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ven, 18 aprile 2014

Il Simbolismo dell'Albero

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Nella tradizione taoista

L’albero richiama morfologicamente la forma del corpo umano, le cui gambe costituiscono le radici, le braccia e la testa i rami, il dorso il tronco.

Infatti le gambe negli esercizi energetici del qi gong sono immaginate e visualizzate come radicate nel terreno e in contatto con l’energia tellurica, le braccia e la testa diventano antenne che si caricano dell’energia celeste o del cielo. Nel dorso, così come nel tronco dell’albero, c’è un punto dove avviene la fusione delle due energie, nel corpo questo avviene nel dan tien nell’albero nella parte centrale del tronco. Sia l’albero che il corpo sono generati da questa fusione e prendono quindi vita e si alimentano.
L’uomo ha la possibilità di prendere coscienza di questa fusione utilizzando la mente per concentrarsi su un punto preciso del corpo nel quale questa avviene, sentire l’energia che circola nel corpo come un flusso vibratorio che a certi livelli è possibile controllare e indirizzare a scopi terapeutici.
La differenza quindi tra l’albero e l’uomo sta nella possibilità di quest’ultimo di essere consapevole di costituire un condensatore di energia. Da questa constatazione poi ne discendono altre che riguardano tutto il funzionamento energetico e quello fisiologico.
E’ evidente il simbolismo dell’unione del celo e della terra, del buio e della luce, del freddo e del caldo, in una parola dei due elementi classici del taoismo yin e yang e la sintesi avviene dentro il corpo e divenirne consapevoli significa identificarsi con la sacra unione degli opposti e cioè nel Tao.

Nella tradizione tantrica e yogica

Rappresenta la forza primordiale, quella che in potenza può generare ogni sorta di manifestazione, e che s’identifica nel primo chakra, nella kundalini, nell’energia sessuale. Qui il lavoro è quello di rendersi consapevoli della presenza di questo centro energetico e contattarlo e stimolarlo per accendere il fuoco che risalendo lungo tutto il percorso dei diversi livelli di coscienza, brucia le percezioni esclusivamente corporee e induce la manifestazione del se più profondo. Il Tantra in particolare utilizza tutta l’energia sessuale alimentandola con il respiro, attivandola e utilizzandola per espandere la propria coscienza interiore e sperimentare i diversi livelli di coscienza e la dimensione delle emozioni radicate e accumulate nella memoria inconscia e in quella del corpo.

Nella tradizione ermetica

Che riguarda sostanzialmente l’occidente, l’albero esprime la forza primordiale che si dispiega nella manifestazione come l’energia della pianta dalle radici invisibili si dispiega nel tronco, nei rami, nel fogliame e nei frutti.
Si associano idee di conoscenza e immortalità da una parte e dall’altra forze distruttrici e mortali, ritorna l’ambivalenza già riscontrata in altre tradizioni. Nella mitologia assiro-babilonese esiste un “albero cosmico” radicato in Eridu, la “Casa della Sapienza e della Profondità”; l’albero si presenta anche come la personificazione di una Donna Divina, vedi le grandi dee asiatiche della Natura: Ishtar, Anat, Tammuz ecc, si ritrova quindi l’idea della natura femminile della forza universale rappresentata dall’albero. In altre tradizioni c’è la variante secondo la quale l’Albero si presenta come quello del dominio e dell’Impero universale, in altre l’Albero si sdoppia in un Albero del Sole e un Albero della Luna.
Anche nell’ermetismo il simbolo dell’albero è ricorrente, soprattutto nei testi alchemici; in questi casi assume il simbolo del “Tutto”; personifica il “Mercurio”; l’ “Acqua Divina” o di “Vita”; la “Donna” dei filosofi; altra personificazione importante è quella del Drago, forza dissolvente, dotato di un potere che uccide.
Vi è una costante nella tradizione del simbolismo vegetale, l’espressione di una forza universale, prevalentemente femminile, nella quale vi è depositata una scienza sovrannaturale, una virtù che immortala e dà potere; dall’altro però c’è l’idea di un pericolo.
Il pericolo è quello che è affrontato da chi nel percorso che conduce verso la consapevolezza e l’immortalità deve necessariamente contattare questa forza universale e deve quindi essere in grado di sostenerne la grandezza travolgente.

Conclusione

E’ di tutta evidenza che questa forza apparentemente estranea a se non è altro che la parte di se di cui non si ha consapevolezza, la parte di se di cui ci si “accorge” e “ricorda” proprio attraverso l’esperienza diretta dell’attraversamento della stessa e la demolizione dell’ego che impedisce di percepirla. Demolizione dell’ego che è una conseguenza diretta del riconoscimento della forza stessa.

Il simbolismo dell’albero che abbiamo appena e brevemente analizzato e che accomuna diverse tradizioni di diverse parti del mondo; permette di intuire come esistano dei percorsi comuni sebbene diversi che permettono di raggiungere la “conoscenza”. La differenza è insita oltre che nella diversità delle etnie e dei ceppi, anche nelle modalità di proiezione nell’ego e nell’interpretazione che quest’ultimo dà della realtà esterna così come appare nelle diverse circostanze e sfumature di luoghi e tradizioni simboliche.

Scheda dettagli:

Data: 9 febbraio 2012Autore: Premartha Giuseppe Crispo
Fonte/Casa Editrice: Personale

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Premartha Giuseppe Crispo "Meditazioni Attive Di…

Medito e ricerco. Amo sperimentare la vita con tutte le sue imprevedibilità. Pratico Tantra. Mi dedico ad attività collegate al benessere psicofisico e alla diffusione delle discipline olistiche. Conduco un gruppo di meditazioni attive e Qi Gong. Scrivo articoli sulle esperienze del percorso…

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