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Viaggio / Vacanza / Ritiro  -  Pellegrinaggi

Mongolia, tra sciamani e paesaggi selvaggi

Mongolia - Dal  01/08/2011  al  20/08/2011

Scheda dettagli:

A: Mongolia - Mongolia Data: Dal  01/08/2011  al  20/08/2011
Orario: da definire
Presso:  Organizzato da Voyagesillumination, Viaggio in Mongolia, Mongolia   -   (MN)
Telefono: 349-8595625   -   Categoria:
Sottocategoria:
  Pellegrinaggi

Descrizione:

Imponenti catene montuose, vaste distese pianeggianti e aridi spazi del deserto del Gobi caratterizzano la Mongolia, storicamente conosciuta per la mitica figura di Gengis Khan, capo del potente esercito che intraprese campagne di conquista assoggettando popoli e Paesi vicini. Dominata dalle vette dell’Altaj e dalla catena degli Hangayn Nuruu, con cime prossime ai 4000 metri, la Mongolia è una terra aspra, a tratti desolata, con una bassissima densità demografica, per le difficili, estreme condizioni climatiche e geografiche. Durante l’inverno, lungo sette mesi l’anno, le temperature possono scendere sino a 60 gradi sottozero nella taiga.
Quando però sopraggiungono la primavera e l’estate, il territorio, prima inospitale, dischiude tutta la sua singolare bellezza. È forse proprio grazie al suo clima e alla morfologia, che la Mongolia è un angolo del pianeta rimasto immune dal turismo di massa, dove sono ancora pienamente vivide antiche tradizioni legate allo sciamanismo, ancora oggi conservato e diffuso fra le popolazioni nomadi. «La tribù dei Tsaatan è in totale simbiosi con gli animali che allevano, le renne rosse», spiega Selene Calloni Williams, psicologa, yogina, profonda conoscitrice delle culture sciamaniche e ideatrice di Voyagesillumination, progetto culturale volto alla realizzazione di esperienze antropologiche. «I Tsaatan praticano lo sciamanismo di cui hanno conservato la tradizione ancestrale. Lo sciamano – continua Selene – è colui che è in grado di entrare ed uscire a piacimento da stati di estasi, nei quali può parlare con gli spiriti. Nel panteon degli spiriti sciamanici grande importanza viene attribuita agli avi. Gli antenati non sono scomparsi, sono solo invisibili negli stati ordinari di coscienza. Essi rappresentano la memoria della tribù e ne custodiscono la saggezza. Si tratta di un sapere naturale, una conoscenza istintiva che è un tutt’uno con il respiro della Grande Madre, la natura, i paesaggi sconfinati della steppa, nella cui vastità lo sguardo si perde e la mente è spinta all’interiorizzazione».
Oltre alle terre degli Tsaatan, nascosti tra i monti Sayan, tappe imperdibili di un viaggio in Mongolia sono il lago Khovsgol, la Perla Blu dell’Asia, dalle acque di purissima limpidezza, sacro per la popolazione locale, e poi ancora il monastero di Amarbayasgalant Khild. Questa meraviglia architettonica, incastonata nella valle del fiume Iven, è stata il ritiro dei Dalai Lama mongoli, i Bogd Khaan Javtsundamba. Altra meta imperdibile è il parco nazionale del Khustain Nuruu, riserva della biosfera con oltre 400 piante endemiche, licheni, mammiferi, tra cui cervi, gazzelle, caprioli, mufloni, stambecchi, il lupo grigio, la volpe rossa e ben 55 specie di farfalle. Un eden per gli appassionati della natura, ancora incontaminata.

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