sab, 27 febbraio 2021

Grafologia : Tutto Parla nell'Atto di Scrivere, anche la carta e gli strumenti.

Il punto di partenza per l'analisi della scrittura : la scelta della carta e degli strumenti.

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La Grafologia è una disciplina antica che osserva l’uomo in una delle sue espressioni più complesse ed affascinanti : la sua scrittura.
Permette di conoscere e descrivere la personalità attraverso l’analisi di un gesto totale, creativo anche a nostra insaputa, mai uguale, che racchiude il nostro ritratto, le nostre emozioni e la nostra storia, perché collega in un solo istante mente, mano e cuore.
Ma la Grafologia non si limita ad osservare la scrittura estesa di per sé.
Tutto parla nell’atto di scrivere : la firma con i suoi paraffi, la punteggiatura con tutti i suoi piccoli segni, lo spessore del tratto, il modo in cui vengono tracciati i numeri … persino le pause e gli spazi bianchi hanno un significato ed un linguaggio.
E, a maggior ragione, diventa espressivo tutto ciò avviene nel momento in cui scriviamo : la posizione che assumiamo, la scelta del foglio e del tipo di carta, lo strumento grafico e la sua impugnatura, la preferenza del colore dell’inchiostro.
Alcune persone, infatti, provano piacere nello scegliere una bella carta, una penna elegante, magari un colore d’inchiostro insolito; altre invece sostengono di non attribuire alcuna importanza allo strumento con cui scrivono, né alla qualità della carta, tantomeno al colore e alla brillantezza dell’inchiostro … in realtà le nostre scelte non sono così casuali come potrebbero sembrare: sono comunque espressive di un’esigenza interiore, anche se non sempre siamo pronti a riconoscerne la suggestione.
Il foglio su cui scriviamo rappresenta il nostro mondo, l’universo di cui siamo padroni.
C’è chi ama scrivere su fogli grandi, magari anche girandoli in senso orizzontale per dare maggiore respiro alla progressione del tracciato : si tratta, ovviamente, di temperamenti molto più espansivi, intraprendenti ed affermati rispetto a chi piega il foglio in due o addirittura in quattro, limitando così il proprio spazio vitale e il proprio campo d’azione.
C’è chi usa volentieri fogli a righe o a quadretti, esprimendo in questo modo il bisogno di affidarsi ai percorsi rassicuranti delle abitudini consolidate.
I temperamenti attivi e combattivi apprezzano l’attrito di una carta più ruvida, che sembra opporre resistenza alla penna , mentre i tipi più accomodanti, così come gli impazienti , i frettolosi e i nervosi, prediligono la carta molto liscia, sulla cui superficie la penna scivola senza alcuno sforzo.
I razionali sceglieranno sempre carta bianca, mentre le persone più affettive e sensibili seguiranno le fluttuazioni del loro umore nella scelta di una carta da lettere colorata, dai toni più o meno neutri o vivaci.
Chi ama la penna stilografica apprezza il “rilievo” che la sua elasticità consente, la differenziazione della pressione, la modulazione del tracciato.
E’ una scelta estetica (soprattutto se collegata ad una carta porosa) e, contemporaneamente, emozionale, perché l’irregolarità del chiaro-scuro rivela la vibrazione interiore, lo stato d’animo, la tensione, l’abbandono, la fatica … chi comunica con la stilografica non teme di incontrare il proprio universo affettivo, di riconoscergli uno spazio importante, e di trasmetterlo agli altri.
Per questa sua sensibilità alla pressione, la penna stilografica è lo strumento che fornisce al grafologo maggiori informazioni sulla personalità dello scrivente, e al perito giudiziario migliori possibilità di risalire all’identità della mano.
Naturalmente esistono diversi tipi di stilografica: più il pennino è sottile e rigido, più il tratto si fa nitido, meno modulato e, di conseguenza, meno “parlante” agli occhi del grafologo.
Chi preferisce la penna a sfera evita invece tutta una serie di implicazioni e di sfumature emotive: tende a privilegiare l’azione, la praticità e l’efficienza, piuttosto che il gioco sottile della vita affettiva.
La penna a sfera, nata da una felice intuizione dell’ungherese Josef Biro nel 1938, e successivamente prodotta, a partire dagli anni ’50, dal barone Marcel Bich (i due cognomi sono diventati sinonimi dello strumento stesso), favorisce la velocità del tracciato, il rendimento, la comodità di utilizzo: alla biro si chiede di essere funzionale ed efficace, non di registrare e di trasmettere delle emozioni.
Il pennarello, essendo dotato di una punta in fibra, non permette, né richiede, una forte pressione: produce un tratto denso, pastoso, dalla trama consistente ed assolutamente regolare, uniforme, priva di chiaro-scuro.
E’ la scelta di chi punta sull’effetto estetico: persone sensoriali, talvolta un po’ protagoniste ( soprattutto se l’inchiostro è brillante e la carta ha un colore inconsueto ), che amano riflettere se stesse sulla pagina come su di uno specchio, ma non cercano una comunicazione profonda con gli altri.
Ma se la scelta si orienta sul pennarello a punta sottile avremo persone autonome, più mentali che istintuali, che badano all’essenziale e non desiderano eccessivi coinvolgimenti personali: siamo di fronte ad uno strumento che permette di fluire sul foglio senza modulare la pressione, rimanendo per così dire in superficie, ma lasciando comunque una traccia chiara e sufficientemente incisiva.
Ci sono poi alcune persone che amano scrivere a matita, solitamente con una mina tenera.
La matita non ha l’elasticità della stilografica, ma è duttile e morbida: la si sceglie per la sua delicatezza, la si apprezza per il suo essere strumento docile e mai definitivo.
La prediligono i temperamenti versatili, sensibili, talvolta un po’ sfuggenti, gli eterni “Peter Pan” a disagio nei confronti delle scelte troppo nette e delle responsabilità troppo gravose.
Anche il modo di impugnare lo strumento grafico ha un suo valore : la tenuta verticale produce un tratto nitido e preciso e appartiene alle persone razionali e determinate, molto concentrate su tutto quello che fanno.
La tenuta lunga e obliqua, che produce un tratto fluido e pastoso, è invece dei tipi più affettivi ed estroversi, che amano “scivolare” sulla carta e sulla vita.

Scheda dettagli:

Data: 28 aprile 2016Autore: Marisa Paschero
Fonte/Casa Editrice: Da "Grafologia e Grafoterapia. Comprendere e migliorare se stessi attraverso la scrittura" di M. Paschero copy right Ed. Mediterranee, Roma, 2013

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Profilo Pubblico di:

Marisa Paschero

Marisa Paschero vive a Torino e si occupa di Grafologia da quasi trent'anni, con particolare interesse per il linguaggio dei simboli. Laureata in Lettere, specializzata in Grafologia per l'età evolutiva , ha arricchito il suo percorso attraverso un approfondito lavoro sulle difficoltà scrittorie. E'…

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