ven, 23 febbraio 2018

Processo a Dante, antigiudeo, anticristiano ed antislamico, e Divina Commedia messa all’indice da giudei, cristiani e maomettani

Lettere inviate e ricevute

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La Divina Commedia dantesca, che è sempre stata invisa ai cattolici per le critiche più o meno velate contro il papato, è stata criticata pesantemente anche dagli esponenti delle altre due religioni di origine semitica. Erano partiti prima i giudei con la denuncia che la Divina Commedia contenesse nozioni antiebraiche, poi si sono aggregati anche gli islamici lamentando che il poeta criticò ferocemente il loro profeta Maometto. La diatriba ha ripreso vigore negli anni recenti, dal marzo 2012, in seguito ad un articolo apparso sul Corriere della Sera, e da allora la cosa è andata parecchio avanti e le “sparate” contro Dante Alighieri e la Divina Commedia, hanno fatto strada… conquistando le pagine del Web e scomodando fior di commentatori…

Infatti non solo i cristiani papalini si sentono feriti nell’onore, anche i loro fratelli maggiori giudei e pure quelli minori musulmani. Soprattutto questi ultimi in una rilettura critica hanno scoperto nella Divina Commedia una satira anti-Maometto più feroce di quella di Charlie Hebdo. Dante, il padre della Lingua Italiana, mette il profeta musulmano e Alì, suo cugino, genero e successore come Califfo, nientemeno che all’inferno, nel canto XXVIII dedicato ai seminatori di discordia. Maometto viene messo nella bolgia più “sozza” che si possa immaginare, piena di corpi mutilati e orrendamente sfigurati. Questo perché, secondo Dante, i seminatori di discordia nell’aldilà erano condannati a subire il contrappasso adeguato, soffrendo nel loro corpo le stesse mutilazioni di cui sono stati artefici in vita. Ora c’è solo da spettarsi le reazioni del papa Bergoglio per i vari suoi predecessori messi all’inferno e per le oscure idee panteiste e anticristiane espresse dal poeta.

Ma seguiamo un piccola cronistoria degli eventi…

Divina Commedia all’indice

Scriveva il sito ebraico Gherush 92, tra l’altro: “…l’insegnamento della Divina Commedia rappresenta una violazione dei diritti umani e la evidenziazione della natura razzista e antisemita del nostro paese di cui il cristianesimo costituisce l’anima. Le persecuzioni antiebraiche sono la conseguenza dell’antisemitismo
cristiano che ha il suo fondamento nei Vangeli e nelle opere che ad esso si ispirano, come la Divina Commedia. Deve essere messo in evidenza il legame culturale e tecnico-operativo con i vari tentativi di esclusione e di sterminio, fino alla Shoah. Certamente la Divina Commedia ha ispirato i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, le leggi razziali e la soluzione finale. Chiediamo, pertanto, al Ministro della Pubblica Istruzione, ai Rabbini e ai Presidi delle scuole ebraiche, islamiche ed altre di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali…”

Ed ancora: “L’organizzazione (giudaica) Gherush92, consulente dell’ONU, ha dichiarato “Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici”. Ne ha dato notizia anche il “Corriere della sera”, riportando le affermazioni di questa benemerita setta mondialista nell’articolo seguente: http://www.corriere.it/cultura/12_marzo_12/divina-commedia-eliminare-gherush92_674465d8-6c4e-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml -.

Non è il caso di ribattere alle ridicole accuse di soggetti che vomitano parole sotto l’usbergo dell’ONU per infamare la figura e l’opera del Sommo Poeta, sommo non soltanto per aver “inventato” la lingua italiana, ma per aver dato all’umanità l’opera poetica più “divina” che uomo possa concepire…” (Roberto Sestito)

Alle accuse di “razzismo” mosse da islamici e giudei contro il padre della lingua italiana rispose Maurizio Blondet con una recensione di “insegnamenti” tratti dal “sacro libro” matrice delle tre religioni semitiche: la bibbia. Un libro profondamente, spaventosamente omofobo, razzista, anti-animalista, per giunta anti-femminista; un libro che si rallegra di omicidi ed inganni, che prescrive furti e ordina stragi. E nonostante ciò, viene letto addirittura nelle chiese, e viene ritenuto ispirato da Dio.

«Io ti benedirò e moltiplicherò il tuo seme… la tua progenie possiederà la porta dei tuoi nemici»
«Ed Egli darà i loro re nelle tue mani e tu estirperai i loro nomi… finché non li abbia distrutti».
«Oggi comincerò a spargere spavento di te fra i goym, sotto tutto il cielo, tanto che esse si terrorizzeranno a sentire il tuo nome».
«Divora dunque tutti i popoli che il Signore tuo ti darà; l’occhio tuo non li risparmi».
«Voi vi ciberete dei beni delle genti, e vi farete magnifici della loro gloria» (Isaia 61,6). «Tu suggerai il latte delle genti, e popperai le mammelle dei re». «… E i figli degli stranieri edificheranno le tue mura».
«Chiedimi, ed io ti darò in eredità le genti e i confini della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con verga di ferro, li frantumerai come vaso d’argilla» (Salmo 2, 8-9).
Fino allo spietato Salmo 137: «Figlia di Babilonia, votata alla distruzione: beato chi prenderà i tuoi pargoli e li sbatterà contro la roccia!».

Tralascio i passi dove Dio ordina ai suoi eletti di massacrare 40 mila amaleciti sconfitti, e promette la totale distruzione di cananei, filistei, amorrei; tutti passi che significano eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture».


Insegnato a memoria nelle scuole rabbiniche, questo orribile testo ha formato un intero popolo all’odio e al disprezzo dei «popoli e culture» diversi. Lo testimonia la particolarissima pedagogia che si trova nel Talmud..

Solo alcuni pochi esempi nel gran mare di questo commento alla Bibbia: «Che significa Har Sinà, cioè monte Sinai? Vuol dire il monte dal quale si è irradiato Sina, cioè l’odio contro i popolo del mondo»
(Shabbath 80 , col.1).
«Dovunque gli ebrei arrivano, devono farsi sovrani dei loro signori» (Sanhedrin 19, 89, 1).
«…Vi farò unici dominatori del mondo» (Chaniga, 3a, 3).
«Il migliore fra i non-ebrei, uccidilo» (Abodag Zarah, 26b, Tosefoth).
«Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo sono da chiamarsi bestiame» (Baba Mezia, 114, col.2 ).


Mica è teoria, signori. Mica è simbolo. Mica è metafora e licenza letteraria. Spesso i governanti attuali dello Stato d’Israele di oggi, se ne escono fuori a dire che i palestinesi sono bestie, e i loro rabbini di oggigiorno ancora insegnano che tutti i non-ebrei sono animali: dunque macellabili, e macellati spesso effettivamente là dove cadono nelle mani ebraiche. È un insegnamento costante.

Il filosofo Abravanel (1437-1508) ha scritto: «Il profeta (Isaia) annuncia che il Signore lo ha unto per dire agli israeliti che saranno ad essi soggetti tutti i popoli, e che le genti straniere dovranno arare e lavorare sì che ai figli d’Israele non tocchi alcun lavoro pesante, ma possano servire Dio solo pregando. A che possano però aver tempo per servire Dio benedetto, dovete mangiare i beni dei popoli» (Meshmia jeshue, 89, col.4).
Rabbi Bar Nachmani: «Al tempo del Messia gli ebrei estirperanno tutti i popoli della terra» (Bammidbar Rabba, fol. 172, col.4).
Jeshaia Hurtzitz, Scene lukhot habberit, anno 1686: «Il mondo è stato creato per gli israeliti, essi sono la polpa, gli altri popoli non sono che la scorza».
Adolphe Crémieux (1796-1880), fondatore degli Archives Israelites: «La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sé tutto il mondo (…). Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra
apparterranno esclusivamente agli ebrei (…) Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno».

E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848: «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra» (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

Ed infine, come contraltare, e dulcis in fundo, ecco la replica laica antireligiosa di François Cavanna, cofondatore di Charlie Hebdo: “Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte… Tutti voi, che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore. Tutti voi, che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello. Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi. Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI! Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.”

E con ciò il conto è pareggiato…

Paolo D’Arpini

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Data: 2 febbraio 2018Autore: Paolo D'Arpini

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