Incontro - Vedismo

Bhagavad Gita - Incontro con Sri Tathata

A: Roma (RM)   Data: Il giorno 02/09/2010  Incontro conclusoOrario: dalle 17,00 alle 21
Presso: Auditorium Seraphicum, Via del Serafico, 1, Roma, RMLazio - IT
Telefono: +39 339 6080061 – Categoria: VedismoSito web: Vai al sito
Sri Tathata, maestro della tradizione del Sanathana
Dharma e profondo conoscitore della Bhagavad Gita,
testo sacro dell’Induismo, spiega la grande metafora
contenuta in questo antico testo, offrendo così una chiave di lettura ai conflitti interiori dell’uomo moderno

Giovedì 2 settembre 2010
ore 17,00- 21,00
l‘Auditorium Seraphicum

Saluti Istituzionali:
- Andrea Catarci Presidente del Municipio Roma XI
- Carla Di Veroli Assessora alle Politiche Culturali del Municipio
Roma XI

Intervengono:
Luigi De Salvia, medico, Segretario Generale della sezione
italiana di Religions for Peace
- Jayendranatha Franco Di Maria, avvocato, Presidente
dell'Unione Induista Italiana e dell'Unione Induista Europea, membro della Consulta delle Religioni del Comune di Roma
- Viranatha Umberto Guidi, Presidente dello Yogananda Ashram di Roma, dell'Unione Induista Italiana

Musica a cura di: Oscar Bonelli

Danza indiana: proposta dalla Comunità Keralese di Roma

Sri Tathata
Nato nel Kerala il 1° giugno del 1942, per rispondere al richiamo interiore che gli chiedeva di dedicarsi interamente alla vita spirituale, Sri Tathata abbandona in giovane età gli studi accademici e anche la famiglia per
intraprendere un percorso di ascesi severa, in
completa solitudine (“tapas”, secondo la tradizione
indiana). Visita molti luoghi sacri dell’India prima di
trovare il luogo adatto al suo ritiro e si stabilisce in
un piccolo tempio abbandonato, dedicato alla
Madre Di v ina, nel suo stesso v i l laggi o
(Vandithavalam). Lì vive nella rigorosa osservanza
di pratiche spirituali : Hata Yoga, Sidha Vidya,
Rajayoga, Tantra Vidya, astenendosi da ogni
esigenza fisica, fino alla totale rinuncia al cibo.
Dopo alcuni anni di duro ed ininterrotto lavoro, la
scintilla della conoscenza arriva ad illuminare il suo intero essere. Sri Tathata però rimane per altri 6 anni, in ritiro e totale isolamento dal mondo. Poi, in un’estasi
mistica, ottiene la visione della grande sofferenza che dilaga sulla terra e spinto da profonda compassione, decide di mettersi all’opera per impostare e trasmettere
un nuovo modello di vita basato sui principi del Dharma ed ispirato alla saggezza Vedica dell’India antica.
Nel 1974, molti ricercatori spirituali e molte persone si avvicinano a lui per ricevere la sua guida e per uscire dalla sofferenza. Sorge così, spontaneamente, il
Tapovarishtashram nel villaggio di Vandithavalam.
Nel 1991, Sri Tathata si reca a Saranath, vicino a Benaras, per trasmettere il grande messaggio dei suoi Dharmasutras, che contengono la versione rinnovata
del Dharma, adattato all’uomo della Nuova Era.
Nel 2006 egli inaugura un grande tempio a Kollur, nello stato del Karnataka, vicino al tempio di Sri Mookambika: il Dharmapeetha, concepito per ricevere l’Energia
Cosmica o Luce Divina dalla Sorgente Suprema ed irradiarla al mondo intero.
Ultimamente Sri Tathata viaggia molto in Europa, dove ha un folto seguito di devoti. Inoltre realizza in India tre grandi rituali Vedici al sacro fuoco, con l‘intento di
esercitare un’azione di riequilibrio dei ritmi alterati della natura: i Dharmasooya Mahayaga. Il primo risale al 1998, il secondo al 2002 e l’ultimo, celebrato nel 2009
a Kinassery, Palakkad, nel Kerala, è coronato da un momento di straordinaria importanza: la discesa dell’energia di “sopra-coscienza”, preannunciata da Sri
Aurobindo nel secolo scorso, destinata a porre le basi di una vita divina sulla Terra

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