: 2 volumi da 550 pagine ognuno In allegato un estratto di alcune pagine da Il Vangelo degli Spiriti Potete acquistarlo direttamente sul nostro sito: shop.lux-nova.it oppure su amazon, mondadori ed altri grandi librerie online.


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