Sacro Femminile: il Sacro
Sacro.
Il termine Sacro nella pratica pre indoeuropea (termine comunque di tale derivazione) si traduce con agire la sacralità, rendere sacro e sacralizzare.
Era un Vissuto Rituale e un modo di percepire la Vita, la Morte e la Rigenerazione.
Tale modalità di agire, pensare e intendere è precedente al termine che la annovera come "sacro" ed è qualcosa che attiene agli Animismi e allo Sciamanesimo Femminile, si ricollega quindi alla preistoria e alla prima storia dell'umanità.
Un termine che ha iniziato ad esserci distante da quando il Sacer-dozio è passato in mani maschili, un tempo vi erano le Sacerdotesse, ma anche prima di ciò il Sacro è stato descritto, narrato e imposto come veicolo (e grimaldello) utile per cementare una cultura, quella maschile e patriarcale.
Il concetto di Sacro è stato rimaneggiato in più occasioni nel corso della storia, era ed è un concetto che assume una certa rilevanza nella perpetrazione di una cultura.
Le caste sacerdotali si intersecano con lo stato (anche quest'ultimo nasce coi patriarcati) dai kurgan in poi, e assumono la valenza di potere che con le sue sfumature (non nei fini) conosciamo anche oggi.
Ma Sacra è la Pianta.
Sacra è la Vita in germinazione.
Sacra è la vita in sviluppo.
Sacra è la Creatività.
Sacro è il Femmineo che Genera in un azione partenogenetica il Mondo e quindi se stesso.
Sacra è la Fase di Muitamento, ogni Umore della Terra è Sacro.
Il Femminile Sacralizzava l'Esistente, il maschile idoli e potere, il fare Sacro da principio rendeva degno di rispetto ogni aspetto della Vita e ogni aspetto della Morte così come quelli di Rinascita.
Occorre ricordarsi chi fummo e che tale Via non esclude il maschile, ma la cultura maschilista si.
La definizione che l'etimo (indoeuropeo) fornisce del termine Sacro è la seguente:
"L'etimologia della parola sacro è da ricondursi al latino sacer (forma arcaica sakros), la cui radice si ritrova all’accadico (lingua o insieme di lingue dell'area semitica, ormai estinte) saqāru (“invocare la divinità”), sakāru (“sbarrare, interdire”) e saqru (elevato). Simili radici come sac-, sak-, sag- troviamo nell'indoeuropeo col significato di aderire, attaccarsi (alla divinità). D'altro canto, nel sanscrito il verbo sac-ate significa seguire, accompagnare ed, in senso più ampio, adorare. Pertanto, il termine sacro rappresenta al contempo, da un lato, l'unione con l'ambito del divino, normalmente interdetto a quello del profano, dall'altro la separazione (appunto la "santità", in senso etimologico) del sacro dal profano."
La definizione è appunto indoeuropea e pone in essere su gradi Sacro e Pro-fano, (pro (davanti) al Fanum (Tempio) ovvero inclusi ed esclusi, dualismi fondanti ulteriori dualismi che eliminano il numero differenziante... il Tre, ma la Terra (Sacra) non fa questo, nasciamo con una Coscienza Cosmica, siamo Cucciole della Madre, curiose esploratrici, potenzialmente espansive nell'Essere e nell'immanenza della Vita.
La Scintilla Sacra è dell'Alma Mater, è di quel Senso che l'Animismo in ambito antropologico ha studiato, ma non solo l'antropologia si è presa la briga di concentrarsi su questa tematica.
La stessa definizione di Animismo lo è stata almeno fin quando nell'ambito antropologico il Femminino con la sua Sacralità è emerso con delle voci scardinanti, voci Femminee consapevoli, voci che non si sono accontentate delle "verità rivelate" e delle narrazioni a conferma di tale verità rivelate che poco dicono e molto meno esplorano.
Il tema resta quindi aperto, e riguarda una rubrica che come associazione abbiamo deciso di aprire, dal titolo: "La vera storia dell'umanità".
Qui facciamo solo un accenno, rimandando ai successivi interventi e approfondimenti.
Il termine Sacro nella pratica pre indoeuropea (termine comunque di tale derivazione) si traduce con agire la sacralità, rendere sacro e sacralizzare.
Era un Vissuto Rituale e un modo di percepire la Vita, la Morte e la Rigenerazione.
Tale modalità di agire, pensare e intendere è precedente al termine che la annovera come "sacro" ed è qualcosa che attiene agli Animismi e allo Sciamanesimo Femminile, si ricollega quindi alla preistoria e alla prima storia dell'umanità.
Un termine che ha iniziato ad esserci distante da quando il Sacer-dozio è passato in mani maschili, un tempo vi erano le Sacerdotesse, ma anche prima di ciò il Sacro è stato descritto, narrato e imposto come veicolo (e grimaldello) utile per cementare una cultura, quella maschile e patriarcale.
Il concetto di Sacro è stato rimaneggiato in più occasioni nel corso della storia, era ed è un concetto che assume una certa rilevanza nella perpetrazione di una cultura.
Le caste sacerdotali si intersecano con lo stato (anche quest'ultimo nasce coi patriarcati) dai kurgan in poi, e assumono la valenza di potere che con le sue sfumature (non nei fini) conosciamo anche oggi.
Ma Sacra è la Pianta.
Sacra è la Vita in germinazione.
Sacra è la vita in sviluppo.
Sacra è la Creatività.
Sacro è il Femmineo che Genera in un azione partenogenetica il Mondo e quindi se stesso.
Sacra è la Fase di Muitamento, ogni Umore della Terra è Sacro.
Il Femminile Sacralizzava l'Esistente, il maschile idoli e potere, il fare Sacro da principio rendeva degno di rispetto ogni aspetto della Vita e ogni aspetto della Morte così come quelli di Rinascita.
Occorre ricordarsi chi fummo e che tale Via non esclude il maschile, ma la cultura maschilista si.
La definizione che l'etimo (indoeuropeo) fornisce del termine Sacro è la seguente:
"L'etimologia della parola sacro è da ricondursi al latino sacer (forma arcaica sakros), la cui radice si ritrova all’accadico (lingua o insieme di lingue dell'area semitica, ormai estinte) saqāru (“invocare la divinità”), sakāru (“sbarrare, interdire”) e saqru (elevato). Simili radici come sac-, sak-, sag- troviamo nell'indoeuropeo col significato di aderire, attaccarsi (alla divinità). D'altro canto, nel sanscrito il verbo sac-ate significa seguire, accompagnare ed, in senso più ampio, adorare. Pertanto, il termine sacro rappresenta al contempo, da un lato, l'unione con l'ambito del divino, normalmente interdetto a quello del profano, dall'altro la separazione (appunto la "santità", in senso etimologico) del sacro dal profano."
La definizione è appunto indoeuropea e pone in essere su gradi Sacro e Pro-fano, (pro (davanti) al Fanum (Tempio) ovvero inclusi ed esclusi, dualismi fondanti ulteriori dualismi che eliminano il numero differenziante... il Tre, ma la Terra (Sacra) non fa questo, nasciamo con una Coscienza Cosmica, siamo Cucciole della Madre, curiose esploratrici, potenzialmente espansive nell'Essere e nell'immanenza della Vita.
La Scintilla Sacra è dell'Alma Mater, è di quel Senso che l'Animismo in ambito antropologico ha studiato, ma non solo l'antropologia si è presa la briga di concentrarsi su questa tematica.
La stessa definizione di Animismo lo è stata almeno fin quando nell'ambito antropologico il Femminino con la sua Sacralità è emerso con delle voci scardinanti, voci Femminee consapevoli, voci che non si sono accontentate delle "verità rivelate" e delle narrazioni a conferma di tale verità rivelate che poco dicono e molto meno esplorano.
Il tema resta quindi aperto, e riguarda una rubrica che come associazione abbiamo deciso di aprire, dal titolo: "La vera storia dell'umanità".
Qui facciamo solo un accenno, rimandando ai successivi interventi e approfondimenti.



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