lun, 28 novembre 2022

Tutto il male del comportamento ideologico migliorista...

"Più il tempo passa e più scopro il valore della libertà dai condizionamenti. Nel senso che è inutile pensare di poter “migliorare”, seguendo un criterio di scelta prefissata, se tutti i comportamenti e le azioni sono in verità dettate da una spinta connaturata interiore..." (Saul Arpino)

Ideological Behavior
Aderire alla propria natura è libertà. Ciò vale anche in senso fisiologico, ad esempio l’amico Carlo Consiglio mi diceva tempo addietro che lo stimolo ad agire sorge da un processo sinaptico che si mette in moto automaticamente in seguito alle specifiche componenti psico-fisiologiche che contraddistinguono un dato individuo (animale, pianta od umano che sia). Come dire, ad esempio, che la “libera scelta”, tanto declamata dai religiosi, non è altro che una scusa per promuovere il senso di colpa e giustificare un comportamento "deviato" in funzione di un codice morale. “Fai così e andrai all’inferno... fai cosà e andrai in paradiso...”.

L’eresia di Calvino fu proprio quella di negare il valore del libero arbitrio, il che toglieva ogni significato alla funzione salvifica del Cristo od allo sforzo dell’anima di ingraziarsi l’eventuale Dio. Ma cerchiamo di essere pragmatici, la libera scelta è ben presente nella nostra mente, tant’è che l’abbiamo definita con un nome altisonante: volontà. E’ pur vero che questa volontà è una componente evolutiva indispensabile al miglioramento dei comportamenti dell’apparato vitale.

La volontà è un meccanismo coercitivo emendativo importante per salire sulla scala evolutiva, ciò non toglie che la stessa volontà sia una predisposizione naturale alla crescita che fa parte del processo vitale. Seguire la cosiddetta “via del nobile” –come viene definita nel Libro dei Mutamenti- è il modo espressivo della volontà in senso sinergico, mentre seguire “la via degli ignobili” è la acquiescenza all’istinto egoico recessivo. Insomma è attraverso la discriminazione e l’attenzione che possiamo comprendere e “scegliere” di seguire un percorso evolutivo o involutivo, descrivendo tale “decisione” come il risultato di un “libero arbitrio”.

Questa premessa mi è sembrata necessaria per affrontare il discorso relativo alla tendenza a fissare il proprio procedere su “patterns” (binari) definiti. La volontà si compie aderendo ad un sistema di pensiero, una ideologia. Che poi questa ideologia sia religiosa, etica, politica, filo-etnica, etc. è irrilevante dal punto di vista dell’espressione intenzionale. La volontà di aderire alle norme religiose dottrinali fa di una persona un buon cristiano od un buon musulmano. Il riconoscersi in una etnia ed il seguirne i costumi, conformandosi al dettame di un “cartello” para-siombiotico interno, fa di un’altra persona un buon giudeo. Un altro ancora si fa riconoscere dalle sue esternazioni e comportamenti sociali filo simpatici come un buon comunista... etc.

Ultimamente l’ideologia si è insinuata anche nell’ambito delle scelte alimentari. E’ avvenuto con la decisione di alcuni animalisti, che si sono chiamati “vegani”, di allontanarsi completamente dalla loro natura fisiologica per dedicarsi ad una dieta (definita moralmente superiore) che esclude ogni sostanza di origine animale. E qui arriviamo al dunque. Sicuramente l’ideologia è foriera di peggioramenti nell’ambito dei processi evolutivi. Tanto per cominciare vediamo che dal punto di vista evolutivo la specie sviluppa capacità di adattamento all’ambiente (ed alle condizioni generali del contesto sociale in cui vive) allorché corrisponde il più possibile alle sue naturali funzioni vitali ed alla sua capacità di risposta alle diverse situazioni.

Questo non ha nulla a che vedere con l’etica (che è semplice astrazione) mentre ha molto a che vedere con l’intelligenza intuitiva (non l’istinto, che è recessivo) che consente ad ogni individuo di scoprire il "retto" comportamento in ogni situazione data... (integrando così il senso di giustizia e libertà) non solo sulla base della memoria, che è retaggio di comportamenti trascorsi, bensì attraverso la comprensione della situazione presente, nella sua interezza, compresa la conoscenza pregressa e la visione speculativa dei successivi sviluppi in corso.

Tutto questo processo, che a raccontarlo sembra estremamente complesso, si svolge in realtà nell’arco di un secondo, in forma di intuizione immediata, e poi si srotola in azione conseguente. Ovviamente per svolgersi ha bisogno di mente serena e “laica” e non di pensieri e comportamenti obbligati dettati dal voler seguire uno specifico “modello” ideologico.

Questo è molto importante da comprendere... solo da comprendere, mi raccomando, non da voler “perseguire” poiché il momento stesso che si cercasse di imbrigliare l’intuizione spontanea in un sistema comportamentale automaticamente si ricadrebbe nel meccanismo ripetitivo della coercizione ideologica.

Paolo D'Arpini

Scheda dettagli:

Data: 5 settembre 2022Autore: Paolo D'Arpini
Fonte/Casa Editrice: https://bioregionalismo.blogspot.com/ 2022/08/tutto-il-male-del-comportamento.html

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