mer, 17 luglio 2019

"Om Namah Shivaya", il nome del Sé

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Oh Sad Guru che risiedi in noi nella forma di Conoscenza ed illumini ogni passo della nostra vita, quanto pazzi siamo stati a cercarti fuori di noi, bussando porta a porta e raccogliendo solo polvere… Tu sei Coscienza, eterna, aldilà dello spazio e del tempo..” (Sadguru Ki Arati)

Il Sad Guru, il vero maestro, è la manifestazione della Esistenza-Coscienza, presente in ognuno di noi. Il suo nome è Shiva, che significa "di buon auspicio". Per riconoscere in noi stessi la costante presenza di Shiva, l'assoluta consapevolezza, non c’è bisogno di eseguire riti o compiere azioni formali, sarà sufficiente l'auto-indagine sulla nostra vera natura.

Una forma di auto-indagine, riconosciuta valida da tutti i grandi maestri, è l'evocazione della propria natura primordiale, l'esistenza-coscienza, per mezzo della ripetizione del mantra dedicato a Shiva. Om Namah Shivaya è tale mantra, il cui significato è "onoro Shiva che è in me".

La ripetizione del mantra è il modo migliore che io conosca per tenere a bada la mente, anche se sembra che la mente venga sopraffatta dai pensieri la ripetizione del mantra, sia pure in sottofondo, è un antidoto positivo. La ripetizione del mantra ricevuto dal Maestro è fiducia, preghiera e adesione al Sé. Concentrarsi sul mantra, anche con sforzo, è come togliersi una spina usando un'altra spina, il dolore per l'operazione rimane ma il tentativo aiuta la mente a mantenersi stabile nello scopo prefisso.

Bisogna sapere che esistono così tante propensioni accumulate nella mente che non possono essere scacciate con un solo atto d'imperio... Anzi la volontà stessa talvolta è un impedimento alla pace, per questo occorre "aggrapparsi" al mantra come faremmo con un salvagente in un mare in tempesta, senza altra motivazione che quella di restare a galla. Una volta raggiunta la riva il salvagente non sarà più necessario...

Ricordarsi del propria vera identità, prima dell'identificazione con il nome-forma con il quale siamo conosciuti e ci conosciamo, è qualcosa che non può essere riportato alla memoria attraverso sforzi deliberati. Occorre svuotare la mente da ogni concettualizzazione. Come ad esempio avviene nello zen con la ripetizione di un koan ricevuto dal maestro, allo stesso modo la ripetizione del mantra Om Namah Shivaya aiuta a riportare la mente in quello stato di "vuoto" attraverso il quale si raggiunge il risveglio a se stessi. L'invito dello zen a conoscere il proprio volto prima di avere un volto è Ia stessa cosa di conoscere il nostro nome prima di avere un nome. E' per questo che il mantra ha una così grande forza, quando si ripete OM NAMAH SHIVAYA si evoca il nome più intimo, il nome del Sé.

Paolo D'Arpini

Scheda dettagli:

Data: 19 giugno 2019Autore: Paolo D'Arpini
Fonte/Casa Editrice: spiritolaico@gmail.com

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