ven, 21 giugno 2019

La Religione Bon

La religione Bon è la Religione autoctona del Tibet che nonostante i molti influssi da parte del Buddismo è riuscita a sopravvivere fino ad oggi. Santuari,monasteri Bon erano prima dell’invasione Cinese diffusi in tutto il paese del Tibet ,in special modo nella regione Orientale.
Si tratta quindi di una religione viva ancora oggi che dispone di propri adepti e di propri luoghi di Culto.Il Bon non ha subito solo l’influsso del Buddismo ma anche delle concezioni religiose venute a conoscenza dei tibetani grazie alle loro conquiste in Asia centrale e ai loro contatti con La Cina e con L’India. Le stesse tradizioni Bon informano sui territori d’origine dei fondatori della loro Dottrina.Sono nominati maestri del Kashmir della Cina del Gilgit il quale come il Kashmir rappresenta una zona con notevole impronta scivaita in prossimità della quale erano diffuse dottrine gnostiche di origine contemporaneamente iraniana e scivaita che erano state fissate per iscritto in un famoso libro delle scuole ismailite e che godevano di grande favore locale.La tradizione Bonpo menziona anche un paese chiamato Tagzig nome col quale nella letteratura tibetana viene denominato comunemente il mondo iraniano o la lingua iraniana i cui chiari influssi soprattutto da parte zurvanita si rivelano negli elementi più antichi della Cosmogonia Bon là dove si parla del primo Dio del Mondo Yan dar Gyalpo,presente quando esisteva soltanto una potenzialità indefinita e non c’erano ancora né sole e né luna né tempo né stagioni .Poi furono generate due luci una bianca e una nera che a loro volta generarano due creature :l’uomo nero,il prinicipio della negazione, della negatività portatore di malattie e sciagure per gli uomini, e l’uomo bianco ,il dio positivo e luminoso ,principio di ogni bene.
Il Bon in Tibetano significa recitare formule prestabilite , infatti a quei tempi tutto ciò che aveva qualche rapporto con le religione o con le pratiche magiche erano fissate in formule sacre.Con Bon quindi si indicava non tanto una religione specifica ,ma un concetto molto più ampio.
L’aspetto più noto del Bon è il cosiddetto Bon della svastica o Bon eterno (yungdrung Bon).In questa tradizione la Svastica è il simbolo dell’immortalità e della concentrazione di Energia.Il fondatore dello Yungdrung Bon è Sherab Miwo .Questo maestro vissuto nei dintorni del monte Kailash,insegnò e diffuse il Bon della svastica in quella regione, che perciò nei testi Bon è considerata la culla della cultura autoctona del Tibet. Shenrab Miwo introdusse molte modifiche nelle tradizioni locali di quel periodo in particolare nei riti sacrificali , sostituendo le vittime animali con simulacri e modificando così le manifestazioni culturali preesistenti e creando il Bon.In tale corpo di dottrine occupa un posto di primaria importanza ‘il Bon della mente che spiega la natura della mente e rappresenta l’origine stessa del pensiero e della filosofia tibetana.
Le differenze con il Buddismo nostante gli inevitabili influssi sono evidenti soprattutto nella considerazione dell’energia :per i Bonpo non si tratta tanto di apprendere il concetto dell’irrealtà dei fenomeni quanto piuttosto di scoprire il funzionamento delle cose ed in questo senso dà più importanza alla condizione relativa .Il Bon di conseguenza ha perfezionato molti metodi per rinforzare e coordinare l’energia in caso di problemi ricorrendo a diversi rituali,Concezione cruciale è quella per cui l’essere nato nella dimensione umana entra in una condizione chiamata ye ma .Ye significa principio però vuole anche dire positivo ;invece nam significa negativo e rappresenta l’oscurità. un poco come Ying e Yang nella tradizione cinese.
Il Bon è stato oggetto di studi approfonditi da parte degli orientalisti occidentali come Snellgrove,Tucci ,Mircea Eliade, Kvaerne.ma solo nel l’ultimo decennio gli insegnamenti del Bon si sono incominciati a diffondere in occidente anche grazie all’opera infaticabile del giovane Maestro Tenzin Wangyal Rimpoche. e del principale esponente di questa scuola Lopon Tenzin Namdak.
Tenzin Wangyal ha pubblicato due libri in occidente dove delinea con grande chiarezza le idee principali di questa tradizione. Nel primo I Miracoli della mente naturale ,edizioni Ubaldini prende in esame Lo Dzogchen l’insegnamento più alto ed esoterico.Lignaggi di questo insegnamento si ritrovano anche nel Buddismo Tibetano e annovera tra suoi praticanti anche l’attuale Dalai Lama. Scopo dello Dzogchen è risvegliare l’individuo allo stato primordiale di illuminazione presente in ogni essere.Questa dottrina nota anche come via dell’autoliberazione è caratterizzata da un approccio particolarmente diretto che la distingue dalle altre vie che conducono alla liberazione presenti in Tibet.Il praticante di questa disciplina riconosce l’assoluta chiarezza e purezza della mente e senza cercare di modificare ciò che perfetto in sé stesso senza cercare all’esterno quella realizzazione che è sempre stata sua rimane nella natura autoilluminata della mente nella suprema sorgente di tutti i fenomeni.
Nel Suo secondo Libro Lo yoga del sonno e del sogno ,Ubaldini editore, L’autore descrive tutte le tecniche per controllare il sogno e renderlo uno strumento utile per progredire nella via spirituale.

Scheda dettagli:

Data: 25 luglio 2002Autore: Luca Violini

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