mercoledì, 08 febbraio 2012
Voci, Pensieri e Poesie
Fiaba: L'amore prigioniero
C’era una volta un angelo che viveva su un monte e, tra le altre cose, si occupava soprattutto di raccogliere erbe per preparare medicinali che vendeva a chi ne aveva bisogno. Così la signora si trovava intenta un giorno in tale sua occupazione e stava riempiendo la sua cesta di erbe medicinali quando, mentre era in giro per il monte, incontra un demone ma i due non ingaggiano subito battaglia perché la signora non aveva l’abitudine mai di attaccare per prima ed il demone non l’aveva ancora attaccata.
E neanche l’attaccò in seguito tuttavia cominciò a seguirla quando lei usciva a gironzolar per il monte in cerca di ciò che le serviva e col tempo cominciò ad avvicinarlese e rivolgerle qualche parola; poiché lei era di animo gentile gli rispondeva sicché a poco a poco fecero amicizia e lui cominciò a corteggiarla.
Dopo un po’ di tempo che la corteggiava il demone riuscì a conquistarla e lei si innamorò ma non si sentiva di far peccato in ciò o di offendere Dio ma anzi si sentiva più forte ed era fulgida più che mai e sentiva in cuor suo che era davvero un grande amore imparare ad amare un nemico.
Ora il demone viveva in una grotta situata ancor più su nel monte tra la neve e dentro faceva molto freddo ma forse non più freddo di quel che si può sentire nel petto quando il verme del rimorso ci azzanna la coscienza.
Poiché lei col tempo seppe da lui dove trovarlo un giorno decise di andare a visitarlo nella sua abitazione ed ogni tanto tornò a far questo. Un dì però Dio decise di metterli alla prova sicché ecco che mandò all’angelo la visione di lui che restava intrappolato nella sua caverna con un’altra donna sicché prevedendo appunto la signora la morte dell’amato si precipitò a salvarlo ed arrivata alla caverna il suo solo pensiero non fu che quello di buttarli entrambi fuori ma aimè il suo gesto ne decretò la condanna poiché ella rimase intrappolata nella caverna al posto di quelli e lì restò per lungo tempo; eppure dopo tanto ancora era viva lì tra il ghiaccio ed il freddo e lì in quella prigione ella osservava dalla cima del monte la crudele visione di quei due che amoreggiavano e poco importava loro di quel che a lei era accaduto finché un giorno dopo tanto tempo trovò il modo di evadere da quella prigione e tornò a casa sua per riprendere la sua vita.
Passato tanto altro tempo il demone venne a sapere che lei era viva e che era tornata a casa sua sicché venne da lei desideroso di far pace ed ella lo perdonò ma non volle più saperne di lui e benché lo avesse perdonato egli vedeva che a volte non le facevano piacere le sue visite così le chiese perché si comportava a volte in quel modo nei suoi confronti ed ella gli rispose con una domanda e disse: “E come dovrei comportarmi col mio peggior nemico?”.
Lui disse allora: “Non è bello che mi hai detto che sono il tuo peggior nemico!” ed ella a lui: “Ma è quello che sei! Tanti anni fa quando ti ho salvato la vita ho scelto di salvare un nemico poiché io avevo imparato ad amare il nemico! Ma io non avevo idea che salvare un nemico potesse essere a volte così doloroso poiché non avevo idea di cosa significasse il rimanere imprigionati da un amore non ricambiato in quanto colui che ami si è invaghito di un’altra e perciò tu per lui diventi solo un oggetto da usare e ti farà soffrire e non gli importerà di distruggerti.
Può essere bello essere prigionieri di chi ti ama ma non è bello essere prigionieri di chi non ti ama, ma l’amore vuole amore altrimenti giustamente svanisce ed ho dovuto lottare con le unghie e coi denti per uscire da quell’inferno perché anche questo è l’inferno, il restar prigionieri di un amore non ricambiato.
D’ora in poi starò più attenta quando mi troverò a dover decidere se salvare o meno la vita di qualcuno poiché baderò bene di non restar di nuovo prigioniera di un amore non ricambiato.
E’ vero! In certi momenti sono tornata a provare avversione nei tuoi confronti perché mi ricordavo quanto fosse stato crudele il restare imprigionata a causa di chi non ti ama.
La colpa è anche mia perché ho sopravvalutato la mia virtù e le mie capacità e pensavo che tale virtù mi avrebbe sempre protetta ed avrei continuato a risplendere anche all’inferno ed anche se fossi stata prigioniera sarei stata sempre al sicuro, ma non è così perché quando rimani prigioniera non sei mai al sicuro in quanto sei in balia degli altri e se essi non ti proteggeranno soffrirai e non potrai contare sempre sull’aiuto di Dio perché è nel suo insegnamento anche la lezione di imparare a cavarsela da soli; la verità è che tu puoi contare solo su te stessa perché nessuno resiste al dolore e quando finite all’inferno in due se non siete legati bene fuggirete entrambi ed il primo sarà quello che resiste di meno così l’altro rimarrà solo; questa è la triste realtà che nessuno resiste al dolore perché non ha limiti mentre la resistenza ad esso invece i suoi limiti li ha, c’è chi resiste di meno e c’è chi resiste di più ma prima o poi cedono tutti; per questo diciamo a chi ci vuole bene e vuol dividere la sua vita con noi di legarci bene e di farsi legare bene poiché altrimenti ci separeremo quando arriverà il dolore!
La sola cosa positiva del restare prigioniera è stata imparare queste cose ed imparare a difendermi da sola ed imparare anche che la cosa positiva dell’avere dei limiti è che ti danno il tempo di trovare una cura ai danni che potresti fare quando tali limiti cesseranno e tutto ciò non è poco.
Su una cosa comunque non ci piove ed è che il non poter usare la forza ti costringe a sviluppare maggiormente l’intelligenza così come il non poter scegliere la strada più semplice ti costringe a cercare un’altra strada e ti insegna a continuare così poiché è degradante a volte scegliere la strada più semplice senza aver neppure provato ad ingegnarsi per trovare altre soluzioni!”.
Il demone ascoltò queste parole e da allora non volle più seccarla e fu comprensivo perché ora cominciava a capire meglio quello che lei avesse potuto provare e cominciava a capire quanto potesse essere stato difficile per lei il restare da sola prigioniera ed il sentirsi tradita.
Ma il suo amore per lei era rifiorito ed era pentito di averla tradita sicché un giorno per l’ultima volta volle tornare a chiederle perdono e le portò in dono dei fiori poiché sapeva che di tutti i doni questo era quello che a lei era più gradito e le si buttò alle ginocchia e con gli occhi lucidi le manifestò tutto ciò che provava per lei ed il suo tormento e mentre le sue mani la accarezzavano e lei lo guardava negli occhi il cuore dell’angelo cedette, se pur non senza timore, ancora una volta all’amore e quella sera la trascorsero insieme ed ella aveva paura di addormentarsi poiché temeva che quando l’alba si fosse affacciata al suo risveglio lui non sarebbe stato lì; eppur verso mezza notte si addormentò.
Quando poi fu giorno ed ella si svegliò lui non era fuggito ma era rimasto lì, e lì rimase anche tutti i giorni che seguirono ed i due si sposarono là sul monte circondati dalle creature incantate.
Infine un giorno si affacciò nella loro vita una bambina ed ella era mezza angelo e mezza demone ed aveva i capelli rossi come la lava e come l’amore ed arrivata alla giovinezza era divenuta una giovane bellissima ma la sua è un’altra storia.
E neanche l’attaccò in seguito tuttavia cominciò a seguirla quando lei usciva a gironzolar per il monte in cerca di ciò che le serviva e col tempo cominciò ad avvicinarlese e rivolgerle qualche parola; poiché lei era di animo gentile gli rispondeva sicché a poco a poco fecero amicizia e lui cominciò a corteggiarla.
Dopo un po’ di tempo che la corteggiava il demone riuscì a conquistarla e lei si innamorò ma non si sentiva di far peccato in ciò o di offendere Dio ma anzi si sentiva più forte ed era fulgida più che mai e sentiva in cuor suo che era davvero un grande amore imparare ad amare un nemico.
Ora il demone viveva in una grotta situata ancor più su nel monte tra la neve e dentro faceva molto freddo ma forse non più freddo di quel che si può sentire nel petto quando il verme del rimorso ci azzanna la coscienza.
Poiché lei col tempo seppe da lui dove trovarlo un giorno decise di andare a visitarlo nella sua abitazione ed ogni tanto tornò a far questo. Un dì però Dio decise di metterli alla prova sicché ecco che mandò all’angelo la visione di lui che restava intrappolato nella sua caverna con un’altra donna sicché prevedendo appunto la signora la morte dell’amato si precipitò a salvarlo ed arrivata alla caverna il suo solo pensiero non fu che quello di buttarli entrambi fuori ma aimè il suo gesto ne decretò la condanna poiché ella rimase intrappolata nella caverna al posto di quelli e lì restò per lungo tempo; eppure dopo tanto ancora era viva lì tra il ghiaccio ed il freddo e lì in quella prigione ella osservava dalla cima del monte la crudele visione di quei due che amoreggiavano e poco importava loro di quel che a lei era accaduto finché un giorno dopo tanto tempo trovò il modo di evadere da quella prigione e tornò a casa sua per riprendere la sua vita.
Passato tanto altro tempo il demone venne a sapere che lei era viva e che era tornata a casa sua sicché venne da lei desideroso di far pace ed ella lo perdonò ma non volle più saperne di lui e benché lo avesse perdonato egli vedeva che a volte non le facevano piacere le sue visite così le chiese perché si comportava a volte in quel modo nei suoi confronti ed ella gli rispose con una domanda e disse: “E come dovrei comportarmi col mio peggior nemico?”.
Lui disse allora: “Non è bello che mi hai detto che sono il tuo peggior nemico!” ed ella a lui: “Ma è quello che sei! Tanti anni fa quando ti ho salvato la vita ho scelto di salvare un nemico poiché io avevo imparato ad amare il nemico! Ma io non avevo idea che salvare un nemico potesse essere a volte così doloroso poiché non avevo idea di cosa significasse il rimanere imprigionati da un amore non ricambiato in quanto colui che ami si è invaghito di un’altra e perciò tu per lui diventi solo un oggetto da usare e ti farà soffrire e non gli importerà di distruggerti.
Può essere bello essere prigionieri di chi ti ama ma non è bello essere prigionieri di chi non ti ama, ma l’amore vuole amore altrimenti giustamente svanisce ed ho dovuto lottare con le unghie e coi denti per uscire da quell’inferno perché anche questo è l’inferno, il restar prigionieri di un amore non ricambiato.
D’ora in poi starò più attenta quando mi troverò a dover decidere se salvare o meno la vita di qualcuno poiché baderò bene di non restar di nuovo prigioniera di un amore non ricambiato.
E’ vero! In certi momenti sono tornata a provare avversione nei tuoi confronti perché mi ricordavo quanto fosse stato crudele il restare imprigionata a causa di chi non ti ama.
La colpa è anche mia perché ho sopravvalutato la mia virtù e le mie capacità e pensavo che tale virtù mi avrebbe sempre protetta ed avrei continuato a risplendere anche all’inferno ed anche se fossi stata prigioniera sarei stata sempre al sicuro, ma non è così perché quando rimani prigioniera non sei mai al sicuro in quanto sei in balia degli altri e se essi non ti proteggeranno soffrirai e non potrai contare sempre sull’aiuto di Dio perché è nel suo insegnamento anche la lezione di imparare a cavarsela da soli; la verità è che tu puoi contare solo su te stessa perché nessuno resiste al dolore e quando finite all’inferno in due se non siete legati bene fuggirete entrambi ed il primo sarà quello che resiste di meno così l’altro rimarrà solo; questa è la triste realtà che nessuno resiste al dolore perché non ha limiti mentre la resistenza ad esso invece i suoi limiti li ha, c’è chi resiste di meno e c’è chi resiste di più ma prima o poi cedono tutti; per questo diciamo a chi ci vuole bene e vuol dividere la sua vita con noi di legarci bene e di farsi legare bene poiché altrimenti ci separeremo quando arriverà il dolore!
La sola cosa positiva del restare prigioniera è stata imparare queste cose ed imparare a difendermi da sola ed imparare anche che la cosa positiva dell’avere dei limiti è che ti danno il tempo di trovare una cura ai danni che potresti fare quando tali limiti cesseranno e tutto ciò non è poco.
Su una cosa comunque non ci piove ed è che il non poter usare la forza ti costringe a sviluppare maggiormente l’intelligenza così come il non poter scegliere la strada più semplice ti costringe a cercare un’altra strada e ti insegna a continuare così poiché è degradante a volte scegliere la strada più semplice senza aver neppure provato ad ingegnarsi per trovare altre soluzioni!”.
Il demone ascoltò queste parole e da allora non volle più seccarla e fu comprensivo perché ora cominciava a capire meglio quello che lei avesse potuto provare e cominciava a capire quanto potesse essere stato difficile per lei il restare da sola prigioniera ed il sentirsi tradita.
Ma il suo amore per lei era rifiorito ed era pentito di averla tradita sicché un giorno per l’ultima volta volle tornare a chiederle perdono e le portò in dono dei fiori poiché sapeva che di tutti i doni questo era quello che a lei era più gradito e le si buttò alle ginocchia e con gli occhi lucidi le manifestò tutto ciò che provava per lei ed il suo tormento e mentre le sue mani la accarezzavano e lei lo guardava negli occhi il cuore dell’angelo cedette, se pur non senza timore, ancora una volta all’amore e quella sera la trascorsero insieme ed ella aveva paura di addormentarsi poiché temeva che quando l’alba si fosse affacciata al suo risveglio lui non sarebbe stato lì; eppur verso mezza notte si addormentò.
Quando poi fu giorno ed ella si svegliò lui non era fuggito ma era rimasto lì, e lì rimase anche tutti i giorni che seguirono ed i due si sposarono là sul monte circondati dalle creature incantate.
Infine un giorno si affacciò nella loro vita una bambina ed ella era mezza angelo e mezza demone ed aveva i capelli rossi come la lava e come l’amore ed arrivata alla giovinezza era divenuta una giovane bellissima ma la sua è un’altra storia.
Angela Contavalle
Richiedi la correzione di questi contenuti
Commenti:
Scheda dettagli:
Data: 13 giugno 2010
Fonte: Angela Contavalle
© 1998-2012 Spiritual - Tutti i diritti sono riservati. Spiritual® e Spiritual Search® sono marchi registrati. La riproduzione anche parziale dei contenuti di Spiritual è vietata. Spiritual non è in alcun modo responsabile del contenuto dei siti ad esso collegati.
Società editrice: Codice Fiscale, Partita IVA, Reg. Imp. PD: 02709800284
E-mail: informa@spiritual.it