gio, 18 luglio 2019

Il codice segreto dello scarabocchio

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Il grande grafologo svizzero Max PULVER diceva che i paraffi, ossia tutti quei gesti accessori che spesso notiamo nelle firme (ghirigori, sottolineature, spirali, lacci, tratti avvolgenti o svolazzanti), “sono tanti quante sono le menti che li escogitano”.
Si può affermare la stessa cosa per lo scarabocchio, ossia quel piccolo gesto spontaneo lasciato sulla carta più o meno distrattamente, traccia imprecisa o mini-disegno, che appartiene a molti di noi.
Ma il paraffo della firma si fissa e si ripete in una gestualità stereotipata, che rimane pressoché uguale nel tempo (la firma infatti cambia molto più lentamente della scrittura estesa), mentre lo scarabocchio, da vera “immagine emotiva”, si rinnova continuamente, al ritmo dei nostri pensieri e dei nostri umori, fedele ed immediata registrazione del nostro stato d’animo.
Traccia veloce e dinamica che si espande libera sul foglio, divagazione grafica sfuggente e quasi inconsapevole o gesto posato che crea ordinate e ripetute geometrie, talvolta breve abbozzo figurativo, ammiccante suggerimento di noi stessi, sempre questo automatismo grafico, nella sua immediatezza, parla e racconta.
Racconta di noi, del nostro modo di essere e di comunicare, dei nostri desideri e delle nostre ansie, dei nostri ricordi e delle nostre aspettative.
E ogni scarabocchio ha il suo linguaggio : un codice segreto e complesso, lo stesso del sogno e dell’Inconscio.
Linguaggio del sogno perché, come il sogno, anche lo scarabocchio deriva dalle libere associazioni che il cervello immaginativo continuamente crea.
Linguaggio dell’Inconscio perché lo scarabocchio è, in se stesso, un contenitore di emozioni profonde che emergono e prendono vita sulla carta senza il filtro, né la censura, della mente razionale.
Da qui il suo valore non soltanto psicologico ed espressivo, ma liberatorio e creativo.

Con questo libro spero di accompagnare il lettore in un vero e proprio viaggio nell’universo dello scarabocchio e di farlo entrare in contatto con una delle espressioni più interessanti, libere ed intuitive di se stesso : una gestualità grafica spesso trascurata, sottovalutata o fraintesa.
Per guidarlo ad interpretarne i simboli, per aiutarlo a comprenderne il significato psicologico, e per renderlo consapevole della sua singolare ed insospettata bellezza.

Data la grande quantità di tipologie di scarabocchio, ho cercato di proporre una casistica molto ampia, corredata da relative immagini dove credo che molti si riconosceranno.
Insieme scopriremo lo sconfinato mondo espressivo che lo scarabocchio racconta con il suo suggestivo e ricchissimo linguaggio : buon cammino tra le “voci” dell’Inconscio!

Questo testo è tratto dall'Introduzione a "Lo scarabocchio. Il tratto d'unione fra noi e il nostro inconscio" Ed. Amrita, Torino, 2018.

Scheda dettagli:

Data: 1 febbraio 2018Autore: Marisa Paschero
Fonte/Casa Editrice: Tratto da "Lo scarabocchio. Il tratto d'unione tra noi e il nostro inconscio" di Marisa Paschero . copy right Edizioni Amrita, Torino, 2018.

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Marisa Paschero

Marisa Paschero vive a Torino e si occupa di Grafologia da quasi trent'anni, con particolare interesse per il linguaggio dei simboli. Laureata in Lettere, specializzata in Grafologia per l'età evolutiva , ha arricchito il suo percorso attraverso un approfondito lavoro sulle difficoltà scrittorie. E'…

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