mercoledì, 08 febbraio 2012
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La Cellula Immortale
Innumerevoli laboratori di ricerca, sperimentatori e scienziati si stanno cimentando con la progettazione delle cellule ad energia solare, in grado di convertire l'energia più diffusa nel nostro pianeta - la luce - in risorse diverse. Ma sono pochi a chiedersi che succede a medio o a lungo termine ai componenti di un meccanismo esposto a uno dei mix più micidiali: luce solare e ossigeno.
E' a causa della luce che la nostra pelle invecchia, la luce fa scolorire i tessuti, la carta e le plastiche, è in grado di produrre danni notevoli sulle superfici esposte. Ma il professor Strano (è il suo vero nome) del Massachusetts Institute for Technology ha progettato una cellula solare che si ripara da sola.
Il meccanismo non è di sua invenzione ma si basa sulla fotosintesi, il processo usato dalle piante per trasformare CO2 e acqua in glucosio tramite la luce. Strano e il suo team hanno assemblato una cellula utilizzando nanotubi di carbonio, noti per le loro proprietà elettriche, e quei lipidi che formano le pareti delle cellule viventi. Con l'aggiunta di altri elementi hanno ottenuto la formazione spontanea di cellule solari della misura di alcuni nanometri (un nanometro, abbreviato in nm, è un milionesimo di millimetro). Non solo, ma le cellule sono in gradi di autoripararsi. Come ha affermato il prof. Strano "E' stato come gettare in aria un puzzle e vederlo comporsi mentre ricade". E ora l'obiettivo è progettare e produrre cellule dalla vita infinita. E la cosa non suona più come il titolo di un romanzo di fantascienza.
E' a causa della luce che la nostra pelle invecchia, la luce fa scolorire i tessuti, la carta e le plastiche, è in grado di produrre danni notevoli sulle superfici esposte. Ma il professor Strano (è il suo vero nome) del Massachusetts Institute for Technology ha progettato una cellula solare che si ripara da sola.
Il meccanismo non è di sua invenzione ma si basa sulla fotosintesi, il processo usato dalle piante per trasformare CO2 e acqua in glucosio tramite la luce. Strano e il suo team hanno assemblato una cellula utilizzando nanotubi di carbonio, noti per le loro proprietà elettriche, e quei lipidi che formano le pareti delle cellule viventi. Con l'aggiunta di altri elementi hanno ottenuto la formazione spontanea di cellule solari della misura di alcuni nanometri (un nanometro, abbreviato in nm, è un milionesimo di millimetro). Non solo, ma le cellule sono in gradi di autoripararsi. Come ha affermato il prof. Strano "E' stato come gettare in aria un puzzle e vederlo comporsi mentre ricade". E ora l'obiettivo è progettare e produrre cellule dalla vita infinita. E la cosa non suona più come il titolo di un romanzo di fantascienza.
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Scheda dettagli:
Data: 9 settembre 2010
Fonte: Redazione Spiritual
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