mar, 22 maggio 2018

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Mese di Maggio 2018

Oroscopo ironico e irriverente di Nicola Artuso, scrittore, artista e creativo in genere. Collabora con la redazione come inviato, testimonial, tester, utente e ricercatore spirituale. Per scrivere all'autore: illuminazione@spiritual.it
Vergine

Vergine

Dovresti rileggerti la favola terapeutica dello Spaccalegna e i folletti per imparare quello che c’è da sapere, Vergine.
Te ne faccio una sintesi estrema: c’era un taglialena che viveva al sicuro nella sua casetta nel bosco con l’unico obiettivo di fare bene il suo lavoro, avere sempre qualcosa da mangiare e un focolare caldo d’inverno. Tutti gli animali lo conoscevano e lo amavano perchè aveva sempre un moto di affetto per tutti.
Il suo mentore era uno gnomo che viveva sulle nuvole e che gli dava sempre dei buoni consigli. Lo gnomo un giorno gli disse che se fosse andato in un determinato luogo del bosco di prima mattina avrebbe visto i folletti e il taglialegna così fece.
La visione dei folletti che cavalcavano le farfalle multicolore giocando con i pulviscoli di luce fu così estasiante che il taglialegna ebbene uno scossone così forte da farsi scoprire.
I folletti dal timore schizzarono via uno dopo l’altro tranne uno che preso dalla troppa foga rimase impigliato dentro una ragnatela. Il taglialegna lo liberò delicatamente con due dita e questi prima di raggiungere gli altri gli disse: “Siccome mi hai salvato ti farò un dono, esprimi un desiderio e io farò in modo che si avveri”.
Il taglialegna con gli occhi ancora spalancati dallo stupore dopo averci pensato un’istante disse: “Vorrei tenere fra le mani la luce delle stelle”.
- Ah, niente di più facile - rispose il folletto. - E’ proprio il nostro compito seminare le stelle nel cielo e lucciole nei prati. Sarai dunque accontentato.
A quel punto il piccolo essere saltò giù dalla mano del ragazzo per finire dritto sul dorso di una cavalletta che decollò da terra all’istante.
Nello stesso punto, come dal nulla, apparve un cesto di paglia colmo fino all’orlo di minuscole gocce di luce.
Il ragazzo se ne tornò a casa su di giri per via del suo tesoro e rimase tutto il resto del giorno a contemplare le stelle che brulicavano dentro il cesto senza accorgersi che intanto il cielo s’era coperto di nuvole cariche di pioggia.
Quando però venne la notte, prima di andare a dormire, mise per un momento la testa fuori della sua casetta e si accorse che nel cielo non c’era nè la luna nè le stelle.
A quella visione il taglialegna s’intristì pensando: “Io ho qui tutte le stelle, ma come faranno adesso tutti i viandanti a trovare la via del ritorno a casa? E i miei amici animali come faranno lì fuori al buio, pieni di paura. Sono stato un vero egoista a chiedere al folletto le stelle del creato.”
Quello notte va da sè che il ragazzo non dormì e l’intero bosco fu scosso dal boato terrorizzante di un grande temporale. Quando fu mattina il taglialegna decise di andare a trovare il suo amico gnomo per chiedergli consiglio, per non dire aiuto.
Attraversò l’intero bosco fino al campo di papaveri dove, sostenuta da pilastri di colore dell’aria, appariva la scala dai gradini variopinti che si perdevano fra le nuvole.
Una volta lì sopra arrivo fino dentro alla nuvola dove si intravedeva una porticina con inserita una piccolissima chiave d’oro.
Il ragazzo suonò il campanello d’argento e appena lo gnomo sorridente apparve sull’uscio gli porse il cesto dicendo:- Ecco tieni, ho riportato il dono dei folletti, non lo voglio più.
Lo gnomo tutto contento per quella visita preparò un caffettone di quelli che solo gli gnomi sanno fare e divertito dal cesto pieno di luce gli disse:
- Credevi di aver rubato al cielo le sue stelle e non sai di aver ricevuto in dono solo delle lucciole.
E continuò: - Non sapevi che i folletti sono dispettosi come i pensieri della testa?
Cosa credevi, che bastasse un tuo desiderio a fare il bello e il brutto tempo, la luce e il buio? Nessuno lo può. Ora riprenditi in pace le tue stelle terrene e sii contento.
Il ragazzo sorrise allo gnomo vergognandosi della sua ingenuità e rasserenato raccolse il cesto e iniziò il luogo viaggio di ritorno a casa.
E da allora, di prima mattina, continuò a vagare nella foresta per vedere i folletti spargere a piene mani sui prati lucciole e gocce di stelle.
Ma non li trovò più.

Tutto questo per dire Vergine che il tuo pensiero non è onnipotente e non può creare la realtà. E anche se fosse che attraverso gli incantesimi della tua fantasia tu riesca a realizzare un desiderio le conseguenze potrebbero essere imprevedibili, per non dire ingannevoli.
Quindi bambino caro, dai ascolto allo gnomo: scendi dalle nuvole.
Torna alla realtà.

Leggi il Sagittario per ulteriori dettagli che ti riguardano.

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