Basta osservare un bambino intento nel suo gioco per convincerci che la concentrazione è una facoltà innata nell'essere umano. Non è raro però che questa facoltà subisca un calo più o meno importante nell'adolescenza, nell'età adulta e soprattutto nella terza età, sino ad arrivare, in alcuni casi, a deficit gravi, capaci di compromettere la piena espressione delle potenzialità individuali. Perché? Cos’è davvero la concentrazione? Proviamo a darne una, pur sommaria, definizione: la concentrazione è una forma di orientamento dell'attenzione che richiede una sua focalizzazione volontaria e l’impiego dell’energia mentale necessaria a mantenerla per il tempo voluto. Le ragioni, sia di carattere fisiologico che psicologico, alla base di un problema grave di concentrazione possono essere varie e richiedere l'intervento di un medico specialista. Tutti noi sperimentiamo comunque nella vita momenti di calo della capacità di concentrazione che potrebbero essere superati se solo possedessimo gli strumenti necessari ad esercitare la forza di volontà ed il metodo per tesaurizzare e incrementare l'energia mentale. Tra le varie discipline capaci di sviluppare la concentrazione, lo yoga è quella che sicuramente da millenni dedica a questa specifica facoltà umana la cura maggiore. Se è vero infatti che la meditazione è uno degli obiettivi più elevati dello yoga, proprio per questo è vero anche che, per raggiungere tale obiettivo, tutte le la pratiche yogiche si fondano sull'esercizio della volontà, sull'incremento della consapevolezza e della concentrazione. In gran parte dell’Occidente si pensa spesso allo yoga come ad una ginnastica esotica più o meno alla moda o, altrimenti, ad una più o meno vaga attitudine misticheggiante. E’ necessario a tale riguardo fare chiarezza: Yoga è una filosofia, non una religione (lo attesta un enorme ed antichissimo corpus teorico a disposizione di chiunque voglia approfondire seriamente la materia). D'altro lato la scrupolosissima attenzione rivolta dallo Yoga al corpo, al riequilibrio energetico, all’affinamento ed al controllo delle capacità sensoriali poco ha a che fare con la ginnastica, ma costituisce invece l’indispensabile premessa per un profondo lavoro sul mentale. Non è possibile secondo lo yoga alcun controllo sulla sfera mentale senza contemporaneamente incrementare benessere fisico, equilibrio energetico, consapevolezza e dominio delle emozioni. Tutti gli esercizi di carattere fisico e respiratorio nello yoga introducono infatti ad esercizi specifici di carattere interiore e ne costituiscono l’indispensabile basamento. Già le stesse posture e l’insieme di tecniche di controllo del prana attraverso il controllo del respiro richiedono un altissimo tasso di concentrazione. Una postura senza questa particolare attitudine mentale scadrebbe a mera pratica ginnica e nulla avrebbe più a che spartire, al di là dell’esotismo del nome, con lo Yoga tradizionale. Chi sente la necessità di incrementare le proprie capacità di concentrazione, qualunque sia la sua età e le motivazioni che lo spingono, troverà in questa disciplina il metodo più completo ed efficace per raggiungere un tale obiettivo. Occorre comunque ricordare ancora una volta che yoga è una disciplina e, come tale, richiede serietà, impegno e costanza. ®RIPRODUZIONE RISERVATA
Ferruccio Ascari (Sn. Trigunananda)
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