Glossario de “La Dottrina Segreta”

"La Dottrina Segreta" di Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) è uno dei testi fondamentali per lo studioso di Teosofia e per tutti i Ricercatori Spirituali.

Cos'è la Dottrina Segreta

Lo scopo dell'opera era quello di dimostrare l'esistenza nel tempo di una realtà di conoscenze in possesso dei Maestri di saggezza e presente nelle Religioni, nei Miti, nelle Tradizioni etc..
La lettura de "La Dottrina Segreta" si presenta a tratti impegnativa e lo scopo del Glossario qui consultabile è quello di favorire la comprensione del testo e gli approfondimenti relativi.
Questo Glossario nasce dal lavoro ultradecennale di un appassionato e costante studioso de "La Dottrina Segreta", Michele Zappalà, cui si deve per intero l'opera, da lui trasmessa alla Società Teosofica Italiana in un puro spirito di servizio.
Spiritual Search rigrazia la Società Teosofica Italiana e il suo Segretario Generale Dott. Antonio Girardi per aver messo a dispozione dei nostri lettori e di tutti gli studiosi questo patrimonio fondamentale della cultura spirituale.

A cura della Società Teosofica Italiana.

ABIRI

(Gr.) - Vedi Kabiri, scritto anche Kabeiri, i Potenti, celesti, figli di Zedec l'unico, un gruppo di divinità adorate in Fenicia; sembra che si possano identificare con i Titani, i Coribanti, i Cureti, i Telchini o Dii Magni di Virgilio.

ABISSO

(Eso.) - Il Caos, le Acque del Diluvio. La sede della Sapienza e non del Male. Il fondo sconosciuto delle Tenebre. Secondo Valentino è il Secondo Logos, ossia la coppia Abisso-Silenzio. Entrambi sono la sola e prima emanazione di Bitos. Esso è il fondo misterioso dal quale si sviluppa l'Universo. È anche Sige, la Materia nata dal Silenzio. Le 'Acque Primordiali', il Grande Essere. Beroso lo chiamava 'Le Acque del Principio Primordiale'.

ABITANTI

(Interiori) - Un nome o un sostituto per il giusto termine Sanscrito esoterico, dato ai nostri 'nemici interiori', che nella filosofia esoterica sono sette. La primitiva Chiesa Cristiana li chiamava 'i sette Peccati capitali', gli Gnostici Nazareni li chiamavano 'i sette Stellari di disposizioni malefiche' e così via. Gli insegnamenti exoterici Indù, parlano soltanto dei 'sei nemici' e sotto il termine di Arishadwarga li enumerano come segue : 1) Desiderio personale, lussuria o ogni passione (Kama); 2) Odio o malvagità (Krodha); 3) Avarizia o cupidigia (Lobha); 4) Ignoranza (Moha); 5) Orgoglio o superbia (Mada); 6) Gelosia, invidia (Matcharya); tralasciando il settimo che è il 'peccato imperdonabile', e in occultismo il peggiore di tutti ( Teosophist, maggio 1890, p.431 ).

ABITANTI

(della Soglia) - Un termine inventato da Bulwer Lytton in Zanoni; ma in Occultismo, la parola 'Abitanti' è un termine occulto usato dagli studenti fin dal più lontano passato, e si riferisce ai Doppi astrali malefici di persone defunte.

ABJAYONI

(San.) - Nato dal loto.

ABLANATHANALBA

(Gn.) - Termine simile ad 'Abracadabra'. Secondo C.W.King significa 'tu sei un padre per noi'; si legge nello stesso modo da entrambe le parti ed era usato in Egitto come incantesimo (Vedi 'Abracadabra' ).

ABRACADABRA

(Gn.) - Troviamo questa parola simbolica per la prima volta in un trattato di medicina in versi di Samonico, che ebbe grande diffusione sotto il regno dell'imperatore Settimio Severo. Secondo Godfrey Higgins essa deriva da Abra o Abar 'Dio', in Celtico e cad 'sacro'; era usata come incantesimo e veniva incisa sui Cammei come amuleto. Godfrey Higgins aveva quasi ragione poiché, in effetti, la parola 'Abracadabra' è una corruzione posteriore del termine sacro Gnostico 'Abrasax' e quest'ultimo è, a sua volta, una precedente corruzione di un'antica e sacra parola Copta o Egiziana : una formula magica il cui significato simbolico è 'Non mi nuocere', indirizzata alla divinità che nei geroglifici significa 'Padre'. È generalmente attaccata ad un amuleto o incantesimo e portata come Tat sul petto, sotto gli abiti. Ritornando all'impiego della parola in medicina, essa rappresenta una formula magica usata dalla medicina popolare della età ellenistica per preparare un efficace talismano contro la febbre. Si trova anche in numerose preghiere-scongiuro del Medioevo Cristiano ed incisa, come mezzo di difesa, sullo stesso simbolo della Croce. Secondo alcuni studiosi, la parola riproduce la frase Ebraica : ABREQ AD ABRA (invia la tua folgore fino alla morte) e sarebbe una invocazione religiosa. Andava scritta su un foglio, in righe successive, diminuendo via via di una lettera, ottenendo un triangolo capovolto. Il foglio veniva legato al collo del malato per un certo numero di giorni. Altra derivazione sembra possa essere la frase Ebraica : ABLANATHANALBA (Pater veni ad nos). E potrebbe trattarsi, anche, di magia imitativa che, prendendo il male fisico per intero, lo assottiglia fino a farlo scomparire. Di ciò esiste un esempio contro il malocchio formato con la parola SHABRIRI.

ABRAMO

(Eb.) - Il primo Patriarca dell'Antico Testamento, il capostipite del popolo eletto. Tramite Ismaele è anche il capostipite del popolo arabo. Uomo eletto da Dio, opera sotto la volontà di Dio, con incrollabile fede. È l'amico di Jahvè, il padre di tutti i Giudei. Nella simbologia degli astri, Abramo è identico a Saturno ed è il progenitore dei Giudei e di Jehovah.

ABRAXAS o ABRASAX

(Gn.) - Parole mistiche che risalgono a Basilide, il Pitagorico di Alessandria, 90 d.C. Egli usa 'Abraxas' come un titolo della Divinità, il supremo Sette, poiché possiede 365 virtù. Nella numerazione greca, a 1,b 2, r 100,a 1,x 60,a 1,s 200 = 365, cioè i giorni dell'anno, anno solare, un ciclo di azione divina. C.W.King, autore di The Gnostics, considera la parola analoga all'ebraica Shemhamphorasch, una parola sacra, il nome di Dio per esteso. Un Gioiello Abraxas raffigura generalmente il corpo di un uomo con la testa di gallo, un braccio con uno scudo e l'altro con una frusta. Abraxas è la controparte dell'Indù Abhimanim e Brahma combinati. È stata questa combinazione e le qualità mistiche che hanno indotto Oliver, la grande autorità Massonica, a collegare il nome di Abraxas con quello di Abraham. Ciò non è giustificabile; le virtù e gli attributi di Abraxas, che sono 365 numericamente avrebbero dovuto mostrargli che la divinità era connessa con il Sole e con la divisione solare dell'anno - non solo, ma anche che Abraxas è l'ideazione-tipo, ed il Sole il tipo. Questo nome conteneva i nomi dei sette angeli che presiedevano ai sette cieli con le loro 365 virtù, una per ogni giorno dell'anno. I sette angeli erano emanazioni della divinità che portava questo nome. Secondo la dottrina degli Gnostici, vi erano 365 cieli, che si concentravano tutti sul primo, sede della divinità rappresentata dal simbolo del sole. Alcuni vogliono, invece, che i Basilidi nascondessero sotto questa parola la dottrina della Trinità, e che le iniziali (a), (b), (r) stessero per le parole ebraiche Ab, Ben, Ruach, vale a dire Padre, Figlio e Spirito Santo. Secondo alcuni studiosi, i Basilidiani consideravano Abrasax il Dio Supremo dal quale fu creata la Mente. Esso è l'Eterno Sole Abrasax, il Sole Centrale Spirituale di tutti i Cabalisti, rappresentato in qualche incisione col segno di Tipheret. In Egitto, Horus portava talvolta la scritta Abrasax Iao che equivale a Eis Zeus Sarapi. La scritta va, quindi, tradotta : 'Abrasax è il solo Geova'.

ABUELA

(Spa.) - In Spagnolo significa 'nonna'; questo nome è stato dato dagli archeologi ad una statua ritrovata a La Venta. Essa è stata spesso identificata con Ixmucanè, la madre delle madri degli dei aztechi, la grande ava di cui si fa menzione nel testo del 'Popol Vuh'.

ABUL FEDA

(Ar.) - È il nome occidentalizzato di Abul-Fida. Nato a Damasco nel 1273, morto ad Hamah nel 1331. Emiro, storico, geografo arabo, combattè contro i Crociati. Nel 1320 fu investito del Sultanato. Mecenate e letterato, legò il suo nome a due grandi opere : 'Compendio di storia del genere umano' e 'Determinazione dei paesi in longitudine e latitudine'. La prima è una storia universale dell'epoca preislamica fino al 1329. La seconda è un'opera di geografia descrittiva, completata da preziosi dati di fisica e di matematica.

ABUTTO

(Gia.) - Idolo giapponese al quale la superstizione attribuiva la virtù magica di guarire tutte le infermità e la propiziazione dei viaggi.

AC

(Maya) - Il nome della tartaruga presso le popolazioni Maya. Come molti altri animali, nelle popolazioni mesoamericane, è un simbolo mitologico. La tartaruga è anche legata alle costellazioni in quanto si narrava che le stelle si riparavano dentro il guscio di una tartaruga.

ACACIA

(Gr.) - Pianta graziosa ornamentale che ha il significato di innocenza; l'acacia bianca è simbolo di amore platonico. Nella Libera Massoneria è un simbolo iniziatico, di immortalità e purezza. L'acacia è l'albero che forniva il sacro legno Shittim degli Ebrei.

ACAR

(Pun.) - Nome dato dai Punditi all'Essere Supremo, il quale dalla sua divina sostanza avrebbe formate le anime e gli esseri materiali. (Vedi 'Achar').

ACATL

(Ame.) - Il nome della canna in lingua Nahua. Essa è simbolo di abbondanza. La canna è anche presente nell'oroscopo azteco e rappresenta la potenza e l'avventura.

ACCADIANI

(Acc.) - Abitanti di Akkad o Agade, una città della Mesopotamia costruita da Nimrod. Probabilmente erano emigranti dell'India, in cammino verso l'Asia Minore. Di certo non si tratta di una tribù turaniana.

ACCETTA

- Nei Geroglifici Egiziani è simbolo di potere e anche di morte. L'accetta è chiamata 'il più Severo dei Nodi', cioè del matrimonio o di ogni altro legame.

ACHAD

(Eb.) - Nome attribuito dapprincipio agli Elohim. È un titolo attribuito anche a Jehovah. Nella Cabala è la parte maschile dell'Uno e si scrive anche Echad. (Sepher Yetzirah).

ACHAMOTH

(Gn.) - Il nome della seconda Sophia, quella inferiore. Esotericamente, e secondo gli Gnostici, la Sophia maggiore era lo Spirito Santo ( lo Spirito Santo femminile ) o il Sakti dello Sconosciuto, il Divino Spirito; mentre Sophia Achamoth non è altro che la personificazione dell'aspetto femminile della Forza creativa maschile nella natura; anche la Luce Astrale. È la madre di Ildabaoth.

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