mer, 17 luglio 2019

Grafologia : La scelta del colore nella scrittura.

La scelta del colore nella scrittura.

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Le ricerche mediche e scientifiche hanno evidenziato il legame esistente tra la vibrazione dei colori e la personalità, sia nel suo aspetto biologico che comportamentale: i colori hanno un’influenza importante sulla nostra psiche, e la Cromoterapia si basa proprio su questo principio.
La scelta del colore è in relazione all’affettività, alle emozioni, alle sensazioni, all’equilibrio psico-fisico, e non tutti hanno la stessa sensibilità nei confronti dei colori.
Il famosissimo Test cromatico elaborato da Max Luscher negli anni ’50 a scopo diagnostico, infatti, prevede la scelta di 23 colori diversi in una sequenza di sfumature più o meno gradite al soggetto. ( Max Luscher “Il test dei colori” Ed. Astrolabio Roma 1976)
La tradizione popolare offre una sua interpretazione generale del simbolismo dei colori: il rosso è l’amore, il verde è la speranza, l’azzurro è la fedeltà, il giallo è la gelosia, il nero è la morte e il bianco è la purezza. Ma il colore è portatore inoltre di un valore soggettivo, e la sua percezione viene registrata a livello profondo e inconscio, come ben sa chi utilizza il linguaggio dei colori nei messaggi pubblicitari.

Questi collegamenti si applicano anche alla Grafologia: quando scriviamo, il colore che scegliamo per lasciare una traccia sul foglio esprime lo stato d’animo che ci accompagna , il tono del nostro umore.

Naturalmente l’analisi del colore diventa significativa quando risponde ad una preferenza personale, a maggior ragione quando la scelta si ripete fino a diventare una costante : è allora che il “nostro” colore parla veramente di noi, ed assume appieno il suo significato psicologico.
Può capitare, però, che ci si senta attratti da un inchiostro che non è quello abituale : questo significa che quel colore emana la vibrazione energetica di cui abbiamo bisogno in quel momento. In questo caso è giusto assecondare questa scelta, ed entrare in risonanza con la vibrazione di quel colore.

Il Nero
Nella nostra cultura il nero, colore dell’oscurità e, per estensione, dell’ignoto e del misterioso, richiama simbolicamente l’idea del lutto, ma anche della solennità, dell’eleganza, talora della seduttività.
Scrivere con il tratto nero è la scelta incisiva per eccellenza : evoca il desiderio di rigore razionale, di autoaffermazione, di autonomia mentale.
Il nero non è considerato un vero colore, quanto la negazione del colore: scegliere il nero è un po’ come prendere le distanze dal mondo dei colori, così soggettivo, emozionale e coinvolgente; è cercare l’obiettività, il distacco emotivo, l’indipendenza di giudizio, a maggior ragione quando si predilige il nero brillante, quello che si ottiene con un pennarello a punta molto fine.

Il Blu
I significati fondamentali del blu rimandano alla sfera dell’affettività: “colore del sentire”, tanto quanto il rosso è “colore dell’agire”, il blu è universalmente collegato alla recettività femminile, al mondo acquatico delle emozioni e della sensibilità.
La scelta del tratto blu appartiene spesso a persone creative, affettuose, avvolgenti, che apprezzano la calma e l’armonia interiore, che cercano relazioni stabili e rassicuranti.
Ma la predilezione per il blu molto scuro aggiunge una nota di energia, di rigore e di razionalità a questa tipologia di fondo: l’esigenza di porre una specie di filtro ai sentimenti, una sorta di difesa dalla vulnerabilità affettiva.
Si può scegliere di scrivere in blu, occasionalmente, nei periodi di forte stress, quando si avverte un particolare bisogno di quiete, di riposo, di ambienti accoglienti e di silenzio emotivo, per la vibrazione rasserenante e rinfrescante che questo colore sa trasmettere.
Il blu è in sintonia vibratoria con il quinto chackra , Vishudda “il Puro”, situato a livello della gola, la cui funzionalità migliora la comunicazione, il timbro della voce e la creatività.

IL Rosso
Il rosso è, in assoluto, il colore maggiormente carico di energia : per Max Luscher significa soprattutto eccitazione, e la sua vibrazione, tra tutte le percezioni cromatiche calde, è considerata la più stimolante.
Colore dell’attività e dell’individualismo, il tratto rosso attira l’attenzione e si impone vistosamente, quasi provocatoriamente : per questo lo utilizziamo abitualmente per segnalare errori, o evidenziare richiami.
Può essere scelto sia da persone vitali, passionali e reattive fino al limite dell’aggressività, sia, per compensazione, da persone debilitate, prive di entusiasmo e di obiettivi precisi, che si sentono come rinvigorite e motivate dall’energia di questo colore.
Il rosso è infatti collegato al primo chackra , Muladhara o “chackra della Radice”, posto alla base della spina dorsale, da cui si irradiano le pulsioni sessuali, la volontà “fisica” di esistere e la forza dell’autoaffermazione.

Il Viola
Compendio di rosso e di blu, di passione e recettività, di maschile e femminile, il tratto viola fonde e spiritualizza queste due istanze intense ed opposte. Colore dell’ispirazione per eccellenza, collegato al cervello destro, di cui stimola l’attività intuitiva ed immaginativa, pare abbia influenzato l’opera di Leonardo da Vinci.
Il viola è il colore dell’alchimia, del mistero della vita e della sua trasformazione, della meditazione profonda che può raggiungere esperienze, sensazioni e ricordi remoti.
Ha in sé qualcosa di ambivalente e di indefinito, e per questo è amato dagli adolescenti, dalle persone ancora in cerca di se stesse, fantasiose e sognatrici, dagli intuitivi, dagli esteti che apprezzano scelte raffinate e da chi subisce il fascino del “diverso”.
Quando il tratto è molto scuro copre però profonde incertezze sulla propria identità e un senso di inquietudine.
Alla base della scelta del viola più chiaro, tendente al lilla , c’è invece un desiderio di equilibrio, di integrazione e di armonia.
Il viola è in relazione con il sesto chackra , Ajina, che in sanscrito significa “conoscere”, ma anche “comandare”. E’ il chackra della fronte o “Terzo Occhio”, sede dell’equilibrio tra razionalità ed intuizione e della capacità di percepire oltre lo spazio del mentale.
Il lilla, colore dotato pare di molte proprietà terapeutiche, è invece collegato al settimo chackra , il più elevato, Sahasrara o “chackra della Corona”, posto alla sommità del capo. Come la luce bianca comprende in sé tutti i colori dello spettro, il chackra della Corona riunisce le energie di tutti i centri inferiori.
Questi ultimi due chackras sono connessi all’evoluzione spirituale.

Il Grigio
Per Max Luscher “… chiunque scelga il grigio in prima posizione vuole recintarsi da ogni cosa, vuole restare non coinvolto /…… …/ sì da proteggersi da influenze esterne …”.
Questo tono sobrio, neutro e protettivo, è scelto spesso da persone sovraffaticate o stressate, che cercano in qualche modo di isolarsi, di mimetizzarsi, di prendere le distanze dal mondo.
In effetti nella scrittura la scelta del tratto grigio ha in sé qualcosa di difensivo: può essere dovuta ad un temporaneo senso di stanchezza, al desiderio di non essere posti di fronte a responsabilità troppo pressanti.
Può appartenere a persone sensibili, poco combattive, che tendono a rifugiarsi nella neutralità, che preferiscono eseguire piuttosto che innovare, così come può rappresentare la riservatezza, l’eleganza, la raffinatezza di persone intelligenti ed introverse, all’apparenza chiuse e piuttosto fredde, con un’energia vitale sempre piuttosto delicata, se non carente.
Con una grafia piccola, chiara, precisa e ordinata il grigio può essere la scelta del ricercatore.

Il Verde
Il verde è tradizionalmente associato alla natura, alla crescita, alla vegetazione e al fiorire della vita.
Vibrazione centrale nella sequenza dello spettro solare, in connessione con il senso dell’equilibrio, il fascio di luce verde è molto usato in cromoterapia perché sostiene il sistema nervoso, stabilizza i pensieri e le emozioni ed ha un potere calmante.
Il verde è un colore energico, ma senza il dinamismo impetuoso del rosso, anzi, con una nota di stabilità che gli deriva dal suo essere fusione di un colore caldo e stimolante (il giallo), e di un colore freddo e tranquillizzante (il blu).
Possiamo sentirci particolarmente attratti dal verde quando abbiamo bisogno di fare luce all’interno di noi stessi, di mettere ordine nei nostri pensieri e nei nostri ricordi, di conciliare tendenze opposte e sentimenti contraddittori, di riflettere con calma prima di prendere una decisione. Oppure quando avvertiamo la necessità di cambiare qualcosa nella nostra vita, il desiderio di rimetterci in gioco, di “voltare pagina” e di ricominciare : il verde evoca l’avvicendamento, la vita che si rinnova con il rinnovarsi delle stagioni.
Il tratto verde è scelto abitualmente da persone creative, con un forte bisogno di esprimersi sia a livello intellettuale che fisico, ma sempre attraverso modalità armoniche e misurate. Spesso si tratta di “sensoriali controllati” , che apprezzano valori ben visibili, come la bellezza, la giovinezza, il prestigio, l’ambizione, la volontà, la perseveranza e la riuscita personale.
Per alcuni grafologi il tratto verde “traduce il piacere di assaporare la vita, /…/ esprime la nostalgia della giovinezza, il rifiuto di invecchiare per salvarsi dalla fuga del tempo”. (F. Lefebure “Le trait en Graphologie” Ed. Masson Paris 1991)
La scelta del tratto verde azzurro aggiunge una nota di freddezza e di distacco: ha qualcosa di asettico e caratterizza comportamenti riservati e difesi, talvolta inflessibili.
Il verde è in relazione ad Ahahata , il quarto chackra , centro energetico associato al cuore, la cui funzionalità armonica sviluppa le qualità dell’amore incondizionato, dell’intensità dei legami disinteressati e della capacità di empatia.

Il Marrone
Scelta poco consueta, secondo alcuni grafologi il tratto marrone sarebbe da collegarsi al bisogno di concentrarsi e di ritrovare un contatto profondo e rassicurante con il proprio corpo, le proprie origini, le proprie sensazioni fisiche.
E’ scelto da persone tenaci, lineari, dotate di una grande forza d’animo, che cercano e offrono rapporti affettivi stabili, affidabili e duraturi.
Nel Test dei colori di Luscher il marrone, colore della madre-terra, è spesso messo al primo posto da chi vive situazioni di insicurezza, di straniamento, di disagio, in cui sono compromessi anche il benessere fisico e le soddisfazioni sensoriali.
Il tratto marrone riproduce l’idea delle radici, che garantiscono stabilità e durevolezza, e proprio per questo la sua vibrazione è in sintonia con le persone che cercano riferimenti concreti e si sentono come confortate da questo colore quieto e privo di tensioni.
Questo testo è tratto da "Grafologia e Grafoterapia" di Marisa Paschero, Edizioni Mediterranee, Roma, 2013. Capitolo 2, pag. 23-30

Scheda dettagli:

Data: 21 maggio 2016Autore: Marisa Paschero
Fonte/Casa Editrice: Tratto da "Grafologia e Grafoterapia. Comprendere e migliorare se stessi attraverso la scrittura" di M. Paschero. copy right Ed. Mediterranee, Roma .

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Profilo Pubblico di:

Marisa Paschero

Marisa Paschero vive a Torino e si occupa di Grafologia da quasi trent'anni, con particolare interesse per il linguaggio dei simboli. Laureata in Lettere, specializzata in Grafologia per l'età evolutiva , ha arricchito il suo percorso attraverso un approfondito lavoro sulle difficoltà scrittorie. E'…

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