mer, 19 giugno 2024

Grafologia: una riflessione sulle scritture attuali

La preferenza per lo stampatello minuscolo.

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Sempre più frequente e diffuso lo script nelle scritture attuali, soprattutto quelle dei giovani.
Fino a non molto tempo fa l’utilizzo dello stampatello minuscolo da parte degli adolescenti era considerato quasi una scelta “di ritorno”, una transizione : ragazzi già pienamente padroni del corsivo , in cerca di stabilità, di chiarezza, oppure anche di “singolarizzazione” rispetto al modello scolastico, si rifugiavano temporaneamente nell’omologazione dello script come in una sorta di risorsa “protettiva”.
Questa grafia tendenzialmente molto uniforme, poco dinamica, semplice e scarsamente espressiva permetteva loro di coprire le difficoltà personali, affettive e sociali, in attesa di tornare, con il raggiungimento di una “identità” più matura e sicura, ad un corsivo sciolto e personalizzato.
Ma oggi questa “maschera, comoda o greve, indossata in attesa di diventare se stessi”, come la definisce R. Crépy, si cristallizza come scelta elettiva dell’eterna adolescenza anche in età adulta, dando luogo a tracciati slegati tutti molto simili.
La scelta dello stampatello, in tutte le sue forme, sembra essersi risolta in un nuovo tipo di scrittura convenzionale.
Da qui le perplessità degli psicologi, dei sociologi, dei neuro-linguisti, degli educatori e, ovviamente, dei grafologi.
Da un lato c’è chi considera il corsivo ormai superato, al punto che oggi il suo insegnamento viene procrastinato : in prima elementare si parte dallo stampatello maiuscolo per passare allo script, e solo alla fine dell’anno scolastico, buon ultimo, al corsivo.
Si ritiene che l’acquisizione del corsivo, rappresentando una difficoltà maggiore per alcuni alunni, possa causare un rallentamento del programma didattico, e sia addirittura responsabile dell’acuirsi di tutte le problematiche relative alla scrittura, disgrafia e dislessia comprese…
E c’è invece chi considera disastrosa questa impostazione, insistendo sull’insegnamento del corsivo fin dall’ingresso nella scuola primaria, difendendone il valore di “attivatore di importanti processi cognitivi”.
Se già la scrittura manuale di per sé sviluppa la capacità mnemonica, stimola il pensiero astratto e “organizza” le informazioni nel cervello in zone specializzate, sarebbe proprio la scrittura in corsivo, con i suoi collegamenti che uniscono tra loro le lettere così come danno continuità ai pensieri, ad accendere le aree cerebrali connesse con l’immaginazione, il linguaggio e la creatività (cervello destro), rivelandosi quindi indispensabile alla crescita armonica della personalità del bambino.
Naturalmente, come sempre nell’ordine delle cose, ci sono già dei segnali che testimoniano la necessità di rivalutare certe realtà passate : in Francia negli istituti superiori è tornato il “dettato” per rimettere ordine nella gestione degli accenti, che venivano costantemente omessi nello script.
In Inghilterra alcune scuole, per stimolare maggiormente l’abilità grafo-motoria, richiedono ai bambini l’uso della stilografica.
In Italia è nato un movimento di sensibilizzazione per la scrittura a mano e per il corsivo in particolare ; le scuole Montessoriane ribadiscono l’importanza dell’esperienza tattile con le lettere smerigliate in corsivo piuttosto che in stampatello maiuscolo ; anche i corsi di calligrafia, che riportano al piacere e al ritmo quasi musicale dei bei tracciati estetici, stanno avendo un certo successo.
In America, culla dell’era digitale, dove l’obbligo d’insegnamento del corsivo era stato eliminato fin dal 2009, c’è una campagna a favore di una sua re-introduzione a cui già parecchi Stati hanno aderito : alcuni test, condotti attraverso la risonanza magnetica nell’università dell’Indiana, hanno dimostrato che i bambini abituati alla scrittura manuale presentano, rispetto ai coetanei abituati quasi esclusivamente alla tastiera, una maggiore vivacità neurologica nelle zone del cervello preposte all’apprendimento.
La fluidità del corsivo, con le sue lettere legate, favorirebbe la naturale “concatenazione” del pensiero, mentre i caratteri slegati del computer creerebbero una “frammentazione” artificiale ….
Che posizione assumere?
Da parte di chi, come me, ama la scrittura e la osserva, da tanti anni ormai, nel suo divenire, non potranno che esserci consapevolezza e accettazione di una realtà che cambia rapidamente, e che sempre più rapidamente continuerà a cambiare.
Spesso mi sento chiedere quale potrebbe essere, in questo mondo di “nativi digitali” per cui la penna rischia di rappresentare un ricordo (se non un mistero!), il destino della scrittura.
La mia risposta è sempre la stessa : la scrittura è creatività, “linguaggio dell’anima”, la scrittura siamo noi.
Senza nulla togliere alla “bellezza” del corsivo, penso sia giusto spezzare una lancia a favore delle scritture slegate e, in generale, di tutti i tipi di stampatello. Come qualunque altra forma, purché sia elaborata individualmente, e non subita passivamente o costruita per reazione, anche queste scelte possono risolversi in uno “stile personale” di altissima qualità grafica : abile, originale, dinamico ed espressivo.
Gli antichi dicevano che “la scrittura è un dono degli dèi”.
Quello che veramente conta, al di là delle scelte formali, è saper conservare questo straordinario dono : la scrittura ci permette di comunicare, di entrare in relazione col mondo attraverso un codice comune, ma rimanendo noi stessi, ciascuno meravigliosamente differente dall’altro.
Ma è quello che ancora vogliamo? O forse preferiamo perdere, o peggio non conoscere, l’emozione che si prova di fronte a un foglio bianco, un amico prezioso, un confidente discreto che ci aspetta?
La scrittura è anche rifugio, quiete, racconto di vita … e saranno proprio quei “segni” unici, usciti magicamente dalla nostra mano, a registrare una traccia del nostro sentire e dell’essere “noi” in quel preciso momento, mai più uguale a se stesso, imperfetti e fragili, ma forti del contatto profondo con la silenziosa energia che più ci somiglia.
Tratto da "Iniziazione alla Grafologia" di Marisa Paschero, Edizioni Mediterranee, Roma, 2019

Scheda dettagli:

Data: 22 agosto 2023Autore: Marisa Paschero
Fonte/Casa Editrice: Edizioni Mediterranee, Roma, 2019
Profilo Pubblico di:

Marisa Paschero

Marisa Paschero, grafologa, ha una formazione interdisciplinare che abbraccia metodi diversi e privilegia l'approccio simbolico alla scrittura in ogni sua espressione, Laureata in Lettere, specializzata in Grafologia per l'età evolutiva e in tecnica peritale, rieducatrice della scrittura e…

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