Voci, Pensieri e Poesie

Fiaba: "La più bella del reame"

C’erano una volta due amiche entrambe streghe ed entrambe belle ma una delle due era ambiziosa e voleva essere lei sola in assoluto la più bella del reame, così non le andava che l’attenzione degli uomini fosse rivolta ad entrambe ma voleva tale attenzione per lei sola. Sicché l’amica egoista fece un incantesimo e tramutò la bellezza dell’altra in bruttezza incredibile.
Alla giovane strega dunque che aveva subito tale ingiustizia non restò che sparire poiché certo non poteva farsi vedere in tali condizioni sicché se ne andò per la sua strada.
Mentre la povera strega se ne andava sola per la sua via si imbattè un giorno, durante il suo viaggio, in un castello abbandonato ed un poco diroccato e le venne l’idea di passare la notte lì; così entra ed anche un poco incuriosita comincia a girare qua e là per dare un’occhiata e finisce in una stanza dove tra le poche cose rimaste c’è un grande specchio impolverato che sembra essere lì da tanto e tanto tempo.
La strega dunque si guarda intorno nella stanza e si avvicina allo specchio per dargli un’occhiata e gli passa sopra il fazzoletto per togliere un po’ di polvere e vedere meglio la sua immagine; dopo di che ella vede una scritta sullo specchio e la legge dicendo: “Specchio! Specchio delle mie brame!” poi si gira e va per uscire fuori dalla stanza ma mentre sta uscendo una voce le fa: “Che vuoi conoscere mia signora?”.
Appena la strega sente questa voce si rigira e vede un bagliore provenire dallo specchio così si riavvicina ed un volto le appare dentro lo specchio che di nuovo le fa: “Che vuoi conoscere mia signora?” ed ella dice allo specchio: “Specchio incantato … che abiti in questo luogo desolato … ravviva la tua memoria … e raccontami la tua storia!”.
Allora lo specchio comincia a raccontare la sua storia e le dice: “Vivevo in questo luogo servendo la mia bellissima regina … che un giorno si fece corrompere dall’invidia per una fanciullina … e desiderando la regina di quella la morte … finì invece lei per subire tale sorte!”.
La strega dunque ascolta questa storia e dopo dice allo specchio: “Specchio mio la mia storia è ancor peggiore … ero felice e circondata dall’amore … ma è venuta meno un dì la mia beltà … e così adesso mi ritrovo qua. Come ciò sia avvenuto dirlo non saprei … ma se tu mi portassi aiuto certo gradirei!” sicché lo specchio dice alla giovane: “Eravate in due a divider le attenzioni … ma dell’altra i propositi non eran buoni … e poiché questa voleva esser la più ammirata … nella peggior bruttezza la tua beltà ha trasformata. Ma tu non disperare che c’è rimedio a tutto … e dalla sua cattiva azione puoi trarne miglior frutto. Tu che sei strega sciogli la sua fattura … per accorgerti che la tua bellezza è aumentata oltremisura!”.
Dunque la strega quella sera invece di mettersi a dormire si mette all’opera e toglie la fattura che le è stata fatta per rendersi conto che, come lo specchio le ha detto, è divenuta più bella di prima ma ella non si sa spiegare il perché così torna a chiedere allo specchio: “Specchio! Specchio delle mie brame! Com’è che è accaduto che ora sono la più bella del reame?” e lo specchio le risponde: “E’ rimasto celato in questa dimora … il grimorio della mia precedente signora; nelle pagine del libro le risposte che cerchi troverai … scendi nelle segrete e non te ne pentirai!” dunque la giovane scende nelle segrete e gira di stanza in stanza finché trova questo vecchio libro di magia e vi legge in alcune pagine: “Non bisogna mai creare mostruosità sconcertanti poiché come ripagherai il debito che hai nei confronti di ciò che hai creato se non sopportando la medesima mostruosità su di te? O forse tu speri di potertela cavare con meno?
Ma se te la cavi con meno non avrai nemmeno diritto in seguito di essere partecipe della medesima felicità che spetta a quello poiché certo lui in futuro avrà diritto di essere più felice di te in quanto in passato è stato più infelice; perché il più brutto ha il diritto di diventare il più bello e l’ultimo ha il diritto di diventare il primo! Questa è giustizia!
Il massimo della felicità è quella che si ottiene dal massimo della pena!
Questa è la regola di Madre Natura cioè Dio ed è per questo che ciò che sta più in alto con maggiore facilità tende a cadere più in basso e ciò che è più bello con maggiore facilità tende a diventare più brutto e viceversa!
Per questo bisogna accontentarsi di una bellezza moderata senza ricercare una bellezza eccessiva per non avere poi a dover scontare altrettanta eccessiva bruttezza; poiché la più grande felicità si accompagna al più grande dolore e se farai entrare dalla porta una delle due cose anche l’altra cercherà di entrare prima o poi e non avrà pace finché non ci riuscirà! E’ saggio colui che si tiene sempre nel giusto mezzo!”.
Sicché la strega adesso aveva trovato le risposte che cercava ed aveva risolto il suo problema e le piaceva di stare in quel vecchio castello così si stabilisce lì e lì continua ad abitare.
Ora un giorno passava da quelle parti un cavaliere che cercando rifugio per la notte bussa al castello e la strega appena gli apre la porta è per quello come una folgore che lo colpisce dritto al cuore.
Il cavaliere si innamora dunque subito della giovane ma deve ripartire perché ha un affare che deve assolutamente sbrigare, tuttavia nel suo viaggio non fa parola con nessuno di aver visto in quel luogo la più bella giovane che mai avesse potuta vedere poiché vuole assolutamente tornare lì per conquistarla e non vuole correre il rischio che qualcun altro lo possa precedere così si sbriga a portare a termine i suoi affari e torna di corsa da lei e non le dà pace e la tormenta finché ella cede alle sue lusinghe ed accetta di sposarlo sicché essi si sposano e vanno a vivere insieme per tutta la vita.

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Autore: Angela Contavalle
Data: 11 agosto 2010
Fonte: Angela Contavalle

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