mer, 22 luglio 2026

La vera spiritualità è sempre "laica"...

Spirit_laica
Oggi parlando con Caterina, la mia compagna, le riferivo le parole di Nisargadatta, relative alla sua persona: "Ho lasciato che la mia natura umana si sviluppi, nel modo in cui il suo destino lo vuole, io rimango come sono.”

E questa era la sensazione vissuta di fronte a lui, si osservava un uomo che dal comportamento non differiva assolutamente da chiunque altro, nell'esprimere ciò che era, senza remore o aggiustamenti. D'altronde cosa c'è da aggiustare? Cosa può oscurare la consapevolezza di sé una volta ottenuta quell'esperienza? A cosa serve quell'esperienza? Forse semplicemente a ricordarci chi siamo veramente: pura consapevolezza.

Ed una volta avuta quell'esperienza, quel satori, dovremmo lasciare che "la natura umana si sviluppi, nel modo in cui il suo destino lo vuole". D'altronde se è il destino a volerlo come potremmo opporci, possiamo solo arrovellarci e rifiutare ciò che stiamo vivendo. Nel rifiuto c'è sofferenza. Nell'accettazione c'è pace.

Qualcuno dice di non poter osservare con distacco ma non è corretto poiché chiunque è in grado di descrivere ciò che ha osservato, anche se il suo pensiero è macchiato di "pregiudizio". Insomma talvolta non ci piace il panorama, il film di questa esistenza che incarniamo. Ma le cose succedono, malgrado tutto e aldilà della nostra volontà.

Diceva Sai Baba di Shirdi che l'unica libertà che abbiamo è accettare ciò che ci è dato vivere o rifiutarlo, è da questo diverso atteggiamento che sorge la propensione a predisporre un nuovo "karma".

Ma infine cosa scegliere? Non esiste una scala di valori, tutto si manifesta contemporaneamente e nella stessa condizione, quel che ci piace e quel che non ci piace, quel che siamo nella carne e quel che siamo nello spirito. Perché, come dicono i buddhisti "il buddha è presente nei dieci mondi della manifestazione, dagli inferi alla buddhità".

C'è forse un Io superiore da conquistare, un io inferiore da perdere?... Non c’è nulla in verità che si “perde”, nemmeno l’io individuato che è pur sempre un aspetto della Realtà. Pertanto, come disse il vate: "ama il tuo sogno se pur ti tormenta!" -

Nisargadatta riferisce che Siddharameshwar Maharaj, il suo maestro, gli disse: "Tu sei l'assoluto, credi alle mie parole ed agisci di conseguenza", io stetti alle sue parole con fede e perseveranza e infine realizzai la loro verità"

Anche il grande saggio Ramana Maharshi restò “laico” per tutta la vita, gettò via il cordone da bramano ma non si fece mai monaco, Ramana era uno stretto non-dualista, che rifiutò fino all’ultimo di entrare in un qualsiasi ordine religioso.

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica

Scheda dettagli:

Data: 22 luglio 2026Autore: Paolo D'Arpini
Fonte/Casa Editrice: Paolo D’Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica
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Paolo D’Arpini - Circolo vegetariano VV.TT.

Nella mia vita non ho mai avuto un dono spiccato per la modestia, ho sempre considerato me stesso e la mia opera come un degno percorso evolutivo. Abitando a Verona avevo già collaborato, nel 1967-68, ad una rivista locale che si chiamava Verona Beat, un cult tipico di quegli anni, ebbi la fortuna…

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