giovedì, 17 maggio 2012
Appelli
No ai mortaretti per le feste di fine anno
Quel che agli umani pare una delizia.. per gli animali è una tregenda
Comunicazione di sensibilizzazione acustica
Nemmeno è cominciato dicembre ma già sono cominciati i botti... In Italia è tutto anticipato, nei supermercati già appaiono gli addobbi natalizi, mercatini e mercatoni all'aperto aprono i battenti, i negozi allestiscono vetrine con festoni.. e non potevano mancare gli inesorabili mortaretti sparati anticipatamente e nottetempo per le strade...
Ogni volta che si avvicinano le feste di fine anno eccoci qui pronti a tentare la sensibilizzazione per abbassare i consumi di carne e per “informare” tutti sul rischio “botti". Non che le istituzioni non siano consapevoli di questi pericoli, tant’è che ogni anno il bollettino di guerra si arricchisce di qualche morto e ferito.. ma il problema permane ed è un problema grave soprattutto per i viventi passivi di questa società, ossia gli animali.
Ed infatti son parecchi anni che rivolgiamo alle istituzioni la preghiera di interdire lo scoppio di mortaretti e bombe carta per la ricorrenza del capodanno, soprattutto nelle aeree rurali, montane e suburbane, come la nostra. Questo per tutelare le orecchie e la salute dei cittadini, costretti a sottostare alla sfuriata selvaggia.
Ma se l’uomo soffre per i rumori molesti figuriamoci quanto soffrono gli animali, e non solo i cani ed i gatti, soprattutto quelli selvatici.. che riconoscono gli scoppi come segnale di morte per le sparatorie con cui vengono accolti durante quasi tutto l’arco dell’anno (da belluini cacciatori di frodo e non).
Già, inoltre in questo periodo dell’anno fa freddo e la sopravvivenza è dura.. e nei boschi e nelle campagne.. magari le volpe, i tassi, gli istrici, i cinghiali.. sono riusciti a trovare un anfratto per ripararo ed ecco che gli spari, continuati e in crescendo, li terrorizzano sino a farli fuggire dalle loro tane… Ma dove possono rifugiarsi?
Anche gli animali da cortile o gli armenti da stalla hanno l’udito molto più sensibile di quello umano e le forti esplosioni li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Per gli animali le feste natalizie rappresentano momenti d’inferno, maggiormente a rischio sono gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate.
Le improvvise detonazioni, infatti, determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con edifici od alberi.
Comunque per farci almeno in parte perdonare della crudeltà ed indifferenza umana per i nostri fratelli minori, il Circolo Vegetariano VV.TT. ha lanciato, da una ventina d’anni, la consuetudine della Befana per gli animali, a conclusione dei festeggiamenti del Sole Invitto, in cui invitiamo i nostri associati e simpatizzanti, in qualsiasi parte d’Italia risiedano, di andare a passeggio in campagna e nei parchi il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, portando con sé granaglie, pan secco ed altre vivande, residuo delle bisbocce natalizie, che potranno essere lasciate in vari angoli e crocicchi, od in prossimità di fiumi e fontane, in modo da nutrire e beneficiare gli animali selvatici, gli uccelli ed anche i pesci. Personalmente io quest’anno mi troverò per questa ricorrenza sotto le rupi di Treia (Macerata), chi volesse accompagnarmi può farlo prendendo appuntamento e contribuendo così all’opera pia.
Paolo D'Arpini
Nemmeno è cominciato dicembre ma già sono cominciati i botti... In Italia è tutto anticipato, nei supermercati già appaiono gli addobbi natalizi, mercatini e mercatoni all'aperto aprono i battenti, i negozi allestiscono vetrine con festoni.. e non potevano mancare gli inesorabili mortaretti sparati anticipatamente e nottetempo per le strade...
Ogni volta che si avvicinano le feste di fine anno eccoci qui pronti a tentare la sensibilizzazione per abbassare i consumi di carne e per “informare” tutti sul rischio “botti". Non che le istituzioni non siano consapevoli di questi pericoli, tant’è che ogni anno il bollettino di guerra si arricchisce di qualche morto e ferito.. ma il problema permane ed è un problema grave soprattutto per i viventi passivi di questa società, ossia gli animali.
Ed infatti son parecchi anni che rivolgiamo alle istituzioni la preghiera di interdire lo scoppio di mortaretti e bombe carta per la ricorrenza del capodanno, soprattutto nelle aeree rurali, montane e suburbane, come la nostra. Questo per tutelare le orecchie e la salute dei cittadini, costretti a sottostare alla sfuriata selvaggia.
Ma se l’uomo soffre per i rumori molesti figuriamoci quanto soffrono gli animali, e non solo i cani ed i gatti, soprattutto quelli selvatici.. che riconoscono gli scoppi come segnale di morte per le sparatorie con cui vengono accolti durante quasi tutto l’arco dell’anno (da belluini cacciatori di frodo e non).
Già, inoltre in questo periodo dell’anno fa freddo e la sopravvivenza è dura.. e nei boschi e nelle campagne.. magari le volpe, i tassi, gli istrici, i cinghiali.. sono riusciti a trovare un anfratto per ripararo ed ecco che gli spari, continuati e in crescendo, li terrorizzano sino a farli fuggire dalle loro tane… Ma dove possono rifugiarsi?
Anche gli animali da cortile o gli armenti da stalla hanno l’udito molto più sensibile di quello umano e le forti esplosioni li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Per gli animali le feste natalizie rappresentano momenti d’inferno, maggiormente a rischio sono gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate.
Le improvvise detonazioni, infatti, determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con edifici od alberi.
Comunque per farci almeno in parte perdonare della crudeltà ed indifferenza umana per i nostri fratelli minori, il Circolo Vegetariano VV.TT. ha lanciato, da una ventina d’anni, la consuetudine della Befana per gli animali, a conclusione dei festeggiamenti del Sole Invitto, in cui invitiamo i nostri associati e simpatizzanti, in qualsiasi parte d’Italia risiedano, di andare a passeggio in campagna e nei parchi il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, portando con sé granaglie, pan secco ed altre vivande, residuo delle bisbocce natalizie, che potranno essere lasciate in vari angoli e crocicchi, od in prossimità di fiumi e fontane, in modo da nutrire e beneficiare gli animali selvatici, gli uccelli ed anche i pesci. Personalmente io quest’anno mi troverò per questa ricorrenza sotto le rupi di Treia (Macerata), chi volesse accompagnarmi può farlo prendendo appuntamento e contribuendo così all’opera pia.
Paolo D'Arpini
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Scheda dettagli:
Autore: Paolo D'Arpini
Data: 29 dicembre 2011
Fonte: Paolo D’Arpini - Circolo vegetariano VV.TT.
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