sabato, 04 febbraio 2012
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Alta Matematica per Rubik
L'hanno chiamato "il numero di Dio", ed è 20. Tante sono infatti le mosse minime necessarie per risolvere il cubo di Rubik da qualunque situazione di partenza.
La scoperta sembra una sciocchezza, ma ci sono voluti trent'anni di ricerche matematiche e un team internazionale per trovarla.
Per anni si è pensato in via ipotetica che il minimo fosse 18, ma nel 1995 il matematico Michael Reid alzò la cifra di mosse a 20, dopo aver scoperto una situazione di partenza particolarmente complessa che non era mai stata presa in considerazione prima. Ma il fatto è che nessuno era riuscito a trovare la dimostrazione formale di tutto ciò. Per farlo, i ricercatori hanno diviso le possibilità in 2,2 miliardi di gruppi, ognuno contenente 20 miliardi di posizioni di partenza. Poi, in base al principio di simmetria, hanno eliminato i duplicati. Alla fine i 2,2 miliardi si erano ridotti a "solo" 56 milioni di gruppi. Ognuno dei gruppi avrebbe potuto essere calcolato con l'uso di un buon computer, ma a quel punto, racconta il prof. Davidson, direttore della ricerca, Google si fece avanti e si offrì di eseguire i calcoli. "Ancora oggi non sappiamo che razza di macchine abbiano usato."
Alla fine dell'avventura, che ha reso necessario anche un bel po' di tempo a tavolino insieme al potere di computazione dei mostri tecnologici, il numero che è emerso è definitivamente 20. "Si è chiuso un cerchio per me, dice Davidson, il cubo di Rubik è stato una delle icone degli Anni '80, quando ero un ragazzo, ed è stato la ragione per cui mi sono dedicato alla matematica."
La scoperta sembra una sciocchezza, ma ci sono voluti trent'anni di ricerche matematiche e un team internazionale per trovarla.
Per anni si è pensato in via ipotetica che il minimo fosse 18, ma nel 1995 il matematico Michael Reid alzò la cifra di mosse a 20, dopo aver scoperto una situazione di partenza particolarmente complessa che non era mai stata presa in considerazione prima. Ma il fatto è che nessuno era riuscito a trovare la dimostrazione formale di tutto ciò. Per farlo, i ricercatori hanno diviso le possibilità in 2,2 miliardi di gruppi, ognuno contenente 20 miliardi di posizioni di partenza. Poi, in base al principio di simmetria, hanno eliminato i duplicati. Alla fine i 2,2 miliardi si erano ridotti a "solo" 56 milioni di gruppi. Ognuno dei gruppi avrebbe potuto essere calcolato con l'uso di un buon computer, ma a quel punto, racconta il prof. Davidson, direttore della ricerca, Google si fece avanti e si offrì di eseguire i calcoli. "Ancora oggi non sappiamo che razza di macchine abbiano usato."
Alla fine dell'avventura, che ha reso necessario anche un bel po' di tempo a tavolino insieme al potere di computazione dei mostri tecnologici, il numero che è emerso è definitivamente 20. "Si è chiuso un cerchio per me, dice Davidson, il cubo di Rubik è stato una delle icone degli Anni '80, quando ero un ragazzo, ed è stato la ragione per cui mi sono dedicato alla matematica."
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Scheda dettagli:
Data: 13 agosto 2010
Fonte: Redazione Spiritual
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