lun, 21 agosto 2017

Le Emozioni nel Piatto

Divertiti leggendo queste righe, magari sotto un tiglio in fiore, ascoltando il ronzio delle api che bottinano...anche questo nutrira' la tua essenza!!

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Ciao! Come stai in questo mese di transito fra quelli freddi e l’estate all’orizzonte?
Io sento il bisogno di scuotermi dal torpore e muovermi con più disinvoltura, tuttavia, per me che passo l’inverno un po’ come le marmotte nella tana, uscire allo scoperto mi fa anche un po’ rabbrividire.

Nell’atmosfera di cambiamento tipica di questa stagione, nel passaggio tra lo spazio ristretto dell’inverno e il tempo rarefatto della primavera, mi sono persa in piccole considerazioni di viaggio che ho proprio voglia di condividere con te.

Ho realizzato, per esempio, che nei mesi freddi metto su qualche cuscinetto e che mangio di più o in modo diverso. Lì per lì mi sono anche detta che per contrastare le basse temperature ho bisogno di più calorie; ma la teoria, considerato che vivo in una casa con il riscaldamento e non nei ghiacci del Circolo Polare Artico, regge poco!
Ho dunque pensato che il tutto sia più legato al fatto che mi piace cucinare, che i piatti invernali hanno profumi e sapori che mi riportano a situazioni piacevoli, e mi diverte riconoscere che illustri personaggi sono riusciti a descriverlo con racconti e immagini, in modo veramente magistrale.

In un’opera immortale come Alla ricerca del tempo perduto di Marcell Proust, il protagonista gustando il tè, prova una gioia immensa ed indescrivibile: il sapore e il gusto sono capaci di risvegliare in lui un piacevole ricordo del passato, e da quella semplice tazza fuoriescono, insieme ai vapori odorosi, immagini di luoghi, persone ed emozioni che la sola memoria razionale non sarebbe stata capace di evocare con tale intensità.

Nanni Moretti, in Bianca, affoga le preoccupazioni in un gigantesco barattolo di cioccolata. Juliette Binoche, in Chocolat, quando tocca impasta e assapora il cioccolato nelle sue più svariate forme, esprime un profondo amore per la vita e per le persone. Anche chi viene attratto dalle sue creazioni si nutre di questo gusto per la vita, spinto dal profondo, da un bisogno nascosto, quasi inconscio.

Tutte queste storie, alla fine, ci raccontano come l’assunzione di cibo rivesta un significato piuttosto complesso che va ben oltre il meccanismo puramente fisiologico. Il cibo è quindi la trasposizione di emozioni e sentimenti: il bisogno di attingere a ricordi importanti, la consolazione per una delusione, la creazione attraverso la passione e l’empatia…

Le calorie dei cibi hanno un’influenza relativa; o meglio, se abbinate alle emozioni, producono effetti diversi sul nostro corpo.

La fame emotiva può essere scatenata da una o più emozioni, può durare pochi minuti o giorni interi dopo l’insorgenza delle emozioni, e l’atto di mangiare, anche quando non è più presente lo stimolo della fame, porta a distrarti dalle tue emozioni. Tra le emozioni più forti ci sono quelle legate al corpo e strettamente collegato ad esso ci sono le emozioni prodotte dal cibo.

Quante volte ti sei seduta a tavola spinta da un reale senso di fame? Quante volte invece lo hai fatto perché attratta da un profumo gradevole o da un piatto invitante? Non ti è mai capitato di gradire un cibo che rievoca in qualche modo un momento particolarmente piacevole?

Sulla base delle tue esperienze emotive legate al cibo, si producono effetti diversi. Le ricerche non hanno ancora chiarito completamente il ruolo giocato dalla nutrizione in riferimento alle emozioni, ma è certo che tra loro vi sia un interscambio: così come un sapore o un profumo mi sospinge verso una particolare emozione, così quando non riconosco l’insorgere di un’emozione mi avvicino a un cibo in modo inconsapevole.

Ho già parlato in precedenza di come è facile trasportare le emozioni durante la preparazione degli alimenti, ma oggi vorrei fare un passo verso la percezione di quello che attiva l’aspetto dinamico della relazione con il cibo, ad esempio: il colore negli alimenti (e parlo di alimenti naturali, non alterati) è indicatore di alto contenuto di polifenoli e altre sostanze antiossidanti che vanno a contrastare e ridurre gli stati infiammatori, i quali incidono sulle alterazioni emotive.
Quindi, una coppa di mirtilli, un piatto di pomodori, un quadretto di cioccolato, sono a valenza terapeutica se entri in contatto con il colore: nel tuo corpo si attiveranno dei processi di elaborazione che trasformeranno l’alimento in risorsa.

Qualche esempio?
La gioia dell’olio di oliva (naturale) è nella percezione dei colori e degli aromi immediata, che si sprigionano ad esempio sfregando una sua goccia tra i palmi delle mani, mentre la sua azione a lungo termine dipende dal suo ingresso nella membrana cellulare (anche a livello encefalico) dove attiva recettori a livello neuronale.

I colori del riso. Il riso nero è uno dei capostipiti di questo cereale. Ricco di fibra e con un valore elevato di proteine. In particolare la tradizione riporta effetti stimolanti e in passato addirittura afrodisiaci, oggi ritenuti espressione della sua ricchezza in fenoli e altre sostanze antiossidanti, che caratterizzano comunque la sua ricercata particolarità di gusto e gli effetti immediati sullo stato dell’umore.

Zucchero di canna integrale. Nell’impiego della preparazione di dolci composti come le torte, il contenuto di minerali dello zucchero di canna bio, si bilancia con gli altri ingredienti del dolce, e consente di mantenere nel tempo l’effetto energetico e stimolante, mentre nell’uso come dolcificante puro o da solo, si riduce l’effetto a lungo termine.

Puoi iniziare a porre attenzione quando scegli gli ingredienti da portare sulla tua tavola: quali colori ti attraggono, quali profumi, quali forme… Così inizierai ad attivare i sensori del tuo indicatore emotivo-nutrizionale e con un po’ di allegro allenamento tra le bancarelle di un mercato contadino, potrai riconoscere che cosa sazia la tua fame, se il cibo o l’emozione correlata.
Per continuare a nutrirti con divertimento, ti passo una simpatica ricetta. Mentre la prepari, resta in contatto con il tuo indicatore emotivo-nutrizionale: riceverai una sensazione di benessere e calore al quinto chakra, prodotto dall’energia sottile sprigionata dai Fiori di Borraggine.

INSALATA ESILARANTE
1 manciata di Fiori di Borragine
1 mazzetto di Rucola
3 ciuffi di Songino
2/3 foglie di Lattuga
5 foglie tenere di Spinacio
1 manciata di Germogli di grano
150 gr di tofu affumicato
2/3 fette di pane raffermo
Olio di oliva, succo di limone, salsa di soia sale e pepe per condire

Lavare e pulire tutti gli ortaggi verdi, spezzettarli con le mani e metterli in una ciotola capiente. Unirvi i germogli, il tofu tagliato a cubetti. Tostare il pane raffermo e, dopo averlo tagliato a cubetti, mescolarlo rapidamente con gli altri ingredienti, cospargere i fiori di borraggine e condire con una vinaigrette ottenuta sbattendo l’olio, il succo di limone, soia, sale e pepe (secondo i gusti) e servire subito.

Sentirai che fragranza e che sapori!

Se vuoi lasciare un commento o condividere qualcosa che è emerso leggendo queste righe, o magari una delle tue ricette ‘emotive’, sarò felice di leggerti e continuare la ‘chiacchierata’.

Ti abbraccio.

Scheda dettagli:

Data: 16 maggio 2017Autore: Marinella Battaglino

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Associazione Il Cigno E Il Labirinto

In Cammino Verso la Scoperta di te Il Cigno e il Labirinto nasce dalla passione e dalla dedizione di tre operatrici specializzate in diverse discipline olistiche e spirituali, dapprima come gruppo informale, poi, nel 2014, con l’arrivo di “Romeo”, nome affettuoso con cui chiamiamo la sede, il gruppo…

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