giovedì, 17 maggio 2012
Voci, Pensieri e Poesie
Fiaba: Mezza bianca e mezza nera
C’era una volta una fanciulla bellissima dai capelli rossi come rubini e dagli occhi castani che era figlia di un angelo e di un demone sicché ella era metà e metà di entrambe le cose; era mezza angelo e mezza demone, mezza bianca e mezza nera.
La giovane sapeva parlare con gli animali ma soprattutto aveva una particolare sintonia con le volpi e queste spesso la venivano a trovare e le correvano un poco dietro facendole la guardia.
La fanciulla abitava su un monte ed a volte scendeva in città per vendere i suoi preparati medici che la madre, che era un angelo, le aveva insegnato a confezionare.
Un giorno mentre la giovane era in città per sbrigare dunque le sue faccende, percorrendo la strada principale, incrocia lo sguardo di uno straniero arrivato da poco in quel luogo e prosegue il suo cammino mentre lui si volta a guardarla.
I giorni trascorrono per la fanciulla come al solito ed ogni tanto ella torna in paese per quello che le serve ma spesso vede questo straniero che la segue sempre con lo sguardo.
Una volta, finito il suo da fare in città, la donzella si avvia per il monte onde tornare a casa e mentre è sulla via del monte le volpi le vengono incontro e la seguono ma quando ella si avvia e prosegue insieme alle volpi queste cominciano a comportarsi in modo strano così la fanciulla domanda loro: “Che succede?” e quelle rispondono: “C’è qualcuno che ci segue!”; ella allora si guarda attorno ma non vede nessuno e fa alle volpi: “Proseguiamo lo stesso! Non fermiamoci! Però stiamo in guardia!”.
Così proseguono il cammino, sempre restando all’erta, ed arrivano a casa.
Giunti a casa la madre di lei era fuori che stendeva i panni quando vede arrivare la figlia seguita dalle volpi che vede agitate così si rivolge alla figlia dicendo: “Perché le volpi sono in agitazione?” e la figlia risponde: “C’è qualcuno che ci ha seguiti fin qui!”; la madre allora torna a dire: “Entriamo in casa!”.
Entrate le due in casa la madre dice: “Aspettiamo dentro che arrivi tuo padre! Lui vedrà il da farsi!”.
Sicché le due attendono in casa e dopo qualche ora vedono dalla finestra il padre che torna dalla caccia così escono e gli vanno incontro e lo avvisano e questi pure si guarda in giro ed allerta i suoi sensi ma non percepisce la presenza di nessuno poiché chiunque fosse se ne era andato ed infatti anche le volpi che si erano accucciate intorno alla casa erano più calme.
Allora la figlia racconta al padre quel che le è successo durante il giorno così egli le raccomanda di stare attenta anche se ha paura adesso di lasciarla uscire da sola sicché quando lei torna di nuovo in città lui dopo un’oretta si avvia pure dietro di lei ma giunto nei pressi delle prime case cittadine si ferma in quei paraggi ad aspettare.
Quando la figlia è sulla via del ritorno ed è per uscir dalla città vede il padre e gli dice: “Come mai qua?” e quegli risponde: “Temevo per te e ti sono venuto incontro! Torniamo a casa insieme!”.
Dunque padre e figlia stanno tornando a casa quando le volpi di nuovo si mettono in agitazione; allora il padre allerta i suoi sensi, si guarda attorno e con un agile scatto si fionda addosso a chi ha scovato nascosto tra la vegetazione.
La figlia riconosce l’inseguitore che è lo straniero che la osserva sempre ma mentre si rende conto di ciò i due cominciano a lottare e tirano entrambi fuori zanne ed artigli demoniaci.
Appena i due orchi si guardano in faccia per quello che sono si danno una calmata e si parlano ed il padre gli fa: “Che vuoi da mia figlia? Hai voglia di cercar guai? E bada bene che sei sul mio territorio!” e l’altro risponde: “Non avevo cattive intenzioni! Ho visto una bellissima fanciulla e mi è venuto di seguirla e non sapevo che questo fosse il tuo territorio!”.
Così anche la figlia che preoccupata per il padre aveva tirato fuori zanne ed artigli si rassicura e li rinfodera come fanno gli altri due.
Dunque i tre familiarizzano ed il padre della fanciulla invita a casa lo straniero che accetta di buon grado.
Nei giorni successivi lo straniero comincia a corteggiare la fanciulla rassicurato dal fatto che il padre di lei non è diverso da lui; una cosa strana però ha notato lo straniero e cioè che il padre è un orco e la figlia un vampiro così domanda alla giovane il perché di ciò ed ella risponde: “Mia madre dice che col tempo ha scoperto che anche in fondo all’angelo si nasconde un demone ed in fondo al bianco il vampiro. Ella dice che è una vena nascosta soprattutto del bianco e che ho preso da lei! E dice anche che il vampiro rappresenta colui che inizia nella virtù e la sua sete di sangue rappresenta la sete di virtù ed il suo punto debole è il cuore poiché egli pensa col cuore mentre l’orco rappresenta colui che inizia nel vizio e la sua fame di carne è fame di conoscenza ed il suo punto debole è la testa perché egli pensa con la testa.
La spada rappresenta il vampiro perché gli permette di difendersi dall’orco staccandogli la testa, il pugnale rappresenta l’orco perché gli permette di difendersi dal vampiro pugnalandolo al cuore.
Ora mentre l’orco è consapevolmente un assassino ed un opportunista il vampiro è inconsapevolmente un ladro ed un ipocrita; il vampiro dunque è un ladro perché si rifiuta di riconoscere la sua parte di difetto e chi si rifiuta di far ciò col tempo comincia a derubare gli altri della loro parte di pregio poiché li fa sembrare più cattivi di quello che sono ed inoltre inconsapevolmente disconosce il merito dell’aiuto che gli viene da Dio ed egli è anche un ipocrita perché si rifiuta di mangiare la carne in quanto non vuole uccidere però beve il sangue per cercare di trovare una scappatoia che gli permetta di placare la fame ed all’inizio si accontenta di poco perché non vuole uccidere la preda ma non si rende conto che bevendo il suo sangue si sta nutrendo di quello che un altro ha mangiato ed ucciso anche per lui perciò sempre un assassino rimane e se non si rende conto di questo a poco a poco la sua sete di sangue cresce sempre di più finché dissangua la sua vittima e la uccide lo stesso e più egli si rifiuta di accettare la sua mostruosità più questa comincia a ribellarsi e la sua sete di sangue sfugge al suo controllo; è come quando un uomo rabbrividisce al solo pensiero di uccidere un animale e poi va dal macellaio e compra la carne e la mangia e questo lo fa sentire meglio ma sempre un assassino rimane perché si nutre di ciò che un altro ha ucciso anche per lui in quanto l’animale che è stato ucciso è stato sacrificato anche per riempire la sua pancia, così se gli si fa notare questo egli decide di diventare vegetariano ma anche così rimane sempre un assassino perché anche la pianta è un essere vivente che lui uccide per mangiare ma quella gli fa meno pietà dell’animale perché questo gli somiglia di più.
Così alla fine vien fuori che l’orco è un essere naturalmente naturale perché è nella naturale natura delle cose di essere ciò che lui è, e quindi è nella naturale natura delle cose di cominciare dal vizio (dal basso) per poi acquisire anche la virtù (l’alto); mentre il vampiro è un essere naturalmente innaturale perché è nella innaturale natura delle cose di essere ciò che lui è, e quindi è nella innaturale natura delle cose di cominciare dalla virtù (dall’alto) per poi acquisire anche il vizio (il basso)!
Così tra essi si viene a creare un confronto in cui l’essere naturalmente naturale che assume soprattutto sesso femminile si erge come una divinità (il dio) di fronte all’essere naturalmente innaturale che assumendo soprattutto sesso maschile diventa come un prodotto (la macchina) del primo poiché venendo dopo è potuto nascere più perfetto in quanto forgiato sull’evoluzione che l’altra già ha completato e questo gli ha permesso di iniziare già avvantaggiato; infine tra la madre originaria (ed oscura) che inizia dal vizio per assumere anche la virtù ed il padre originario (attraverso il quale a poco a poco comincia a presentarsi la luce) che fa l’opposto vengono a stabilirsi la figlia che segue un percorso simile a quello del padre (ponendosi quale una donna diversa dalla prima) ed il figlio che segue un percorso simile a quello della madre (ponendosi quale un uomo diverso dal primo); questo dice mia madre!”.
I due allora si fidanzano ma nel frattempo in paese comincia a diffondersi la paura perché alcune persone sono state trovate morte così il padre della fanciulla domanda al suo fidanzato se è opera sua ma quegli gli risponde di no così la famiglia riunita si dice: “Non è opera di nessuno di noi! Di chi è opera allora? Qualcun altro dev’essersi introdotto nel nostro territorio!”; la madre della fanciulla che da tempo era a guardia ed a protezione di quel territorio e che da tempo teneva a bada il marito non tollera la cosa così i quattro partono a caccia e trovano sul loro territorio un gruppo di vampiri ma la discussione si accende ed inizia lo scontro.
Nello scontro gli intrusi vengono scacciati ma il fidanzato della giovane subisce un brutto colpo anche se non letale poiché l’arma con cui è stato colpito è avvelenata.
Allora Ester (così si chiama la nostra giovane) parte alla ricerca delle erbe necessarie per curare l’amato ma è una ricerca difficile perché sono erbe rare e nella ricerca viene catturata da coloro che erano stati scacciati.
Non vedendo tornare Ester suo padre preoccupato parte alla sua ricerca mentre la madre cerca di curare l’amato della figlia come può e cerca anche lei qualche erba che gli sia di aiuto.
Nel frattempo suo padre trovate le tracce di Ester e resosi conto della sua cattura parte alla caccia di nuovo e li insegue per lunghissimo tempo ma alla fine li raggiunge, riesce a liberare la figlia e tornano insieme a casa dove nel frattempo il suo uomo si è ripreso.
Gli stranieri non tornano più da quelle parti e la vita riprende tranquilla ed i due si sposano finalmente.
La giovane sapeva parlare con gli animali ma soprattutto aveva una particolare sintonia con le volpi e queste spesso la venivano a trovare e le correvano un poco dietro facendole la guardia.
La fanciulla abitava su un monte ed a volte scendeva in città per vendere i suoi preparati medici che la madre, che era un angelo, le aveva insegnato a confezionare.
Un giorno mentre la giovane era in città per sbrigare dunque le sue faccende, percorrendo la strada principale, incrocia lo sguardo di uno straniero arrivato da poco in quel luogo e prosegue il suo cammino mentre lui si volta a guardarla.
I giorni trascorrono per la fanciulla come al solito ed ogni tanto ella torna in paese per quello che le serve ma spesso vede questo straniero che la segue sempre con lo sguardo.
Una volta, finito il suo da fare in città, la donzella si avvia per il monte onde tornare a casa e mentre è sulla via del monte le volpi le vengono incontro e la seguono ma quando ella si avvia e prosegue insieme alle volpi queste cominciano a comportarsi in modo strano così la fanciulla domanda loro: “Che succede?” e quelle rispondono: “C’è qualcuno che ci segue!”; ella allora si guarda attorno ma non vede nessuno e fa alle volpi: “Proseguiamo lo stesso! Non fermiamoci! Però stiamo in guardia!”.
Così proseguono il cammino, sempre restando all’erta, ed arrivano a casa.
Giunti a casa la madre di lei era fuori che stendeva i panni quando vede arrivare la figlia seguita dalle volpi che vede agitate così si rivolge alla figlia dicendo: “Perché le volpi sono in agitazione?” e la figlia risponde: “C’è qualcuno che ci ha seguiti fin qui!”; la madre allora torna a dire: “Entriamo in casa!”.
Entrate le due in casa la madre dice: “Aspettiamo dentro che arrivi tuo padre! Lui vedrà il da farsi!”.
Sicché le due attendono in casa e dopo qualche ora vedono dalla finestra il padre che torna dalla caccia così escono e gli vanno incontro e lo avvisano e questi pure si guarda in giro ed allerta i suoi sensi ma non percepisce la presenza di nessuno poiché chiunque fosse se ne era andato ed infatti anche le volpi che si erano accucciate intorno alla casa erano più calme.
Allora la figlia racconta al padre quel che le è successo durante il giorno così egli le raccomanda di stare attenta anche se ha paura adesso di lasciarla uscire da sola sicché quando lei torna di nuovo in città lui dopo un’oretta si avvia pure dietro di lei ma giunto nei pressi delle prime case cittadine si ferma in quei paraggi ad aspettare.
Quando la figlia è sulla via del ritorno ed è per uscir dalla città vede il padre e gli dice: “Come mai qua?” e quegli risponde: “Temevo per te e ti sono venuto incontro! Torniamo a casa insieme!”.
Dunque padre e figlia stanno tornando a casa quando le volpi di nuovo si mettono in agitazione; allora il padre allerta i suoi sensi, si guarda attorno e con un agile scatto si fionda addosso a chi ha scovato nascosto tra la vegetazione.
La figlia riconosce l’inseguitore che è lo straniero che la osserva sempre ma mentre si rende conto di ciò i due cominciano a lottare e tirano entrambi fuori zanne ed artigli demoniaci.
Appena i due orchi si guardano in faccia per quello che sono si danno una calmata e si parlano ed il padre gli fa: “Che vuoi da mia figlia? Hai voglia di cercar guai? E bada bene che sei sul mio territorio!” e l’altro risponde: “Non avevo cattive intenzioni! Ho visto una bellissima fanciulla e mi è venuto di seguirla e non sapevo che questo fosse il tuo territorio!”.
Così anche la figlia che preoccupata per il padre aveva tirato fuori zanne ed artigli si rassicura e li rinfodera come fanno gli altri due.
Dunque i tre familiarizzano ed il padre della fanciulla invita a casa lo straniero che accetta di buon grado.
Nei giorni successivi lo straniero comincia a corteggiare la fanciulla rassicurato dal fatto che il padre di lei non è diverso da lui; una cosa strana però ha notato lo straniero e cioè che il padre è un orco e la figlia un vampiro così domanda alla giovane il perché di ciò ed ella risponde: “Mia madre dice che col tempo ha scoperto che anche in fondo all’angelo si nasconde un demone ed in fondo al bianco il vampiro. Ella dice che è una vena nascosta soprattutto del bianco e che ho preso da lei! E dice anche che il vampiro rappresenta colui che inizia nella virtù e la sua sete di sangue rappresenta la sete di virtù ed il suo punto debole è il cuore poiché egli pensa col cuore mentre l’orco rappresenta colui che inizia nel vizio e la sua fame di carne è fame di conoscenza ed il suo punto debole è la testa perché egli pensa con la testa.
La spada rappresenta il vampiro perché gli permette di difendersi dall’orco staccandogli la testa, il pugnale rappresenta l’orco perché gli permette di difendersi dal vampiro pugnalandolo al cuore.
Ora mentre l’orco è consapevolmente un assassino ed un opportunista il vampiro è inconsapevolmente un ladro ed un ipocrita; il vampiro dunque è un ladro perché si rifiuta di riconoscere la sua parte di difetto e chi si rifiuta di far ciò col tempo comincia a derubare gli altri della loro parte di pregio poiché li fa sembrare più cattivi di quello che sono ed inoltre inconsapevolmente disconosce il merito dell’aiuto che gli viene da Dio ed egli è anche un ipocrita perché si rifiuta di mangiare la carne in quanto non vuole uccidere però beve il sangue per cercare di trovare una scappatoia che gli permetta di placare la fame ed all’inizio si accontenta di poco perché non vuole uccidere la preda ma non si rende conto che bevendo il suo sangue si sta nutrendo di quello che un altro ha mangiato ed ucciso anche per lui perciò sempre un assassino rimane e se non si rende conto di questo a poco a poco la sua sete di sangue cresce sempre di più finché dissangua la sua vittima e la uccide lo stesso e più egli si rifiuta di accettare la sua mostruosità più questa comincia a ribellarsi e la sua sete di sangue sfugge al suo controllo; è come quando un uomo rabbrividisce al solo pensiero di uccidere un animale e poi va dal macellaio e compra la carne e la mangia e questo lo fa sentire meglio ma sempre un assassino rimane perché si nutre di ciò che un altro ha ucciso anche per lui in quanto l’animale che è stato ucciso è stato sacrificato anche per riempire la sua pancia, così se gli si fa notare questo egli decide di diventare vegetariano ma anche così rimane sempre un assassino perché anche la pianta è un essere vivente che lui uccide per mangiare ma quella gli fa meno pietà dell’animale perché questo gli somiglia di più.
Così alla fine vien fuori che l’orco è un essere naturalmente naturale perché è nella naturale natura delle cose di essere ciò che lui è, e quindi è nella naturale natura delle cose di cominciare dal vizio (dal basso) per poi acquisire anche la virtù (l’alto); mentre il vampiro è un essere naturalmente innaturale perché è nella innaturale natura delle cose di essere ciò che lui è, e quindi è nella innaturale natura delle cose di cominciare dalla virtù (dall’alto) per poi acquisire anche il vizio (il basso)!
Così tra essi si viene a creare un confronto in cui l’essere naturalmente naturale che assume soprattutto sesso femminile si erge come una divinità (il dio) di fronte all’essere naturalmente innaturale che assumendo soprattutto sesso maschile diventa come un prodotto (la macchina) del primo poiché venendo dopo è potuto nascere più perfetto in quanto forgiato sull’evoluzione che l’altra già ha completato e questo gli ha permesso di iniziare già avvantaggiato; infine tra la madre originaria (ed oscura) che inizia dal vizio per assumere anche la virtù ed il padre originario (attraverso il quale a poco a poco comincia a presentarsi la luce) che fa l’opposto vengono a stabilirsi la figlia che segue un percorso simile a quello del padre (ponendosi quale una donna diversa dalla prima) ed il figlio che segue un percorso simile a quello della madre (ponendosi quale un uomo diverso dal primo); questo dice mia madre!”.
I due allora si fidanzano ma nel frattempo in paese comincia a diffondersi la paura perché alcune persone sono state trovate morte così il padre della fanciulla domanda al suo fidanzato se è opera sua ma quegli gli risponde di no così la famiglia riunita si dice: “Non è opera di nessuno di noi! Di chi è opera allora? Qualcun altro dev’essersi introdotto nel nostro territorio!”; la madre della fanciulla che da tempo era a guardia ed a protezione di quel territorio e che da tempo teneva a bada il marito non tollera la cosa così i quattro partono a caccia e trovano sul loro territorio un gruppo di vampiri ma la discussione si accende ed inizia lo scontro.
Nello scontro gli intrusi vengono scacciati ma il fidanzato della giovane subisce un brutto colpo anche se non letale poiché l’arma con cui è stato colpito è avvelenata.
Allora Ester (così si chiama la nostra giovane) parte alla ricerca delle erbe necessarie per curare l’amato ma è una ricerca difficile perché sono erbe rare e nella ricerca viene catturata da coloro che erano stati scacciati.
Non vedendo tornare Ester suo padre preoccupato parte alla sua ricerca mentre la madre cerca di curare l’amato della figlia come può e cerca anche lei qualche erba che gli sia di aiuto.
Nel frattempo suo padre trovate le tracce di Ester e resosi conto della sua cattura parte alla caccia di nuovo e li insegue per lunghissimo tempo ma alla fine li raggiunge, riesce a liberare la figlia e tornano insieme a casa dove nel frattempo il suo uomo si è ripreso.
Gli stranieri non tornano più da quelle parti e la vita riprende tranquilla ed i due si sposano finalmente.
Angela Contavalle
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Scheda dettagli:
Data: 12 aprile 2010
Fonte: Angela Contavalle
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