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Pubblicazioni e Saggi
Paolo D'Arpini
"Tu sai che l'entità in quanto tale è totalmente fittizia e non ha indipendenza sua propria. Ma questa entità fittizia deve vivere la sua vita normale. Dov'è il problema? È così difficile condurre una vita normale sapendo che il vivere stesso è un concetto? Hai afferrato il punto? Una volta che hai visto il falso come falso, una volta che hai visto la natura duale di ciò che chiami 'vita' - che in effetti è il vivere - il resto dovrebbe essere semplice; semplice quanto la condizione di un attore che recita il suo ruolo con zelo, sapendo che è soltanto un ruolo in una commedia e nulla di più. Riconoscere questo fatto con convinzione, percepire questa posizione, è tutta la verità. Il resto è fingere." (Nisargadatta Maharaj)Anni fa, quando ancora abitavo a Calcata, mi trovavo nella grotticella dedicata ad Anasuya Devi, la mia madre spirituale, e al Dio Ganesh, e mi capitò di rileggere la storia di Mansur Mastana, un saggio sufi che avendo ottenuta la realizzazione del Sé, lo dichiarò pubblicamente affermando “Ana’l-ahqq” che significa “Io sono Dio”. Ovvio che in una religione dualistica come quella musulmana tale affermazione fu presa per eresia e Mansur fu condannato a morte. Ma anche sul patibolo egli rideva e continuava ad affermare “la verità” della sua esperienza ma gli altri non potevano capire e semplicemente pensarono che fosse impazzito e comunque meritevole di morte. In seguito i sufi s’intesero fra di loro che in futuro sarebbe stato meglio non affermare pubblicamente tale verità, che anche quando fosse stata raggiunta era meglio uniformarsi alle convenienze essoteriche, lasciando le verità esoteriche nel cerchio ristretto degli iniziati. Così a volte ci possono essere esperienze spirituali che non è bene divulgare, poiché potrebbero essere fraintese o creare confusione nella mente degli ascoltatori. Per questa ragione in tutte le scuole iniziatiche si proibisce esplicitamente di farsi belli con i miracoli, le visioni, gli insegnamenti ricevuti ed impartiti e quant’altro. Però, però… qualcosa vorrei raccontare. In effetti non tutti i modi espressivi dello "spirito" sono così elevati da sentircene orgogliosi, spesso per capire un qualcosa di noi, nel profondo, abbiamo bisogno di una dimostrazione della “piccolezza” dell’io superficiale. Questa comprensione è importante per realizzare che non occorre uniformarsi ad un “modello” di santità idealistica, che ci fa apparire santi a tutti i costi, ma che è sufficiente poter sorridere e passar sopra alla propria figura ed agli atti da essa compiuti, considerandoli normali avvenimenti sul cammino. Nello specifico mi riferisco ai nostri aspetti caratteriali, le tendenze e predisposizioni che solitamente consideriamo espressioni del carattere. Dovete sapere, forse già lo sapete, che questo personaggio Paolo D’Arpini è nato in un anno della Scimmia ed è perciò profondamente convinto di sapersela cavare al meglio in ogni campo (o per lo meno ci prova). Ma siccome ha il Legno (amore, empatia) come elemento principale, egli manifesta questa sicurezza tramite i sentimenti. Poi c’è il Metallo che rende codesto scimmiotto alquanto giusto ed il Fuoco che gli fa vedere le cose per quel che sono, anche se lo rende un po’ troppo “intelligente” diciamo pure astuto (in senso "speculativo"). Il risultato? Quando da ragazzo scrivevo poesie lo facevo con impegno amoroso, magari cercando di conquistare con quelle dolci parole le ragazze che altrimenti non mi avrebbero filato (visto che fisicamente non sono un granché). Siccome poi non mi piace la competizione violenta mi ero specializzato nel poker in modo da dimostrare la mia abilità con il gioco (questo mi ricorda un po’ il tragitto di Siddharta). Inoltre, per quanto riguarda la giustizia, chi mi conosce sa quanto sia un Don Chisciotte che va contro i mulini a vento, e per l’intelligenza la riprova sta nella capacità (messa in pratica anche ora) di raccontare storie ed aneddoti che sanno pure affascinare…. Insomma in tutte le vicende della vita, le tendenze innate, la disposizione alla nobiltà d'animo, le caratteristiche psichiche e gli aspetti elementali si manifestano secondo la loro natura e non c’è nulla da fare in ciò, succede e basta! Ovviamente questo vale anche nella dimostrazione della mia “santità”, quando si tratta cioè di fare quella parte, debbo in qualche modo farlo attraverso le caratteristiche incarnate. Ma questo non è un "atteggiamento" e nemmeno una "pretesa" è semplicemente la dimostrazione di quel che si è, nel nome e nella forma. E qualsiasi altra persona fa la stessa cosa secondo le proprie predisposizioni e spinte interiori. Non serve cercare di "farsi belli", siamo già belli (o "brutti") come siamo. L'importante è non farne una "professione" ma lasciare che gli elementi giochino con gli elementi. Ancora a proposito di ricordi rammento che un giorno, parlando con un amico pittore che si interessava di fantasia onirica gli raccontai che un mio "sogno" era quello di "fondare una nuova religione". Da qui il mio voler dare uno specifico ed esclusivo nome all’esperienza interiore, da me definita “spiritualità laica”, che è uno dei miei vezzi ormai riconosciuti. La comprensione del significato “spiritualità” appartiene in verità all’intelletto mentre il “cuore” non darebbe alcun nome, al massimo sarebbe una “meraviglia di sé”. Dare una definizione ed un significato all’esperienza è già separazione, dualismo. Il “cuore” accetta solo l’unione, semplice fioritura, e non comprende la “descrizione” di tale fioritura. Eppure è sotto gli occhi di chiunque che io continuo a parlare di “spiritualità laica” come un giusto modo di esprimere l’integrazione e la realizzazione, avendolo reso persino un “filone”… Scusatemi per questo imbroglio scimmiesco, ma non potevo farne a meno! Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
Libri, CD, DVD
Francesca Mastroleo
Sempre più donne stanno interrompendo la corsa verso modelli imposti, ruoli soffocanti e relazioni che le svuotano, per iniziare un viaggio di ritorno verso sé stesse. Negli ultimi anni qualcosa sta cambiando profondamente nel mondo femminile. Sempre più donne stanno interrompendo la corsa verso modelli imposti, ruoli soffocanti e relazioni che le svuotano, per iniziare un viaggio di ritorno verso sé stesse. Non si tratta di una moda ma di un movimento di risveglio. A intercettare e dare voce a questo movimento interiore è il libro Una donna potente di Francesca Mastroleo, autrice pugliese, già segnalata da importanti testate nazionali come ANSA, Il Gazzettino e Il Tempo. Una donna potente non è semplicemente un libro di crescita personale. È un percorso iniziatico al femminile. Un invito a riscoprire la propria energia creatrice, a riconnettersi al corpo, alla sessualità consapevole, alla dimensione spirituale e alla forza interiore troppo spesso soppressa. Secondo Mastroleo, la vera rivoluzione non è esterna ma interiore: “La donna potente non è quella che combatte il mondo. È quella che si ricorda chi è.” Il libro accompagna la lettrice attraverso un viaggio che unisce spiritualità, psicologia, simbolismo e lavoro sui chakra, parlando direttamente all’anima di chi sente di aver perso la propria autenticità. Sempre più donne stanno condividendo il senso di riconoscimento e liberazione nato dalla lettura: un processo che porta a sciogliere sensi di colpa, dipendenze affettive, paura del giudizio e a riappropriarsi del proprio potere creativo. In un’epoca dominata da rumore digitale, confronto costante e identità costruite sui social, Una donna potente propone un ritorno al silenzio interiore, alla presenza, alla verità emotiva. Il messaggio è chiaro: la potenza femminile non è competizione, ma consapevolezza. Francesca Mastroleo, pugliese di nascita, si inserisce così in una nuova generazione di autrici che stanno ridefinendo il concetto di empowerment femminile, spostandolo dall’apparenza alla sostanza, dall’immagine alla coscienza. Il libro si sta affermando come uno strumento di risveglio per donne che desiderano uscire da relazioni disfunzionali, riconoscere il proprio valore e costruire una vita allineata con la propria essenza. www.unadonnapotente.it
Notizie
Spiritual News
Nel panorama sociologico sta emergendo un movimento che le principali testate di analisi comportamentale internazionali definiscono "Quiet Ambition". Non si tratta di una semplice tendenza lavorativa, ma di un radicale spostamento di paradigma in cui il successo non viene più misurato dalla visibilità pubblica o dalla scalata di gerarchie esterne, ma dalla profondità della maestria e dall'allineamento con i propri standard interiori. Questa nuova forma di ambizione è intrinsecamente spirituale poiché rifiuta la tirannia della performance incessante e il bisogno compulsivo di approvazione sociale che ha caratterizzato l'ultimo decennio. Chi abbraccia la Quiet Ambition sceglie deliberatamente di investire le proprie energie nello sviluppo di competenze profonde e nella cura della propria presenza, preferendo la sostanza silenziosa al clamore mediatico. In un mondo che tenta di monetizzare ogni singolo secondo della nostra attenzione, decidere di non partecipare alla corsa per l'iper-visibilità è diventato l'atto più sovversivo e spiritualmente evoluto che un individuo possa compiere. La ricerca pubblicata recentemente da centri studi come il Future of Work Institute e testate come l’Atlantic ha dimostrato che questa focalizzazione interna porta a livelli di benessere e creatività nettamente superiori, poiché elimina l'attrito psichico causato dal confronto sociale continuo. La vera ambizione del 2026 è quella di possedere il proprio tempo e la propria attenzione, utilizzandoli per scopi che risuonano con la propria anima piuttosto che con le richieste del mercato globale. Questo cambiamento sta portando alla nascita di una nuova "aristocrazia del tempo", composta da individui che non cercano il potere sugli altri, ma il dominio assoluto sulla propria vita interiore. Il valore di un essere umano sta tornando a essere definito dalla qualità della sua presenza silenziosa, capace di influenzare l'ambiente circostante senza il bisogno di gridare o di esibire trofei. Adottare la Quiet Ambition significa riconoscere che l'espansione della coscienza richiede spazio, silenzio e spesso una deliberata assenza di scopo utilitaristico. Questo movimento segna il tramonto dell'ego performativo, quel costrutto mentale che ci ha spinto a credere che il nostro valore fosse proporzionale alla nostra produttività. Oggi, la nuova gerarchia del valore umano pone al vertice chi è capace di rimanere centrato nonostante il caos esterno, chi sa dire di no alle opportunità che frammentano l'anima e chi coltiva la propria eccellenza nel segreto della propria pratica quotidiana. Chi condivide questa visione non sta semplicemente cambiando il proprio modo di lavorare, sta cambiando la natura stessa della propria esistenza sulla Terra, trasformando la propria vita in un’opera d’arte che non ha bisogno di pubblico per essere completa. È una rivoluzione silenziosa che non cerca consensi, ma che trasforma il mondo attraverso la forza calma di chi ha finalmente trovato se stesso oltre le aspettative degli altri.

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Sin da bambina ho sempre avuto intuizioni, presentimenti, ma soprattutto ho sempre avuto contatti con persone trapassate,inoltre, durante i…
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Docente di cristalloterapia eterica presso il Centro Studi Pranici fonde la spiritualità con la tecnologia intelligente per rendere l’uomo…
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Il mio nome completo in sanscrito è Swami Bodhi Vipal che significa “Momento di consapevolezza”. Mi è stato donato da OSHO, Maestro di…
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Nirava Dainotto, esploratrice e guida nel mondo dell’energia e della salute naturale. All’anagrafe Tiziana Dainotto. L’altro nome sacro è…
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Yogasophia è un progetto didattico e culturale nato per la promozione dello yoga, della meditazione e del dialogo tra il pensiero filosofico…
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Reiki e Sciamanismo presso Centro di Luce Fabiano Reiki Originale secondo il metodo del dr. Mikao Usui, Metodo Avanzato Karuna® Reiki,…
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L'Associazione Danza di Stelle Percorsi di Crescita Spirituale propone corsi di medianità, stage, seminari, viaggi iniziatici,…
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Luca Militello è nato a Mestre (VE) nel 1972. E' laureato in Informatica e Psicologia magistrale. Da molti anni conduce una intensa attività…
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Pubblicazioni e Saggi

Risveglio spirituale e ritorno all'umano...

Paolo D'Arpini
Le religioni tradizionali e le ideologie sono ormai una zavorra inutile, eppure talvolta occorre analizzarle per lo meno allo scopo di ridimensionarle a quel che realmente sono: favole necessarie all'infanzia! In questo momento storico, in cui assistiamo ad uno scontro ideologico fra varie culture, sovente mi son trovato a mediare le opposte visioni e le contrapposizioni che si creano fra esseri umani. La tendenza costituita è sempre quella di separare nel nome di un'ideologia, di una religione. Ciò che avviene in medio oriente fra ebrei e musulmani, fra sciiti e sunniti, avviene anche nel resto del mondo, fra cattolici, ortodossi e protestanti, etc. e le guerre di "religione" (ivi comprese quelle di carattere finanziario) si manifestano a livello planetario. Con l'inserimento in lizza del nuovo "materialismo consumista" in antagonismo col "primitivismo ecologista". In Italia oggi c’è un grande fermento pseudo-religioso, da una parte alcuni si arroccano sulla difesa del cattolicesimo come ultima ratio di civiltà, altri si "convertono" all'islamismo, altri fanno di tutto per dimostrare che invece è proprio lì il marcio, ed altri ancora si rivolgono a religioni più soft e ragionevoli, verso lo yoga o le tendenze new age e neopagane. Di queste variegate espressioni di pensiero io cerco di accogliere le parti più "sane", lo faccio bonariamente, con spirito sincretico, e cerco di mitigare le accuse e le critiche verso le religioni "tradizionali" (giudaismo, cristianesimo ed islam) soprattutto se queste possono divenire motivo di separazione razziale e di spaccatura nel significato di comune appartenenza alla specie umana. Certi atteggiamenti intolleranti li ho spesso trovati in diversi esponenti religiosi ma anche in "puri" razionalisti atei. Questo succede a tutti coloro che si arrogano il diritto di insegnare un loro "vangelo". Ed è ciò che fanno pedantemente tutti gli assuntori di una religione o ideologia, che siano padri della chiesa, maestri della fede, mullah e rabbini o docenti supremi della "verità" atea. Ma queste idee separative della specie umana, basate su un pensiero, su un concetto, non hanno senso alcuno. Come si può separare quello che non è mai stato diviso dalla natura e non è nemmeno divisibile? Prendete un cristiano, se lo accoppiate con un’animista prolificano; prendete una ebrea, se la accoppiate con un taoista, prolificano; prendete un musulmano se lo accoppiate con una atea, prolificano… Tra l’altro i musulmani, che sono furbi, l’avevano già affermato “indirettamente” che non c’è differenza alcuna, infatti hanno insegnato che tutti i figli nati da un musulmano sono musulmani e tutte le donne che si accoppiano con un musulmano vengono assorbite nella “religione”. Le religioni e le ideologie sono solo etichette messe lì da furbi “speculatori” per creare scompiglio fra gli uomini, soprattutto fra quelli che amano pensare in termini dualistici e che non hanno nient’altro da fare se non vedere differenze fra se stessi e gli altri… ed in questo ovviamente sono bravissimi i cristiani, i musulmani, gli ebrei, i nazisti, i comunisti, i flippatisti… e tutti quelli che spaccano l’umanità in nome di un “nome” Coraggio! Siamo tutti Esseri Umani Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
Pubblicazioni e Saggi

Sciamanesimo Femminile: Le Antenate e la Custodia…

Mano Blu Galattica
Tutti gli elementi, le piante e gli animali secondo una Visione Ancestrale e Antica preservano e custodiscono in loro gli Spiriti e le Anime che li caratterizzano sul piano materiale, il popolo degli Irochesi chiama queste energie della Terra, Orenda... e tale Orenda è Mani-Festa in tutta la Terra e in tutte le sue Genesi, compito della Medicina Sacra e Sciamanica veicolare tale energia a fini di Guarigione, Nutrizione e Termine facendosi ispirare Creativamente. Il Fuoco La Custodia del Fuoco Sacro è un antica pratica ritu-ale Femminea e Sciamanica. Il Femminino essendo più vicino per Istinto-Anima alla Voce della Terra, alle sue metamorfosi stagionali e umorali, recependole anche in modo molto più diretto avendo una connessione maggiore con queste (ma sulla quale hanno agito affinché dimenticassimo chi siamo) era anche preposto alla Custodia del Fuoco Sacro, della Scintilla che da impulso alla Fiamma dello Spirito. L'elemento acqua simboleggia la Vita e il suo Nutrimento ma anche l'immersione nella Coscienza-Anima, l'elemento Fuoco rappresenta la capacità di non perdere l'orientamento focalizzando l'Esperienza e la Memoria. La Custodia del Fuoco è una pratica e un ritu-ale Sciamanico poi annoverato nelle religioni. In Alchimia il Fuoco è associato all'elemento maschile, l'Acqua all'elemento Femminile, allora perché a Custodire il Fuoco Sacro venivano preposte Sacerdotesse e prima ancora Sciamane - Donne di Medicina (della Terra altro elemento associato al Femminile)? La divisione duale è qualcosa che giunge solo nella frammentazione, in origine il principio era del Femminile. Altresì focalizzazione la applica la mente non condizionata, non l'ego che è un Se Separato, è l'Anima-Coscienza che veicola la Focalizzazione, altrimenti nota (in tempi successivi) come Psiche/Psyche. Senza la guida dell'Anima non esiste Focalizzazione da qui la Custodia del Fuoco in mani femminili. Questo era uno dei "mestieri" del Femminino Sacro e Sciamanico nell'antichità, poi venne pian piano rimosso il sacerdozio Femminile. L'Orenda del Popolo Nativo Irochese Per i popoli Nativi Irochesi rappresenta lo Spirito (quindi l'intelligenza della Terra e delle sue Figliolanze) insita in tutte le creature e manifestazioni della Terra. C'è sempre un energia che muove la mater-ia senza di essa quest'ultima diventa inerte anche se appare viva. Noi abbiamo il "logos" elevato a rango di dogma in talune religioni, la Terra ha tante Voci e Canti, da Canti la parola In-Cantesimo, la Magia è sempre della Terra, Donne e Uomini di Medicina, Sciamane e Sciamani, Sacerdotesse della Legge della Terra sono sempre state/i veicoli e frammenti di quell'energia spirituale e Animica che la Terra ha e attraverso la quale Genera e Distrugge. Lo Sciamanesimo è qualcosa del Sentire, ovvero dell'Essere Senzienti (Anima) è un esperienza che si potrebbe tradurre a parole ma che è prima di ogni altra cosa appunto un esperienza Sacra e Creativa che pone le Donne di Medicina in connessione/risonanza con l'energia Viva della Terra. La Custode Crona del Fuoco, Sacerdotessa e Sciamana riconosce in Se la fiamma della Vita e Sa cosa deve Bruciare per lasciare Luogo e Ciclo a ciò che verrà dopo. Immagine dal web: crediti a chi spettano


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