giovedì, 17 maggio 2012
Pubblicazioni e Saggi
Guarire le Radici
In tempi di crisi, come riscoprire la fiducia nell'Esistenza?
In tempi di crisi, come riscoprire la fiducia nell'Esistenza?
Il recente aggravarsi della crisi economica e l'aumento dei sacrifici richiesti dai governi per fronteggiare l'emergenza, stanno avendo un forte impatto sulla coscienza collettiva.
Sono sempre più frequenti i luoghi comuni improntati alla paura e alla preoccupazione. “E' sempre più difficile” … “Il momento è quello che è” : frasi di questo tipo giungono alle nostre orecchie, pronunciate da amici, colleghi, vicini di casa e persone intervistate in TV. I commenti negativi sono ormai all'ordine del giorno, enfatizzati dai soliti media.
Ma da dove traggono origine queste forme-pensiero? E' proprio vero che scaturiscono da difficoltà oggettive (più spese, più tasse, meno lavoro e meno occasioni di guadagno)? A ben guardare, questi ultimi non sono altro che fattori scatenanti di una paura e una sfiducia latenti dentro di noi.
Che cosa ci impedisce di confidare nell'Esistenza? Che cosa ci ostacola a credere profondamente nell'abbondanza dell'Universo? Crediamo davvero nel potere creatore del pensiero positivo? Sappiamo praticarlo coscientemente? O i nostri sforzi di vestire la nostra vita di pensieri di Luce si infrangono dinnanzi alla presunta oggettività e ineluttabilità della crisi economica?
Se è così, significa che siamo ancora interiormente troppo deboli per ottenere quel miglioramento della qualità della nostra vita che diciamo di desiderare tanto.
Crediamo davvero nel cambiamento? O ci siamo smarriti nelle forme-pensiero della crisi? Ci prendiamo le nostre responsabilità, o diamo ancora la colpa a qualcun altro? Stiamo perseverando nel sostenere ciò che vogliamo, o stiamo trascinando noi stessi aspettando tempi migliori, e dunque ancora procrastinando la nostra realizzazione?
Se stiamo dando i nostri pensieri in pasto alla crisi economica, se stiamo consentendo ad essa di indebolire i nostri intenti, se stiamo cedendo a facili luoghi comuni negativi, allora c'è molto da guarire nel nostro inconscio!
Qual è la parte di noi che vacilla, che cede, che non si sente al sicuro in un mondo dipinto come precario o ostile, in uno scenario considerato incerto o inquietante? Il bambino interiore.
Se da piccoli avessimo ricevuto cure adeguate, amore, rassicurazione...se ci fossimo sentiti accettati e sostenuti emotivamente dai nostri genitori, avremmo spontaneamente maturato un positivo senso di fiducia nell'Esistenza, radice di pensieri positivi nella vita di noi adulti.
Laddove ciò è mancato, ci siamo difesi come abbiamo potuto. Abbiamo compensato tale mancanza costruendoci delle false certezze per lenire l'angoscia latente del nostro bambino interiore. Abbiamo forse diretto i nostri sforzi a ottenere qualcosa di tangibile e di “sicuro” - nel lavoro, nella sfera materiale, nelle relazioni- , ma profondamente il nostro bambino interiore è ancora angosciato e impaurito, se cediamo alle forme-pensiero della crisi e non sappiamo credere nella naturale abbondanza dell'Universo. E le compensazioni o i surrogati, con la crisi “saltano” e rivelano la loro natura menzognera.
Ci consentiamo di ricevere nutrimento da Madre Terra se ne abbiamo fatto esperienza positiva con nostra madre da piccoli. Ci affidiamo al disegno di Padre Cielo se nell'infanzia ci siamo sentiti sicuri e protetti con nostro padre. Sì, inconsciamente proiettiamo all'esterno i genitori che abbiamo avuto – o perlomeno, la relazione che abbiamo avuto con loro, e conseguentemente l'idea che ce ne siamo fatti.
La crisi economica diventa allora lo specchio del genitore anaffettivo, insensibile o assente. I governanti esigenti e disonesti, lo specchio di un genitore ingiusto, autoritario e sordo alle nostre richieste.
Lo scenario mondiale risulta essere il riflesso dello scenario familiare che, volenti o nolenti, ci portiamo appresso.
Noi siamo il mondo. Da qualsiasi parte lo si voglia guardare, vediamo nel mondo ciò che abbiamo dentro di noi, e senza saperlo, stiamo contribuendo a ricrearlo.
Qual è allora la via per uscire dalla crisi? Guarire le radici della paura. La povertà non è altro che mancanza d'Amore.
Lavorare profondamente sul bambino interiore ci consente di radicarci in un nuovo senso di noi stessi e di fiducia nell'Esistenza e in ciò che da essa possiamo finalmente ricevere.
Nel contempo, tale guarigione emotiva libererà in noi nuove energie creative, il fluire delle quali offrirà inaspettate possibilità di sviluppare abbondanza, per noi e per gli altri.
Le costellazioni familiari bioenergetiche nascono da tale consapevolezza e, attraverso un lavoro olistico intensivo, consentono di trasformare le memorie limitanti del bambino ferito e di rinascere a nuova vita.
Il recente aggravarsi della crisi economica e l'aumento dei sacrifici richiesti dai governi per fronteggiare l'emergenza, stanno avendo un forte impatto sulla coscienza collettiva.
Sono sempre più frequenti i luoghi comuni improntati alla paura e alla preoccupazione. “E' sempre più difficile” … “Il momento è quello che è” : frasi di questo tipo giungono alle nostre orecchie, pronunciate da amici, colleghi, vicini di casa e persone intervistate in TV. I commenti negativi sono ormai all'ordine del giorno, enfatizzati dai soliti media.
Ma da dove traggono origine queste forme-pensiero? E' proprio vero che scaturiscono da difficoltà oggettive (più spese, più tasse, meno lavoro e meno occasioni di guadagno)? A ben guardare, questi ultimi non sono altro che fattori scatenanti di una paura e una sfiducia latenti dentro di noi.
Che cosa ci impedisce di confidare nell'Esistenza? Che cosa ci ostacola a credere profondamente nell'abbondanza dell'Universo? Crediamo davvero nel potere creatore del pensiero positivo? Sappiamo praticarlo coscientemente? O i nostri sforzi di vestire la nostra vita di pensieri di Luce si infrangono dinnanzi alla presunta oggettività e ineluttabilità della crisi economica?
Se è così, significa che siamo ancora interiormente troppo deboli per ottenere quel miglioramento della qualità della nostra vita che diciamo di desiderare tanto.
Crediamo davvero nel cambiamento? O ci siamo smarriti nelle forme-pensiero della crisi? Ci prendiamo le nostre responsabilità, o diamo ancora la colpa a qualcun altro? Stiamo perseverando nel sostenere ciò che vogliamo, o stiamo trascinando noi stessi aspettando tempi migliori, e dunque ancora procrastinando la nostra realizzazione?
Se stiamo dando i nostri pensieri in pasto alla crisi economica, se stiamo consentendo ad essa di indebolire i nostri intenti, se stiamo cedendo a facili luoghi comuni negativi, allora c'è molto da guarire nel nostro inconscio!
Qual è la parte di noi che vacilla, che cede, che non si sente al sicuro in un mondo dipinto come precario o ostile, in uno scenario considerato incerto o inquietante? Il bambino interiore.
Se da piccoli avessimo ricevuto cure adeguate, amore, rassicurazione...se ci fossimo sentiti accettati e sostenuti emotivamente dai nostri genitori, avremmo spontaneamente maturato un positivo senso di fiducia nell'Esistenza, radice di pensieri positivi nella vita di noi adulti.
Laddove ciò è mancato, ci siamo difesi come abbiamo potuto. Abbiamo compensato tale mancanza costruendoci delle false certezze per lenire l'angoscia latente del nostro bambino interiore. Abbiamo forse diretto i nostri sforzi a ottenere qualcosa di tangibile e di “sicuro” - nel lavoro, nella sfera materiale, nelle relazioni- , ma profondamente il nostro bambino interiore è ancora angosciato e impaurito, se cediamo alle forme-pensiero della crisi e non sappiamo credere nella naturale abbondanza dell'Universo. E le compensazioni o i surrogati, con la crisi “saltano” e rivelano la loro natura menzognera.
Ci consentiamo di ricevere nutrimento da Madre Terra se ne abbiamo fatto esperienza positiva con nostra madre da piccoli. Ci affidiamo al disegno di Padre Cielo se nell'infanzia ci siamo sentiti sicuri e protetti con nostro padre. Sì, inconsciamente proiettiamo all'esterno i genitori che abbiamo avuto – o perlomeno, la relazione che abbiamo avuto con loro, e conseguentemente l'idea che ce ne siamo fatti.
La crisi economica diventa allora lo specchio del genitore anaffettivo, insensibile o assente. I governanti esigenti e disonesti, lo specchio di un genitore ingiusto, autoritario e sordo alle nostre richieste.
Lo scenario mondiale risulta essere il riflesso dello scenario familiare che, volenti o nolenti, ci portiamo appresso.
Noi siamo il mondo. Da qualsiasi parte lo si voglia guardare, vediamo nel mondo ciò che abbiamo dentro di noi, e senza saperlo, stiamo contribuendo a ricrearlo.
Qual è allora la via per uscire dalla crisi? Guarire le radici della paura. La povertà non è altro che mancanza d'Amore.
Lavorare profondamente sul bambino interiore ci consente di radicarci in un nuovo senso di noi stessi e di fiducia nell'Esistenza e in ciò che da essa possiamo finalmente ricevere.
Nel contempo, tale guarigione emotiva libererà in noi nuove energie creative, il fluire delle quali offrirà inaspettate possibilità di sviluppare abbondanza, per noi e per gli altri.
Le costellazioni familiari bioenergetiche nascono da tale consapevolezza e, attraverso un lavoro olistico intensivo, consentono di trasformare le memorie limitanti del bambino ferito e di rinascere a nuova vita.
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Scheda dettagli:
Autore: dott.ssa Renata Rosa Ughini
Data: 28 gennaio 2012
Fonte: www.channelhealing.it
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