sabato, 04 febbraio 2012
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Judo, Non è mai Troppo Tardi
Ha settantadue anni e ora appartiene a un'élite ristrettissima: quella delle persone non giapponesi con il titolo di 10° dan di Judo.
George Kerr è scozzese, e ha una palestra di arti marziali a Edimburgo. Il grado gli è però stato conferito a Parigi dalla Federazione Internazionale di Judo, di fronte a una folla di 14.000 persone. Kerr si è dichiarato confuso dall'onore, orgoglioso di essere il rimo scozzese a ricevere un simile riconoscimento. E ha aggiunto di sentirsi anche un po' in imbarazzo, perché la maggior parte di quelli che arrivano al 10° dan sono ultraottantenni, mentre lui ne ha solo settantadue. Andare in pensione? E perché? Rinunciare è morire: "Non lavoro intensamente come prima, ma la pensione non è nei miei piani." E aggiunge: "Credo che lo sport dia molto nella vita. Insegna disciplina e sincerità, cose che possono contribuire alla vita dei giovani. Li tiene lontani dal computer, e il killer numero uno in questo momento nel nostro paese è l'obesità tra i bambini, purtroppo. Credo che il judo possa contribuire alla forma fisica e alla salute, sarebbe un'ottima scelta per i ragazzi".
Lui stesso ha cominciato l'attività a otto anni, e più avanti ha avuto una borsa di studio quadriennale che gli ha consentito di studiare in Giappone e di avviare così la sua brillante carriera di sportivo e di uomo.
George Kerr è scozzese, e ha una palestra di arti marziali a Edimburgo. Il grado gli è però stato conferito a Parigi dalla Federazione Internazionale di Judo, di fronte a una folla di 14.000 persone. Kerr si è dichiarato confuso dall'onore, orgoglioso di essere il rimo scozzese a ricevere un simile riconoscimento. E ha aggiunto di sentirsi anche un po' in imbarazzo, perché la maggior parte di quelli che arrivano al 10° dan sono ultraottantenni, mentre lui ne ha solo settantadue. Andare in pensione? E perché? Rinunciare è morire: "Non lavoro intensamente come prima, ma la pensione non è nei miei piani." E aggiunge: "Credo che lo sport dia molto nella vita. Insegna disciplina e sincerità, cose che possono contribuire alla vita dei giovani. Li tiene lontani dal computer, e il killer numero uno in questo momento nel nostro paese è l'obesità tra i bambini, purtroppo. Credo che il judo possa contribuire alla forma fisica e alla salute, sarebbe un'ottima scelta per i ragazzi".
Lui stesso ha cominciato l'attività a otto anni, e più avanti ha avuto una borsa di studio quadriennale che gli ha consentito di studiare in Giappone e di avviare così la sua brillante carriera di sportivo e di uomo.
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Scheda dettagli:
Data: 9 febbraio 2010
Fonte: Redazione Spiritual
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